papa leone xiv trump

C'ERAVAMO TANTO ODIATI? – PAPA LEONE XIV HA FIRMATO UNA TREGUA A DISTANZA CON TRUMP, DOPO MESI DI ATTRITI, CON LA CENA NELLA RESIDENZA ROMANA DELL'AMBASCIATORE USA PRESSO LA SANTA SEDE, IN OCCASIONE DEI 250 ANNI DELL’INDIPENDENZA STATUNITENSE – PREVOST HA RICEVUTO IN DONO UNA MAGLIA DELLA NAZIONALE STATUNITENSE, ANCORA IN CORSA PER I MONDIALI DI CALCIO – IL VATICANO È MOLTO ATTENTO AI RAPPORTI CON IL PAESE A STELLE E STRISCE ANCHE PER I FLUSSI DI DENARO CHE DAGLI USA PUNTANO VERSO LA SANTA SEDE. E ORA CHE IL PONTEFICE È “MADE IN USA” LE DONAZIONI SONO IN AUMENTO...

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1 - LEONE DALL'AMBASCIATORE CENA A STELLE E STRISCE "AI MONDIALI TIFA USA" 

Estratto dall’articolo di Iacopo Scaramuzzi per “la Repubblica” 

 

Papa Leone XIV riceve il pallone ufficiale dei Mondiali

È tutto un trionfo di bianco, rosso e blu, i colori della bandiera degli Stati Uniti. A Villa Richardson, l'elegante residenza sul Gianicolo dell'ambasciatore Usa presso la Santa Sede, Brian Burch, papa Leone è stato accolto sabato sera per una cena di festeggiamento dei 250 anni dell'Indipendenza e dalle foto ufficiali diffuse dalla stessa sede diplomatica — il Vaticano si è limitato a uno stringatissimo comunicato per dire che il Papa era stato «invitato» — traspare l'orgoglio yankee. 

 

La cena sigla plasticamente una tregua dopo le polemiche dei mesi scorsi e a fine di una giornata che Leone ha iniziato a Lampedusa, contrappunto al giro di vite trumpiano con i migranti. 

 

[...] Leone si è presentato da solo, come un amico di famiglia: ad accoglierlo Burch, la moglie e i loro nove figli. Bianco rosso e blu sono i colori dei loro vestiti, accanto ai flute di spumante si vede un vassoio di frutta e antipastini che formano la bandiera a stelle e strisce, in un'altra foto si vede Burch che regala a Prevost una maglia della nazionale di calcio statunitense, e del resto, ha chiosato il diplomatico, il Papa avrebbe detto di tifare Stati Uniti ai mondiali. 

 

Papa Leone XIV Rubio

Se le foto raccontano quasi una cena tra expat che si uniscono a commemorare un anniversario così importante, con tanto di apple pie in regalo, che la politica, insomma, è rimasta fuori dalla porta, a farla rientrare dalla finestra è stato la stessa ambasciata. [...] 

 

 

2 - IL RITORNO DEI DONATORI AMERICANI DÀ SOLLIEVO ALLE CASSE DEL VATICANO 

Estratto dall’articolo di I.S. per “la Repubblica” 

 

PAPA LEONE XIV RISPONDE A DONALD TRUMP

Quando in Vaticano aprirono la cassaforte alla morte di papa Benedetto XV, nel 1922, scoprirono che era vuota. «E ora», si domandarono con una certa apprensione, «chi lo paga il Conclave?». Decisero di rivolgersi alla giovane e ricca Chiesa statunitense. 

 

Da Oltreatlantico arrivò subito un generoso assegno col quale vennero coperte tutte le spese dell'elezione papale. Ebbene, ora che sulla cattedra di Pietro siede un Pontefice nato a Chicago, il flusso di denaro che dagli Usa punta verso il Vaticano si è riaperto. Resta da capire con quale scopo. Se per aiutare il nuovo Pontefice o condizionarlo. 

 

«Negli Stati Uniti c'è entusiasmo, e questo entusiasmo si traduce in sostegno finanziario alla Santa Sede», conferma padre Anthony Ligato, vicerettore aggiunto del seminario Usa a Roma. «Penso che l'attenzione dei donatori si espanderà ulteriormente».

 

Oltre agli Stati Uniti oggi i maggiori contributori alle casse del Vaticano sono gli episcopati di Italia, Spagna, Germania e Corea del Sud. Ma dagli Usa arrivano anche molti fondi privati. Al North American College ogni anno ad aprile c'è la Rector's Dinner, una cena di gala che serve a raccogliere fondi: partecipano benefattori, il massimo è sedersi a un tavolo con un cardinale, i seminaristi servono da camerieri. [...] 

MEME donald trump PRESO A PUGNI DA papa leone xIV

 

Oltretevere ha un approccio nordamericano la commissione vaticana per gli investimenti guidata dal cardinale statunitense Kevin Farrell. Ma guardano al mondo yankee e ai suoi benefattori, per dire, i Patrons of the Arts, un'organizzazione che cerca mecenati disposti a pagare il restauro di preziosa opere dei Musei vaticani, o il nascente Borgo Laudato si' a Castel Gandolfo. Prima di lavorare nel mondo dei media, ancora, Montse Alvarado, la giovane manager messicana naturalizzata statunitense da poco scelta da Prevost per dirigere il dicastero per la comunicazione, ha lavorato nel mondo del fund raising cattolico Usa. 

 

Attorno al Vaticano di Leone, più in generale, si muove tutta una galassia di fondazioni, associazioni, grandi benefattori a stelle e strisce.  C'è la Papal Foundation, che quest'anno ha annunciato l'arrivo, grazie al Papa americano, di «venticinque nuove famiglie» tra i propri donatori e lo stanziamento di oltre 15 milioni di dollari a sostegno di «un numero record» di oltre 144 progetti in 75 paesi.

visita di marco rubio in vaticano

 

C'è l'Acton Institute, c'è la fondazione del Napa Institute fondata dall'avvocato e filantropo Tim Busch, ci sono i Cavalieri di Colombo, una delle più grandi assicurazioni degli Stati Uniti, c'è Leonard Leo, l'uomo che ha selezionato i giudici trumpiani della Corte Suprema. 

 

Sono organizzazioni e figure danarose, di impianto marcatamente conservatore. Oggi sperano in Leone tanto quanto mal sopportavano Francesco: troppo critico con il capitalismo, troppo lontano dalla cultura a stelle e strisce, troppo riformista su questioni come l'omosessualità. È rimasta negli annali la decisione di Bergoglio di usare l'assegno di 25 milioni di dollari che gli aveva consegnato la Papal Foundation per coprire il buco dell'Istituto Dermopatico dell'Immacolata (Idi): gli americani se ne ebbero a male, Francesco replicò che decideva lui, ne nacque una baruffa e l'anno dopo il Papa argentino annullò l'udienza alla Papal Foundation. 

 

I grandi donatori, spiega Dawn Eden Goldstein, teologa e canonista statunitense, «hanno bisogno di quella che viene comunemente chiamata la "stretta di mano d'oro"», la foto mentre stringono la mano al Papa. Ma Francesco ha interrotto le messe private per i donatori americani». Anni fa, ricorda la studiosa, un ricco esponente dei Legionari di Cristo, Frank J. Hanna III, riuscì a ottenere una foto con Benedetto XVI, che i Legionari di Cristo decisamente non amava, comprando la più antica copia esistente dei quattro Vangeli, il Mater Verbi Papyrus, e donandola alla Libreria vaticana. 

marco rubio in vaticano

 

L'impatto reale del ritorno dei finanziamenti americani sul bilancio vaticano non è ancora rilevante. In questi mesi è vero che sono aumentate di «alcuni milioni», a quanto si apprende, le donazioni dei semplici fedeli che vivono negli Stati Uniti tramite l'Obolo di San Pietro, ma siamo solo all'inizio del pontificato.

 

E se il Vaticano ha un deficit strutturale che va allargandosi col passare del tempo, fin dalla sua elezione Leone ha detto che non è un problema così grave da fargli perdere il sonno. «Considerando quanto sia esiguo il budget operativo del Vaticano», taglia corto Dawn Eden Goldstein, «i donatori americani se lo desiderassero potrebbero finanziarne una parte considerevole». [...]

 

Quando la Casa Bianca ha proposto di far gestire alla Chiesa cattolica cubana gli aiuti che erano stati precedentemente tagliati, la Santa Sede ha accettato volentieri. Poi sarebbe arrivata la richiesta di nominare, in cambio, vescovi in linea con Washington. E il Palazzo apostolico ha risposto niet senza esitazione. Pecunia non olet, ma i principi non sono in vendita. 

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