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L'URBE È CULTURALMENTE SONNACCHIOSA? MACCHÉ! - OGGI INIZIA LA 41ESIMA EDIZIONE DI "ROMAEUROPA": FESTIVAL, DIRETTO DA FABRIZIO GRIFASI, CHE SQUADERNA LE MIGLIORI NOVITA' DELLA MUSICA, DEL TEATRO E DELLA DANZA DELLA SCENA INTERNAZIONALE - FINO AL 15 NOVEMBRE PORTERÀ A ROMA CIRCA 100 SPETTACOLI, 240 REPLICHE E MILLE ARTISTI. SI CHIUDERA' CON UN RAVE-MANIFESTO ("THE CLASSICAL RAVE PARTY") DI ENRICO MELOZZI, IN COLLABORAZIONE CON L'ACCADEMIA NAZIONALE DI SANTA CECILIA, CON L'ORCHESTRA NOTTURNA CLANDESTINA, "100 CELLOS MORNING SESSION" E CON LA PARTECIPAZIONE DI NICCOLO FABI, GIOVANNI SOLLIMA, ALESSANDRO BARICCO E LA BANDA DELL’ESERCITO ITALIANO - VIDEO!
https://romaeuropa.net/programma/
Rodolfo Di Giammarco e Andrea Penna per "la Repubblica - ed. Roma"
non puoi contare infinito constellation romaeuropa 2026 2
Inizia e finisce con due fuori programma, quest'anno, la 41ma edizione del Romaeuropa Festival diretto da Fabrizio Grifasi, il cui ultimo e ufficiale annuncio è stato reso pubblico ieri in Campidoglio, col Sindaco Roberto Gualtieri. Diversamente dagli altri anni, l'opening di stasera 8 settembre è scisso in due serate, ed è un vero e proprio rave a chiudere il Festival il 15 novembre. Oggi la manifestazione si apre all'Auditorium Conciliazione con la coreografa fiorentina Sofia Nappi e con la sua compagnia KOMOCO,
che presentano in prima assoluta "Chora — Il vuoto all'origine" aprendo con "Dodi" del 2021, anche in omaggio alla sezione Dancing Days di REF che già anni fa aveva posto in evidenza quel modo di lavorare presto riconosciuto in più sedi internazionali, dalla Biennale di Venezia al Nederlands Dans Theater, dallo Scottish Dance Theatre a Introdans, fino al Ballet BC e al Leipzig Ballet. Torna a Roma, Nappi, restituendo uno sguardo suol suo percorso artistico e sulla sua ricerca presente e passata.
La duplice inaugurazione del Romaeuropa non è solo coreutica, perché domani 9, ancora all'Auditorium Conciliazione, è progettato un altro avvio che sarà musicale, con Caterina Barbieri operante a fianco di ONCEIM, Orchestra for New Creative and Improvised Musica, diretta da Frédéric Blondy.
Va anche annunciato fin d'ora il rave-manifesto del closing del 15 novembre, "The Classical Rave Party" di Enrico Melozzi, strutturato in collaborazione con l'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, con L'Orchestra Notturna Clandestina, con "100 Cellos Morning Session" di Giovanni Sollima, partecipe Alessandro Baricco, e Giuseppe Andaloro, Alessandro Carbonare e Gloria Carpaner tra gli altri.
Per il sindaco Gualtieri con Romaeuropa c'è una convergenza di intenti per «rafforzare una vocazione naturale di Roma, capace di accogliere le nuove generazioni di artisti e mettersi in connessione con quanto di più innovativo emerge sulla scena culturale europea e internazionale attraverso discipline e linguaggi differenti».
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Il primo cittadino concorda col presidente della commissione consiliare cultura della Regione Mario Luciano Crea che parla di «ecosistema virtuoso per gli operatori, gli artisti e i giovani» e supera il rituale apprezzamento per «la straordinaria qualità della proposta» con oltre 100 spettacoli in due mesi.
Gualtieri sottolinea come Romaeuropa sia «una piattaforma culturale solida che lavora sul medio periodo e mette in rete alcune delle principali istituzioni culturali romane, anche con la rinnovata collaborazione col Teatro di Roma».
In effetti oltre all'Auditorium Conciliazione, l'India, il Teatro Vascello dove sono attesi Ben Duke e Tiago Rodríguez e l'Olimpico, che ospita Capossela, dall'altra parte del Tevere si spazia dall'Argentina che ritrova (La) HORDE e Sasha Waltz, riemerge il Valle, ci sono le Accademie, e il Parco della musica già dal 15 settembre ospita Fatoumata Diawara e Powaqqatsi di Glass insieme a Santa Cecilia.
Il Teatro dell'Opera ha ceduto l'inaugurazione ma ospita il Balletto delle Fiandre a novembre, forse lo spettacolo di punta dei ben 12 danzatori sostenuti da Dance Reflection di Fondazione Van Cleef and Arpels, il cui direttore della programmazione entra infatti nel cda di Romaeuropa.
Tra gli intervenuti, Sofia Nappi ha tenuto a dire che il suo "Chora", per sette danzatori, rappresenta un vuoto creato dal silenzio, dallo spazio, da una primordialità materna, da un inconscio generativo e collettivo, mentre "Dodi" è un breve duetto su come ci si rispecchia negli altri, nel gioco, nel rituale, nel condividere le nostre sfaccettature trovando un senso di liberazione.
Per il rave di chiusura Melozzi cita Mozart, Bach e Beethoven, e la "Classe morta" di Kantor, e la clandestinità tra generazioni, e i rapporti tra rave e 600 e 700. Niente impedisce che questo Romaeuropa riconcili anche con Jarrett, Charmatz, Castellucci, Reich. Info: romaeuropa.net.
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fabrizio grifasi
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