IN FORZA ITALIA C’È UN CLIMA INFAME – IL TAJANEO FULVIO MARTUSCIELLO MANDA UN MESSAGGIO NELLA CHAT…
A.O per “la Repubblica”
Una ventata d’aria fresca, molti sforzi d’innovazione, qualche significativo gesto simbolico e non poca confusione. I sindaci del “cambio”, l’alternativa di sinistra che il 24 maggio ha spazzato via alle urne molti amministratori di destra (e qualche socialista), da un mese hanno preso possesso degli uffici municipali di città grandi e piccole, tra novità e polemiche.
Il primo cambiamento è di stile, con i nuovi “alcaldes” che vanno al lavoro in bicicletta (Joan Ribó a Valencia) o in metrò (Ada Colau a Barcellona e Manuela Carmena a Madrid), ma anche a piedi (Pedro Santisteve a Saragozza). Contenere le spese e ridurre gli stipendi degli amministratori era uno dei punti in comune delle liste civiche appoggiate da Podemos e da altri movimenti alternativi.
C’è chi vi è riuscito, come il primo cittadino della “Marea Atlántica” a La Coruña, Xulio Ferreiro, che ha portato il suo salario a 40mila euro annuali, o Martiño Noriega, di “Compostela Aberta”, nel capoluogo galiziano (36mila). Ma a Cadice il consiglio comunale ha bloccato l’imposizione di tagli decisa da José Maria González: si è dovuto limitare a rivedere al ribasso solo il suo compenso.
E lo stesso è accaduto a Barcellona, dove Colau governa in minoranza e ha bisogno di negoziare ogni decisione. Vita difficile per l’ex leader del movimento anti-sfratti, anche perché ogni suo annuncio genera polemica: dalla scelta di rinunciare all’organizzazione delle Olimpiadi invernali del 2026, alla moratoria sulla concessione per un anno di nuove licenze per alloggi turistici.
Annunci e smentite anche a Madrid: la creazione di una banca pubblica (“era solo un suggerimento”, dice ora Carmena) o l’imposizione di una tassa turistica, proposta dall’assessore all’economia subito sbugiardato dal sindaco. Verranno cambiati i nomi delle strade dedicate a dirigenti del regime franchista, “ma non è urgente”. Con i nuovi amministratori si impone la laicizzazione delle istituzioni.
In Galizia, al momento dell’insediamento i sindaci di Santiago, La Coruña e Ferrol hanno rotto con l’antica tradizione dell’omaggio al Santísimo Señor Sacramentado. La Coruña ha anche deciso la messa al bando delle corride, mentre Saragozza non le finanzierà più, ma non le proibirà. Curioso il caso di Ador, piccolo Comune vicino a Valencia: è stato decretato per i cittadini l’obbligo della siesta, dalle 2 alle 5 del pomeriggio.
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