G20 - E ORA OBAMA SI AGGRAPPA AL “CASO SNOWDEN” PER EVITARE IL FACCIA A FACCIA CON PUTIN

Vai all'articolo precedente Vai all'articolo precedente
guarda la fotogallery

Fabrizio Dragosei per "Corriere della Sera"

Il tono avrà forse fatto pensare a un confronto aspro o addirittura, come sostiene qualcuno, a un clima da guerra fredda. Ma nel parlare a Vladivostok sabato Vladimir Putin ha fatto di tutto per dare l'immagine di una Russia estremamente ragionevole.

Non si è rivolto a Obama come a una controparte, ma a colui che è stato insignito del premio Nobel per la pace: «Ricordati di quello che è successo negli ultimi dieci anni», vale a dire Afghanistan, Iraq, Libia. Tutti posti dove la democrazia e la pace non sono fiorite dopo l'intervento armato americano.

Dunque, ha detto la Russia, se ci sono le prove che Assad abbia usato armi chimiche, allora che vengano portate in Consiglio di Sicurezza. Altrimenti, se si parla di prove «segrete», vuol dire che non esistono. E in più, sostiene Putin richiamandosi a fatti riconosciuti da tutti, il regime siriano non avrebbe alcun interesse oggi a innescare una reazione internazionale ricorrendo a ordigni proibiti: sta vincendo su tutti i fronti.

Sono gli insorti ad essere in difficoltà e ad avere l'interesse a una provocazione. Putin spera di poter chiarire tutto a quattr'occhi la settimana prossima con il presidente americano.

Ma al G-20 di San Pietroburgo non sono previsti appuntamenti bilaterali e il vertice che si doveva tenere a Mosca subito prima è stato annullato da parte americana. Questo dopo che la Russia aveva concesso asilo all'ex analista Edward Snowden che Washington considera solo un pericoloso traditore. Dopo quello sgarbo, assai poco «ragionevole», è difficile che oggi Obama possa accogliere senza discutere i consigli di Putin.

 

OBAMA PUTIN TOP SECRET BARACK OBAMA E VLADIMIR PUTINSPECIALE LUGLIO I PERSONAGGI PI RAPPRESENTATIVI DEGLI USA EDWARD SNOWDEN EDWARD SNOWDEN