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LE MANOVRE SULLE PRIMARIE – IL PD TEME IL FLOP ASSOLUTO AI GAZEBO: SE SI SCENDE SOTTO AL MILIONE DI VOTANTI È UN DISASTRO, E PER QUESTO DAL NAZARENO AUMENTANO LA SPESA PER PUBBLICITÀ E VISIBILITÀ – TALK SHOW A NON FINIRE E MARTELLAMENTO SUI SOCIAL. IL VINCITORE IN PECTORE ZINGARETTI PER AVERE SPAZI DI MANOVRA DOVRÀ SUPERARE IL 60% ALLE PRIMARIE, ALTRIMENTI DOVRÀ SCENDERE A PATTI CON I RENZIANI – D’ALEMA COME DAGO-ANTICIPATO PONTIFICA SUL “DISORDINE MONDIALE” ALLA “LINK CAMPUS”
Marco Antonellis per Dagospia
NICOLA ZINGARETTI MAURIZIO MARTINA
Meno 6 giorni ai gazebo e il PD corre ai ripari. La Commissione congressuale del Partito Democratico ha infatti incrementato la spesa per aumentare visibilità e pubblicità delle primarie: "E' importante che gli italiani vadano a votare in massa domenica, sarebbe un bel segnale per la democrazia non sono per il Pd" spiegano dal Nazareno.
Ufficialmente non sono state fissate delle "soglie" ma tutti sanno che con meno di un milione di votanti sarebbe inevitabile parlare di flop soprattutto se paragonato alle primarie precedenti. Per questo il Pd si sta attrezzando: più investimenti sui social e confronti televisivi. Ecco perché è stato dato l'ok, a cominciare da quello su Sky che si terrà in prima serata questa settimana. E poi talk show a non finire: Zingaretti, ad esempio, ha già programmato scientificamente tutto.
Perché la partita riguarderà soprattutto lui, il vincitore in pectore di questa sfida che se la dovrà vedere con i due "renziani" Giachetti e Martina e che per avere adeguati spazi di manovra politica dopo l'eventuale vittoria dovrà superare l'asticella delle primarie con almeno con il 60% dei consensi. Se ciò non avvenisse, i renziani potrebbero agevolmente conservare un ampio potere di interdizione negli organismi statutari del partito e nei gruppi parlamentari. Insomma, Zingaretti sarebbe come la Regina d'Inghilterra ("regna ma non governa") e sarebbe costretto a scendere a patti con gli sconfitti.
MASSIMO D'ALEMA ALLA LINK CAMPUS UNIVERSITY
A proposito di Renzi, il libro sta andando benone (anche se al corpaccione del partito, capibastone in primis, non sono affatto piaciuti certi toni contro la magistratura): si è classificato primo nella saggistica e quarto in classifica generale nell'ultima settimana di vendite. Insomma, se il toscano non fonderà un nuovo partito magari avrà un futuro come scrittore.
Nel frattempo, Super Max D'Alema che continua a battersi per l'unità della sinistra ("alle elezioni europee sarà questa la strada da seguire", spiega) salirà in cattedra, come Dagoanticipato, alla Link Campus University. Il 6 Marzo si aprirà con la lectio magistralis: "Il disordine mondiale nel XXI secolo".
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