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IL PD SI SPACCA SULLA LEGGE SULL’ANTISEMITISMO – IL RIFORMISTA DEM GRAZIANO DELRIO, RESPONSABILE DI UNA PROPOSTA DI LEGGE CRITICATA DALLA MAGGIORANZA DEL SUO PARTITO, TRATTA CON IL FORZISTA GASPARRI: “NON CERCO VISBILITÀ MA C’È BISOGNO DI PRENDERE POSIZIONE” - IL PD DI SCHLEIN HA UNA PROPOSTA DI LEGGE ALTERNATIVA A QUELLA DI DELRIO, A FIRMA DI ANDREA GIORGIS, PIÙ BLANDA NEL DEFINIRE L’ANTISEMITISMO ALL’INTERNO DI UNA CORNICE SULLE MANIFESTAZIONI DI ODIO. TRA RIFORMISTI DEM, FORZA ITALIA E FDI, INVECE, UN POSSIBILE PUNTO DI INCONTRO È CHE LA LEGGE SI OCCUPI SOLO DI DISCRIMINAZIONE DEGLI EBREI – NOEMI DI SEGNI (UCEI) CHIEDE CHE IL SALUTO ROMANO SIA REATO: “OFFENDE LA MEMORIA DELLA SHOAH”
Adriana Logroscino per il “Corriere della Sera” - Estratti
Piccoli ma significativi passi per trovare un punto di mediazione, almeno tra un pezzo di Pd, quello riformista, FI e FdI. E accelerare l’iter per promulgare una legge sull’antisemitismo di cui oggi, Giorno della Memoria, sarà adottato un testo base in commissione Affari costituzionali al Senato.
Un’accelerazione necessaria tenendo presente l’allarme sul sentimento antiebraico che, da una ricerca condotta da Alessandra Ghisleri, risulta percepito in aumento da un italiano su due.
I due aspetti sono emersi durante il convegno «Antisemitismo, una tragedia che non finisce» organizzato in Senato da Maurizio Gasparri (FI) e al quale sono intervenuti gli esponenti delle comunità ebraiche Noemi Di Segni e Victor Fadlun, la ministra per le Pari opportunità, Eugenia Roccella, l’ambasciatore israeliano in Italia, Jonathan Peled, e Graziano Delrio, responsabile di una proposta di legge aspramente criticata dalla maggioranza del suo partito, il Pd. «Non cerco visibilità — garantisce l’ex ministro e voce dell’ala riformista dem — ma c’è davvero bisogno di prendere posizione. Le polemiche lo dimostrano».
Le polemiche sono quelle che hanno dilaniato sia il Pd al suo interno, che infatti ha una proposta di legge alternativa a quella di Delrio — a firma di Andrea Giorgis, decisamente più blanda nel definire l’antisemitismo all’interno di una cornice più generale sulle manifestazioni di odio — sia tra alleati: il M5S, come già aveva fatto Avs, ieri si è sfilato rinunciando a depositare una sua proposta ritenendo che la legge Mancino (su odio e violenza per motivi razziali e religiosi) sia sufficiente.
Di tutt’altro avviso sono le forze di opposizione, Iv, Azione e appunto Delrio, critico sulla proposta Giorgis, troppo simile alle legge Mancino, e ieri in perfetta sintonia con Gasparri.
«Lavoriamoci, sono solo cinque articoli, presto, bene e insieme. Con la sollecitudine di chi vuole rompere il silenzio», dice il senatore dem all’avversario. «Accetto tutte le mediazioni — replica Gasparri, riferendosi anche al tema della sanzione penale che la sua proposta vorrebbe introdurre, ma che Delrio respinge — ma non una legge generica contro l’odio».
Dentro il Pd quindi la contesa, fin qui non sembra componibile: l’adozione della definizione di antisemitismo codificata dall’Ihra per la maggioranza che fa capo alla segretaria Schlein aprirebbe a censure anche di chi critica politicamente Israele, per Delrio (come per le comunità ebraiche) non se ne può prescindere. Tra riformisti dem e FI e FdI, invece, il punto di incontro che si intravede è che la legge si occupi solo di discriminazione degli ebrei, anche rinunciando, forse, alle sanzioni penali.
La partita si giocherà da oggi. Sul tavolo, però, ieri Di Segni ha introdotto un altro tema che, se accolto nella discussione parlamentare in corso, potrebbe creare spaccature anche nel centrodestra: «Il saluto romano offende la memoria della Shoah che è responsabilità collettiva. Tutte le forme nostalgiche, per noi, per me, devono essere sanzionate penalmente».
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