giorgia meloni roberto vannacci

LA NUOVA LEGGE ELETTORALE È UN REGALO A VANNACCI – IL POLITOLOGO ROBERTO D’ALIMONTE: “SE IL TESTO IN DISCUSSIONE ALLA CAMERA NON CAMBIERÀ, PER VINCERE RISCHIA DI DIPENDERE DALL'ALLEANZA CON FUTURO NAZIONALE” – “PUÒ SUCCEDERE CHE FRATELLI D'ITALIA E FUTURO NAZIONALE DECIDANO DI PRESENTARSI SEPARATI SAPENDO CHE DOPO IL VOTO DOVRANNO ALLEARSI. DIVERSAMENTE SI ESPORREBBERO AL RISCHIO DI PERDERE ENTRAMBI I VOTI DI CHI NON LI VUOLE VEDERE INSIEME AL GOVERNO” – “VANNACCI PESCHERÀ MOLTI VOTI ANCHE NEL M5S. IL CENTROSINISTRA NON HA ANCORA DECISO COME ARRIVARE ALLA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER. UNA VOLTA SCELTO, GLI ELETTORI CINQUE STELLE VOTERANNO SCHLEIN? E VICEVERSA QUELLI DEL PD VOTERANNO CONTE? LE PROBABILITÀ DI NON RAGGIUNGERE LA SOGLIA DEL 42 PER CENTO SONO ALTE ANCHE PER LORO…”

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Estratto dell’articolo di Alessandro Barbera per “La Stampa”

 

ROBERTO DALIMONTE

E se la legge elettorale voluta dal centrodestra per garantire il bipolarismo realizzasse l'effetto opposto, ovvero lo stallo e il ricatto dei partiti minori?  Roberto D'Alimonte, politologo della Luiss e uno dei massimi esperti di sistemi elettorali, lo sospetta.

 

«L'errore più grosso fatto da Giorgia Meloni nella trattativa coi suoi alleati è stato rinunciare al ballottaggio» […].

 

Eppure il testo Bignami è arrivato in aula senza questa norma. Perché?

INFORMATIVA - GIORGIA MELONI ALLA CAMERA - ANTONIO TAJANI E MATTEO SALVINI

«La premier ha ceduto ad Antonio Tajani e Matteo Salvini su tre punti. Il primo è il ballotaggio. Due: ha ceduto sul meccanismo di assegnazione dei seggi del premio di maggioranza.

 

Quel premio avrebbe dovuto essere calcolato in percentuale ai seggi, al 54-55 per cento, e invece ha prevalso un premio in seggi assoluti. Terzo: ha detto sì alle liste bloccate […].

 

[…] la premier ha ceduto su tutta la linea. Ora, se il testo in discussione alla Camera non cambierà, per vincere rischia di dipendere dall'alleanza con Futuro Nazionale».

 

roberto vannacci a petto nudo

Il centrodestra finirà per allearsi prima del voto con Vannacci?

«[…] Le faccio una domanda io: Vannacci è interessato a entrare in coalizione prima del voto o gli conviene pesare di più dopo?»

 

Immagino dipenderà da cosa offrirà la Meloni in cambio.

«Possibile. Più probabile che se Vannacci continuasse a crescere insieme a Calenda e Renzi, riusciranno a non far scattare il principio maggioritario. Può anche succedere che Fratelli d'Italia e Futuro Nazionale decidano di presentarsi separati alle elezioni sapendo già che dopo il voto dovranno allearsi. Diversamente si esporrebbero al rischio di perdere entrambi i voti di chi non li vuole vedere insieme al governo».

 

Elly Schlein e Giuseppe Conte

Un pasticcio, insomma.

«E' una legge elettorale a due facce: può funzionare come maggioritario, ma anche come proporzionale, riportandoci alle coalizioni post elettorali tipiche della prima repubblica».

 

Chi rischia di più, il centrodestra o il centrosinistra?

«I sondaggi dicono che Vannacci pescherà molti voti anche nel M5s […]. Aggiungo: il centrosinistra non ha ancora deciso come arrivare alla scelta del candidato premier.

 

calenda renzi

[…]  Una volta scelto, gli elettori Cinque Stelle voteranno Schlein? E viceversa quelli del Pd voteranno Conte? Le probabilità di non raggiungere la soglia del 42 per cento sono alte anche per loro».

 

Lei crede che i numeri del centrosinistra nei sondaggi siano gonfiati?

«Dobbiamo vedere le primarie, e se non finiranno per scannarsi. […]».

 

Fatte le premesse di cui sopra, cosa farà secondo lei Carlo Calenda?

«Correrà da solo, sperando che il sistema elettorale non funzioni, e lui possa diventare l'ago della bilancia».

 

E Matteo Renzi?

meme sulle faccette di giorgia meloni

«Se capisse che il centrodestra non vincerà le elezioni, potrebbe uscire dalla coalizione, e fare la stessa cosa di Calenda. Ma dovrebbe avere però la certezza di raggiungere la soglia di sbarramento del tre per cento».

 

La questione delle preferenze su cui insiste Meloni è secondaria?

«[…] La Meloni fa finta di essere favorevole, ma sa che i vertici dei suoi partiti sono tutti contrari, fatta eccezione per leader territoriali come i leghisti Luca Zaia o Massimiliano Fedriga. Che tutto ciò in Parlamento avvenga con voto segreto è uno scandalo».

GIORGIA MELONI MEME MEME SULL'ANGELO CON IL VOLTO DI GIORGIA MELONI - BY VUKIC