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SONO PARTITI I RICORSI CONTRO LA LEGGE ELETTORALE VOLUTA DAL CENTRODESTRA: LA PRIMA UDIENZA E' FISSATA PER IL 16 DICEMBRE - IL TRIBUNALE DI TRENTO VALUTERÀ SE RIMETTERE LA QUESTIONE ALLA CORTE COSTITUZIONALE - ATTUALMENTE (SALVO IN CASO DI ACCELERAZIONE VERSO URNE ANTICIPATE), CI SONO I TEMPI AFFINCHÉ GIUNGA DI FRONTE ALLA CONSULTA PRIMA DELLE ELEZIONI ALMENO UNO DI QUEI RICORSI - OTTO LE OBIEZIONI COMUNI: “ABNORME” PREMIO DI MAGGIORANZA, INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER, MODALITÀ DI ATTRIBUZIONE DEI SEGGI, PREMIO AL SENATO SU BASE NAZIONALE, RAPPRESENTANZA DI GENERE AI CAPILISTA BLOCCATI, CANDIDATURE MULTIPLE, CONDIZIONI DI ACCESSO ALLE ELEZIONI CON L’AUMENTO DELLE FIRME…
Estratto dell’articolo di Virginia Piccolillo per il “Corriere della Sera”
C’è chi denuncia violazioni della parità di genere e chi la sottrazione di seggi a causa del premio di maggioranza. Chi lamenta diritti violati delle minoranze slovenofone e chi di quelle friulanofone. Ma sotto accusa di incostituzionalità finiscono anche i voti di fiducia.
I ricorsi contro la nuova legge elettorale coordinati dalla Rete voto libero e uguale, guidata dal costituzionalista, ed ex presidente Rai, Roberto Zaccaria, da ieri sono depositati in 25 Tribunali d’Italia. E c’è già la prima udienza fissata: il 16 dicembre il Tribunale di Trento valuterà se rimettere la questione alla Corte costituzionale. A decidere sarà il giudice.
voto finale aula camera su legge elettorale
Nulla è scontato. Fuorché una cosa: attualmente — salvo accelerazioni verso urne anticipate —, ci sono i tempi affinché giunga di fronte alla Consulta prima delle elezioni almeno uno di quei ricorsi. E tutti hanno una traccia comune scritta dall’avvocato Enrico Grosso e declinata in modi diversi da 110 avvocati, coordinati da Pietro Adami. […] sotto accusa «la combinazione tra l’indicazione del premier e l’abnorme premio di maggioranza»: per Zaccaria un «premierato di fatto».
[…] Oltre alle otto obiezioni comuni — premio «abnorme», indicazione del candidato premier, modalità di attribuzione dei seggi, premio al Senato su base nazionale, rappresentanza di genere ai capilista bloccati, candidature multiple, condizioni di accesso alle elezioni con l’aumento delle firme — ogni avvocato ci ha messo del suo.
Michele Ricciardi, che collaborò con Felice Besostri (l’avvocato che fece bocciare il Porcellum e l’ Italicum ) ha puntato il dito contro i voti di fiducia. «L’articolo 72 della Costituzione impone che la legge elettorale venga votata “articolo per articolo”. È stato fatto. Ma per finta», denuncia. E spiega: «Ponendo la fiducia all’articolo 1 è stata vietata la discussione nel dettaglio dei 30 commi che sostituivano tutte le norme relative all’elezione dei deputati. Stessa cosa con l’articolo 2 che conteneva 18 commi sulle elezioni dei senatori».
LEGGE ELETTORALE
proteste opposizioni durante voto finale su legge elettorale aula camera
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