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OPERAZIONE “ARFIO” - “A ROMA LASCIATE FARE A ME”. BERLUSCONI PRONTO A VIRARE SU MARCHINI - L’IMPRENDITORE: “DEI 4 CANDIDATI DEL CENTRODESTRA NE RESTERANNO SOLO DUE E IO NON MI RITIRO. HO IN MENTE UNA MOSSA GENIALE”

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BERLUSCONI BERTOLASOBERLUSCONI BERTOLASO

Tommaso Labate per il "Corriere della Sera”

 

«Adesso lasciate lavorare me. Andate avanti come se nulla fosse e vedrete che la prossima settimana succederà qualcosa».

 

La «prossima settimana» in questione, in realtà, è questa. Venerdì scorso, quando alla riunione tra i parlamentari forzisti eletti a Roma e il candidato sindaco Guido Bertolaso mancano poche ore, Silvio Berlusconi prende contatto con alcuni fedelissimi. La regola d’ingaggio per il summit del sabato mattina con l’ex numero uno della Protezione civile è chiarissima. «Non fate nulla. La prossima settimana vedrete…».

MARCHINIMARCHINI

 

Ed è verosimile che la stessa richiesta sia stata messa nelle mani di Bertolaso. Che infatti domenica pomeriggio, intervistato da Lucia Annunziata a In mezz’ora , non si è mosso di un millimetro rispetto alla candidatura al Campidoglio.

 

Lontano da occhi e orecchie indiscrete, a fari spenti come il pilota Tazio Nuvolari nella leggendaria Mille Miglia del 1930, Silvio Berlusconi sta per dare il via alla sua personalissima «operazione Roma». Che, almeno a sentire i pochissimi che resistono alla voglia di smentire, porta dritto dritto a un accordo con Alfio Marchini.

 

BERLUSCONI BERTOLASO MELONIBERLUSCONI BERTOLASO MELONI

E, quindi, alla possibilità per il centrodestra di tornare a sperare in una clamorosa rimonta su Pd e Cinquestelle che con quattro candidati (oltre a Bertolaso e Marchini, ci sono in campo anche Giorgia Meloni e Francesco Storace) sarebbe pura utopia.

 

I contatti tra Berlusconi e Marchini sarebbero costanti, continui. E la situazione attuale, al momento, non va oltre la cantilena recitata da alcuni esponenti di Forza Italia nella Capitale. «Da domani in poi può accadere di tutto. L’unica cosa che possiamo escludere è che Forza Italia o Bertolaso si alleino con Giorgia Meloni».

 

Escluso l’appoggio alla candidata di Fratelli d’Italia (e, al momento, anche della Lega), a cui nelle ultime ore si è avvicinato anche Francesco Storace, il resto è un sentiero disseminato di punti interrogativi. Uno su tutti. In caso di accordo tra Forza Italia e Marchini, a ritirarsi dalla corsa a sindaco sarebbe Marchini oppure Bertolaso?

 

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E qui entra in scena Marchini. Che ieri mattina, durante la trasmissione L’aria che tira su La7, non solo conferma la sua candidatura («Ritirarmi? Non ci penso proprio»). Ma si abbandona a una riflessione che sembra confermare la trattativa in corso. «Dei quattro candidati del centrodestra in campo a Roma ne rimarranno in corsa al massimo due», scandisce il capo della lista del «Grande Cuore».

 

Che si ritiri Bertolaso, o che Forza Italia cambi cavallo, oppure che sia Marchini stesso a fare un passo indietro (quest’ultimo scenario, al momento, sembra il meno probabile), Berlusconi e l’erede della dinastia romana vicina al Pci sembrano destinati a marciare uniti alle prossime elezioni.

 

MATTEO SALVINI GIORGIA MELONIMATTEO SALVINI GIORGIA MELONI

Sempre che il filo di quel dialogo ristabilito dopo mesi di passione e colpi di scena non finisca per spezzarsi, ovviamente. «Tra pochi giorni avrete delle novità», sussurra Marchini. «Ho in mente una mossa geniale che vi dirò a breve», insiste. «E comunque», spiega poco prima di presentare le sue idee per la Capitale, «a giorni presenterò questo stesso programma anche a Berlusconi, alla Meloni, a Salvini…».

 

Già, Salvini. Il leader della Lega, che pure due mesi fa era pronto a dare il suo via libera a Marchini, tiene coperte le sue carte. La sua posizione, ribadita ieri, è che «facciano tutti un passo indietro in favore della Meloni, l’unica che può vincere». E intanto continua nell’attacco al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, dopo averne equivocato le parole al Vinitaly sulle frontiere. «È lui a vilipendere gli italiani», spiega prima di finire nuovamente nel mirino di Matteo Renzi e di mezzo Pd.

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