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ORBAN, LA SOLITA TESTA DI PUTIN – DITE ALLA TURBOATLANTISTA MELONI CHE IL SUO GRANDE AMICO UNGHERESE CONTINUA A PROPINARE LA PROPAGANDA DI MOSCA: “È L'EUROPA CHE SI PREPARA ALLA GUERRA CONTRO LA RUSSIA. I DISCORSI SULLA ‘MINACCIA RUSSA’ NON SONO CHE UNA MANOVRA OCCIDENTALE” – E SULLA NATO ANNUNCIA: “LAVORIAMO PER MANTENERE L’ADESIONE ALL'ALLEANZA SENZA PRENDERE PARTE AD AZIONI FUORI DEL TERRITORIO NATO” (OVVERO IN UCRAINA)…
Estratto dell’articolo di Irene Soave per www.corriere.it
È l'Europa che «si prepara a una guerra con la Russia», e non viceversa: è «improbabile che la Russia attacchi un Paese della Nato, e i discorsi sulla "minaccia russa" non sono che una manovra occidentale per prepararsi alla guerra». Così il primo ministro ungherese Viktor Orbán nel suo tradizionale intervento del venerdì mattina alla radio nazionale […]
Orbán ha poi anche precisato che «i nostri avvocati e funzionari sono al lavoro per vedere come l'Ungheria possa mantenere la sua adesione alla Nato senza però prendere parte ad azioni dell'Alleanza al di fuori del territorio Nato». Il riferimento è alla guerra in Ucraina, a cui spesso il primo ministro ungherese si è apertamente detto contrario.
«La probabilità che qualcuno, non stiamo parlando solo della Russia, ma di chiunque altro, oggi decida di attaccare un Paese della Nato è estremamente ridotta», ha detto Orbán. «La Nato è un'alleanza difensiva e non tollererà azioni militari che violino la sovranità di qualsiasi Paese della Nato. Pertanto interpreto questi riferimenti alla minaccia russa piuttosto come manovre da parte dell'Occidente e dell'Europa per prepararsi a un'entrata in guerra».
Parole incendiarie, dal capo di governo di un Paese, l'Ungheria, che è sia membro dell'Unione sia della Nato. L'atmosfera in Europa è quella «di una possibile entrata in guerra», dice, tracciando un parallelismo con la prima e la seconda guerra mondiale. «Le dinamiche a Bruxelles, più che a Washington, stanno ponendo le basi per un possibile conflitto militare diretto».
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L'Ungheria di Orbán non contribuisce agli aiuti europei per l'Ucraina e sta tentando di sfilarsi dai programmi della Nato per Kiev; tutta la campagna del partito di Orbán per le europee si basa sul ritiro dal conflitto, definito dal ministro degli Esteri di Budapest «una missione folle».
GIORGIA MELONI VIKTOR ORBAN
Giorgia Meloni Viktor Orban Mateusz Morawiecki
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