DAGOREPORT – CON UN PARTITO IN DISCESA LIBERA E SEMPRE PIU' SPAPPOLATO DAI "LEGHISTI DEL NORD",…
“NON POSSO FAR CADERE IL GOVERNO IN QUESTO MODO” - MELONI CEDE A FORZA ITALIA E LEGA SULLA LEGGE ELETTORALE E NON VOTA CON IL CENTROSINISTRA PER LE PREFERENZE LIBERE (ALLA FACCIA DELLA TANTO DECANTATA “COERENZA”) – MA IL PASTICCIACCIO SUL MELONELLUN RIVELA LA FAIDA TRA I CAMERATI DI ITALIA: I FEDELISSIMI DELLA DUCETTA SONO INCAZZATISSIMI CON LA RUSSA PER LA SCELTA DEL PRESIDENTE DEL SENATO DI RIAPRIRE ALLE MODIFICHE SULLA LEGGE ELETTORALE: “LA FIGURACCIA SI POTEVA EVITARE” – A ‘GNAZIO NON E’ ANDATA GIU’ L’APERTURA DI UN PEZZO DI FDI ALLA CANDIDATURA A SINDACO DI MILANO DI MATTEO PEREGO, SOTTOSEGRETARIO FORZISTA. LA RUSSA PUNTAVA SU LUPI, CASSATO DAGLI AZZURRI E DA MELONI CHE CALDEGGIA UNA FIGURA DELLA SOCIETÀ CIVILE. IL MAI PALUDATO PRESIDENTE DEL SENATO RIBADISCE ALLE SORELLE MELONI CHE SOTTO LA MADUNINA COMANDA LUI E MANDA AVANTI LA SUA AMICA DANIELONA SANTANCHE’ CHE SCOLPISCE: “TRAMONTANO I CANDIDATI CIVICI, QUANTE CHIACCHIERE INUTILI” - IN QUESTO CLIMA, NESSUNO ESCLUDE UN PASSO FALSO DELLA MAGGIORANZA ALLA CAMERA IN OCCASIONE DEL VOTO FINALE SUL TESTO…
Lorenzo De Cicco,Tommaso Ciriaco per “la Repubblica” - Estratti
Ignazio La Russa Giorgia Meloni 2
Tra una battaglia di «coerenza» e qualche altro mese a Palazzo Chigi, Giorgia Meloni accende la seconda. Ha tentennato, anche se adesso dalla sua cerchia lasciano filtrare che fosse solo tattica. Ha masticato amaro, conoscendo la voglia di Roberto Vannacci di inchiodarla per questa retromarcia.
Ha anche valutato la possibilità di piegare gli alleati, talmente deboli da minacciare senza spaventare troppo. Ma quando infine, a metà mattinata, risente al telefono Antonio Tajani e Matteo Salvini, la premier tocca con mano una circostanza ovvia in realtà fin dal primo istante di questa storia: se FdI avesse votato con il centrosinistra per le preferenze libere, Forza Italia e Lega avrebbero reagito. Affossando la legge e mettendo a rischio l'esecutivo. Il giro di chiamate va così. Comincia con la leader dei Fratelli innervosita, che non vorrebbe «fare un regalo» ai dem. E gli alleati che le ripetono: «Ma poi non reggiamo i gruppi». Dunque, la premier conviene: «Non posso far cadere il governo in questo modo», il senso del ragionamento.
Giorgia Meloni Antonio Tajani Matteo Salvini 2
(...)
Qualcosa di grave, anzi, è accaduto dentro FdI. E qui ci si avventura in un terreno ostico, che ruota attorno alle mosse di La Russa. Dalla cerchia di Meloni, trapela una certa irritazione per le scelte del presidente del Senato, l'unico ad avere la forza politica e l'esperienza per decidere in autonomia, se necessario. «I subemendamenti di Pd e 5S ammessi da Ignazio, erano stati dichiarati inammissibili in commissione Affari costituzionali, si poteva fare lo stesso in Aula...», viene ricordato a mezza voce.
La «figuraccia» si poteva «evitare».
Aprire ai subemendamenti non sarebbe stato un modo per colpire la premier, ma un atteggiamento dialogante con le opposizioni, in qualche modo sfuggito di mano.
Ignazio La Russa Giorgia Meloni
Ma c'è anche chi fa notare una strana sincronia: in questi giorni un pezzo di FdI sta sostenendo la candidatura a sindaco di Milano di Matteo Perego di Cremnago, sottosegretario forzista.
La Russa, come noto, puntava su Maurizio Lupi, cassato dagli azzurri perché, a parole, chiedevano una figura della società civile. La Russa su Perego non si è ancora espresso, ma per capire cosa pensi si possono leggere le parole di Daniela Santanchè, sua storica alleata nelle dinamiche lombarde: «Tramontano i candidati civici, quante chiacchiere inutili». I rapporti tra alleati si sono ulteriormente guastati, nelle ore del pasticcio sulle preferenze. Lo dimostrano gli scambi tra i meloniani e la ministra berlusconiana Elisabetta Casellati. I colonnelli di FdI, nel vertice di maggioranza di ieri in una saletta del Senato, le hanno chiesto di «rimettersi all'Aula», come poi è avvenuto, sui subemendamenti dem. La titolare delle Riforme sulle prime si è opposta: «Darò parere contrario».
Antonio Tajani Giorgia Meloni Matteo Salvini 2
Solo dopo avere sentito Tajani si è convinta. Altre tensioni si sono registrate sulla cancellazione della norma "anti-cespugli", che sottraeva dal calcolo per il premio di maggioranza i voti dei piccoli partiti sotto al 3%, ad eccezione del miglior perdente: la ministra forzista l'avrebbe voluta conservare, anche se ridotta. FdI ha fatto muro, anche perché, le è stato detto, «il Colle altrimenti non firma».
In questo clima, nessuno esclude un passo falso della maggioranza alla Camera in occasione del voto finale sul testo, a metà ottobre. Voto segreto, a Montecitorio. Sottovoce, uomini vicini a Meloni continuano a disegnare scenari diversi da quanto emerge sulla superficie.
La premier, secondo queste fonti, accetterebbe il rischio. Forse addirittura armerebbe la mano di qualche deputato per essere certa del fallimento della riforma. Per tenersi il Rosatellum, dichiarare chiusa la legislatura e votare nei primi mesi del ‘27. Nessuna delle mosse pubbliche di queste settimane conferma questa previsione. Le ultime ventiquattr'ore, però, alimentano qualche sospetto.
SANTANCHE' LA RUSSA PARTY INAUGURAZIONE TALA BEACH
giorgia meloni ignazio la russa sergio mattarella parata 2 giugno foto lapresse
ignazio la russa maurizio lupi mariastella gelmini - congresso di noi moderati
MATTEO PEREGO DI CREMNAGO
giorgia meloni e ignazio la russa alla parata del 2 giugno 2026 foto lapresse
DAGOREPORT – CON UN PARTITO IN DISCESA LIBERA E SEMPRE PIU' SPAPPOLATO DAI "LEGHISTI DEL NORD",…
DAGOREPORT - DAJE E RIDAJE, I GALLETTI DEL CAMPOLARGO HANNO FINALMENTE DECISO DI SMETTERE DI…
FLASH! - COSA FRULLA NELLA TESTA DI LEONARDINO? - DEL VECCHIO JR HA CAPITO CHE, ALL'OMBRA DELLA…
DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA…
AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO TRUMPIANO SBARCA A ROMA E DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO…
DAGOREPORT - DUE PERSONAGGI IN CERCA DI EDITORE. POTREBBERO ANCHE ESSERE SEI, PER CITARE…