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OCCHIO, DONALD: UN ANIMALE FERITO È PIÙ PERICOLOSO – LO STRANGOLAMENTO ECONOMICO AMERICANO DELL’IRAN INIZIA A FUNZIONARE: DA SETTE SETTIMANE IL PETROLIO DEGLI AYATOLLAH NON PASSA PIÙ DALLO STRETTO DI HORMUZ. MENO GREGGIO SIGNIFICA MENO VALUTA ESTERA E UN BILANCIO PUBBLICO SEMPRE PIÙ DIFFICILE DA FINANZIARE: L’UNICA VIA COMMERCIALE APERTA È QUELLA CON LA RUSSIA TRAMITE IL MAR CASPIO, “MONITORATO” DAI DRONI UCRIANI E DAI CACCIA ISRAELIANI – PER GLI ESPERTI PERÒ LA PRESSIONE ECONOMICA NON PIEGA I FANATICI PASDARAN, CHE CREDONO DI COMBATTERE UNA GUERRA PER CONTO DI DIO: ANZI, POTREBBE PORTARLI DRITTI ALL’ESCALATION
Estratto dell’articolo di G. Pr. per il “Corriere della Sera”
CARTELLONE CONTRO TRUMP ESPOSTO DAL REGIME IRANIANO A TEHERAN
Da sette settimane, attraverso lo Stretto di Hormuz, il petrolio iraniano non passa più. Non in quantità che contino, almeno. Non verso la Cina, rimasta l’ultimo grande compratore del greggio di Teheran. È un record al contrario, certificato dai tracciatori navali come Kpler, Vortexa e TankerTrackers, e racconta fin dove sia arrivata, nella pratica, la guerra economica americana.
Reuters fa i conti e spiega che nemmeno negli anni della «massima pressione» di Donald Trump, fra il 2019 e il 2020, il rubinetto si era chiuso così a lungo. […] dal 14 luglio, da quando Washington ha ripristinato il blocco navale, nessun nuovo carico è riuscito a superare Hormuz e a raggiungere la Cina. Quindi, il blocco sembra funzionare più delle contromisure economiche.
L’Iran continua a vendere, ma è soprattutto il petrolio depositato, prima della chiusura, su petroliere ferme in Asia. Sono magazzini galleggianti che si svuotano e che, se la situazione non cambia, non possono essere riforniti.
Dentro lo Stretto restano intanto 29 navi, con 36,1 milioni di barili a bordo. A Ovest della linea di blocco, le scorte galleggianti sono salite a 41,7 milioni di barili al 26 agosto, stima sempre Reuters .
Altrove, però, il serbatoio si abbassa: le riserve complessive di greggio iraniano in mare sono scese da 135 a 107 milioni di barili. Le esportazioni seguono la stessa traiettoria. A marzo l’Iran caricava circa due milioni di barili al giorno, fra greggio e condensati. A luglio era già sceso a 740mila. In agosto, secondo Vortexa e Kpler, si è fermato tra 220mila e 255mila barili al giorno.
Il blocco non soffoca l’intera costa iraniana. Nel Golfo dell’Oman e più a Est continua a muoversi una flotta ombra riconducibile ai circuiti di Teheran, fra consegne in Asia e attese al largo della Malesia.
Ma la principale via d’uscita del petrolio iraniano resta, per ora, sotto scacco americano.
Meno petrolio venduto significa meno valuta estera, meno importazioni e un bilancio pubblico sempre più difficile da finanziare, con il Fondo monetario internazionale che stima già l’inflazione attorno al 70 per cento.
La Cnn sostiene che, dopo sei mesi di guerra, la strategia americana starebbe ottenendo un risultato politico, oltre che economico. Washington ha riaperto e bonificato parte delle rotte, mentre i flussi di petrolio gestiti dagli Usa nel Golfo sono risaliti a circa due terzi dei livelli precedenti alla guerra. L’Arabia Saudita ha deviato circa cinque milioni di barili al giorno lungo l’oleodotto Est-Ovest, fino al Mar Rosso. E altri produttori regionali hanno aggirato Hormuz attraverso rotte alternative.
HOUTHI - MAR ROSSO - STRETTO DI HORMUZ
In termini operativi, dunque, il blocco funziona. Ma strangolare le esportazioni petrolifere è un mezzo, non un fine. La domanda, osservano gli esperti, è se e quando la pressione economica riuscirà davvero a imporre un cambiamento nel comportamento degli ayatollah-pasdaran. Che da sei mesi, invece, rispondono colpo su colpo.
Gli stessi esperti, per ora, vedono un paradosso. La strategia di Trump punta a mettere sotto pressione l’Iran senza tornare a un conflitto totale.
Più però riesce a soffocare Teheran, più incentivi offre alla Repubblica islamica per alzare il livello dello scontro e costringe Washington a scegliere fra un allentamento della pressione e un nuovo conflitto aperto.
STRETTI PASSAGGI E CANALI NEL MONDO - MAPPA LIMES
IRAN - MURALE CONTRO DONALD TRUMP E LA SUA FAMIGLIA
LA GUERRA DI TRUMP ALL IRAN - VIGNETTA BY GIANNELLI
marina militare iraniana assalta nave nello stretto di hormuz 4
murale contro donald trump a teheran
nave cargo colpita nello stretto di hormuz
nave cargo colpita nello stretto di hormuz
navi in attesa di poter passare per lo stretto di hormuz
DONALD TRUMP E LO STRETTO DI HORMUZ - VIGNETTA DI FABIO MAGNASCIUTTI PER DOMANI
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