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PANICO IN GERMANIA (E IN TUTTA EUROPA) – DOPO LA VITTORIA DI AFD IN SASSONIA-ANHALT, L’ULTRADESTRA VOLA NEI SONDAGGI E SI CONFERMA IL PRIMO PARTITO TEDESCO: “FATECI GOVERNARE”. UN BEL PROBLEMA (PURE PER L’UE) CONSIDERANDO IL MAXI PIANO DI RIARMO DA 500 MILIARDI DI EURO, CHE RISCHIA DI CONSEGNARE ALLE SVASTICHELLE LE CHIAVI DELL'ESERCITO PIÙ POTENTE D'EUROPA - IL CANCELLIERE MERZ, CHE HA TRASCURATO I RISENTIMENTI E LE FRUSTRAZIONI DELL'EX GERMANIA ORIENTALE DOPO CHE IL "TAPPO MERKEL" È SALTATO, NON SI DIMETTE MA RISCHIA IL SILURAMENTO…

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SONDAGGIO: CDU-CSU SOTTO IL 20%, AFD VOLA A +9,5 PUNTI, MAI COSÌ AMPIA LA DISTANZA

Da rainews.it

FRIEDRICH MERZ - ALICE WEIDEL - FOTO LAPRESSE

La Cdu-Csu del cancelliere tedesco Friedrich Merz scende sotto la soglia del 20% per la prima volta in quasi cinque anni, mentre l'AfD consolida il primato e porta a 9,5 punti il vantaggio sull'Unione, il più ampio mai registrato nel sondaggio Insa. Se si votasse domenica per il Bundestag, Cdu e Csu otterrebbero il 19,5% dei consensi, perdendo un punto rispetto alla precedente rilevazione.

 

L'AfD resta invece stabile al 29% e si conferma nettamente il primo partito tedesco.

 

La Spd guadagna mezzo punto e sale al 12,5%. Insieme, i partiti dell'attuale coalizione di governo raggiungerebbero quindi appena il 32%, una quota ampiamente insufficiente per ottenere la maggioranza necessaria a eleggere il cancelliere. Una maggioranza sarebbe possibile soltanto con l'aggiunta dei Verdi. I Grunen restano infatti stabili al 13,5%, mentre la Linke si conferma al 10,5%. La Fdp è ferma al 4,5% e rimarrebbe quindi fuori dal Bundestag, non riuscendo a superare la soglia di sbarramento del 5%.

ALICE WEIDEL DI AFD SE LA RIDE DOPO IL NO DEL BUNDESTAG A FRIEDRICH MERZ

 

Il Bsw sale invece di mezzo punto al 4%, restando anch'esso sotto la soglia, mentre le altre formazioni raccolgono complessivamente il 6,5%. Il sondaggio arriva all'indomani delle elezioni regionali in Sassonia-Anhalt e fotografa un ulteriore allargamento della distanza tra l'AfD e i conservatori di Merz: mai prima d'ora, nelle rilevazioni Insa, il partito di estrema destra aveva avuto un vantaggio così ampio sulla Cdu-Csu.

 

 

MERZ

Tonia Mastrobuoni per “la Repubblica” - Estratti

 

friedrich merz dopo la vittoria di afd in sassonia anhalt foto lapresse

Con aria contrita e il proverbiale broncio più lungo del solito, Friedrich Merz si è presentato ieri alla stampa per esprimere il suo «profondo shock» sul 43,8% incassato dall'Afd in Sassonia-Anhalt. 

 

Pensando agli sguardi e ai commenti preoccupati giunti dal resto d'Europa, il cancelliere ha sottolineato che «in questo Paese le nostre istituzioni sono resistenti e stabili». E la Costituzione «sarà rispettata. Lo dico anche ai nostri amici in Europa e nel mondo.

 

Sappiamo che la Germania, per via della sua storia, ha una responsabilità particolare». E resterà «sempre ancorata all'Europa». Fa però impressione che da Berlino debba arrivare una rassicurazione che richiama un celeberrimo monito di Thomas Mann. Il grande scrittore che aveva trascorso gli anni del nazismo in esilio negli Stati Uniti disse che la Germania doveva essere europeizzata perché non si ripetesse l'orrore di un'Europa germanizzata. 

GERMANIA NUOVO HUB DEI SOLDATI NATO

 

Merz ha ammesso ieri anche che il crollo della Cdu al 17,2% «è la più grave sconfitta elettorale subita dal partito da anni, da decenni», e «naturalmente dovrà avere delle conseguenze». Il cancelliere ha anche aggiunto, però, che «arrendersi non è mai stata un'opzione per me», insomma che la batosta arrivata dalla Sassonia-Anhalt, ancora una volta, non avrà conseguenze per lui. Anche se stavolta il cancelliere ha riconosciuto che la propria impopolarità ha pesato sul voto: «So di essere stato personalmente un tema costante durante la campagna elettorale», ha affermato. Un sondaggio di Infratest Dimap ha confermato che il 59% degli elettori in Sassonia-Anhalt ha voluto mandare uno schiaffo al governo federale e al cancelliere. E tra gli ex elettori della Cdu la percentuale sale al 67%. 

 

La traiettoria futura, secondo Merz, è segnata: il governo dovrà andare avanti con le riforme e raggiungere meglio i cittadini «in tutta la loro dimensione emotiva», spiegando meglio le proprie decisioni. Il leader Cdu ha garantito che la sua «determinazione a proseguire sulla strada delle riforme resta intatta».

 

(…)

friedrich merz dopo la vittoria di afd in sassonia anhalt foto lapresse

E la Sassonia-Anhalt dimostra platealmente che la sua ambizione di «dimezzare l'Afd» è stata un fallimento. La rincorsa all'ultradestra sul suo terreno, ad esempio sull'immigrazione, l'ha solo rafforzata. Alle elezioni di domenica, è stata l'Afd a dimezzare il suo partito. In più, il cancelliere più impopolare di sempre ha commesso un errore dopo l'altro, e sempre per lo stesso motivo, a Berlino come in Europa. Ha una strutturale incapacità di creare consenso, ha l'abitudine di circondarsi dei consiglieri sbagliati e ha la tendenza a comportarsi da capoazienda invece che da capo di un partito.

 

(…) E a Berlino circola di nuovo, prepotentemente, il nome dell'uomo che potrebbe sostituirlo in corsa, senza sconquassare il governo: Hendrik Wuest, governatore del Nordreno-Vestfalia. Da sempre critico sulla scelta di Merz di spostare il partito a destra.

soldati esercito tedesco 4

 

MERZ, IL CANCELLIERE BORGHESE E AUSTERO TRAVOLTO DALLA RABBIA DELL’EST 

Francesca Sforza per “La Stampa” - Estratti

 

Aveva promesso che avrebbe dimezzato i consensi dell'Alternative Fuer Deutschland ed è riuscito a farsi doppiare. È questo il cancelliere che ieri si è presentato davanti all'opinione pubblica definendosi «scioccato», e allo stesso tempo determinato a non arretrare di fronte all'avanzata dell'estrema destra:

 

soldati esercito tedesco 3

«Qualcuno sta gioendo del risultato, perché è un chiaro tentativo di destabilizzare il Paese», ha detto Friedrich Merz commentando i risultati della Sassonia-Anhalt. Ma se a Mosca il segnale venuto dall'ex Germania orientale è stato sicuramente celebrato come un punto a favore della crociata anti-occidentale, Friedrich Merz è per il momento parte del problema, non della soluzione.

 

Qualcuno – più d'uno, diversi, si immagina molti – deve avergli detto che non è stato sufficientemente empatico in campagna elettorale. E lui, con la scarsa naturalezza che lo contraddistingue, ha pensato che un buon modo di rispondere potesse essere questo: «La Germania ha bisogno di riforme, ne sono fermamente convinto, e ora il governo federale deve attuarle: non dobbiamo soltanto motivarle razionalmente, ma anche comunicarle emotivamente; raggiungere maggiormente le persone in tutta la loro dimensione emotiva è un compito comune del quale mi assumo la responsabilità».

 

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Siamo sicuri tuttavia che il problema sia comunicare con partecipazione emotiva la riforma delle pensioni? Di nuovo, l'impressione è che Friedrich Merz non centri il punto e si confermi distante culturalmente (prima ancora che emotivamente) da quel lago di risentimenti e frustrazioni che è diventata l'ex Germania orientale dopo che il "tappo Merkel" è saltato.

 

 

 

friedrich merz dopo la vittoria di afd in sassonia anhalt foto lapresse.

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riunione del comitato esecutivo federale della cdu dopo la vittoria di afd in sassonia anhalt foto lapresse. alice weidel Ulrich Siegmund e Tino Chrupalla Tino Chrupalla Ulrich Siegmund e alice weidel Ulrich Siegmund ALICE WEIDEL soldati esercito tedesco 1