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“HO LASCIATO IL PD PERCHÉ C’È TROPPO POPULISMO E POCA CULTURA DI GOVERNO” – PINA PICIERNO SGANCIA BOMBETTE CONTRO ELLY SCHLEIN: “NON HO AVUTO IL PIACERE DI SENTIRLA, HO L’IMPRESSIONE CHE PENSI DI RISOLVERE LE CONTESE CON EMISSARI O CON IL GHOSTING” – E LANCIA IL SUO MOVIMENTO “SPAZIO PUBBLICO”, CHE ADERIRÀ AL PARTITO DEMOCRATICO EUROPEO, NEL GRUPPO RENEW EUROPE: “L’OBIETTIVO È COSTRUIRE UN POLO EUROPEISTA E DEMOCRATICO, METTENDO INSIEME CULTURE RIFORMISTE” (VASTO PROGRAMMA)...
Estratto dell’articolo di Maria Teresa Meli per il “Corriere della Sera”
Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento europeo: ha parlato con Elly Schlein prima di lasciare il Pd?
«Non ho avuto questo piacere. Ho l’impressione che pensi di risolvere le contese con emissari o con il ghosting . Credo per insicurezza, che genera poi difficoltà a misurarsi con un pensiero divergente».
Le reazioni sui social l’hanno amareggiata?
«Più che amareggiata, preoccupata. Sono la diagnosi dello stato comatoso in cui versa il dibattito politico in una parte della sinistra. Vecchie glorie del giornalismo cresciute nello statalismo, putiniani e influencer della polarizzazione vengono usati come manganellatori digitali. È una deriva che impoverisce il confronto».
Fonderà un suo movimento?
«Nei prossimi giorni presenteremo “Spazio pubblico”, un movimento aperto, con l’obiettivo di unire un fronte troppo spesso frammentato e di costruire un polo europeista e democratico, mettendo insieme culture europeiste e riformiste. Esiste un popolo che aspetta una novità politica e abbiamo il dovere di lavorare insieme per offrirgliela».
Quale sarà la priorità?
«Una grande alleanza tra chi produce, chi investe, chi innova e chi crea lavoro. L’Italia non può continuare a vivere di sussidi, bonus e rendite di posizione. Dobbiamo liberare le energie produttive del Paese, abbattendo corporazioni, burocrazia e privilegi che frenano l’Italia».
[…]
A livello europeo quale sarà la sua collocazione?
«Aderisco al Partito democratico europeo, fondato tra gli altri da Romano Prodi, e a Renew europe, due soggetti che lavorano per la costruzione dell’Europa federale e di un’alternativa pragmatica alle destre sovraniste e ai populismi. Per chi considera l’integrazione europea uno strumento di libertà, prosperità e sicurezza».
Nella stessa famiglia politica di Macron, Jetten, Kallas e Zelensky...
«Sì, è una famiglia politica che ha fatto dell’europeismo e della difesa della democrazia liberale punti irrinunciabili.
Credo sia oggi un luogo molto avanzato di elaborazione per il riformismo europeo».
Il suo progetto starà dentro il Campo largo?
«Ho lasciato il Pd per le stesse ragioni per cui il Campo largo non è oggi un’alternativa credibile alle destre: troppo populismo e poca cultura di governo. Esiste invece un Paese che chiede una proposta politica seria, riformista e pragmatica, capace di unire giustizia sociale, crescita economica e responsabilità istituzionale».
Perché insiste tanto sulla difesa europea?
«Perché le società europee hanno bisogno contemporaneamente di sicurezza, crescita e welfare. L’Europa deve dotarsi di una sua autonomia in materia di difesa comune, di energia e di materie prime.
È indispensabile ragionare di sovranità digitale e avere una strategia comune sulla competitività. Ignorare le domande e le sfide a cui ci chiama questo tempo significa ingannare i cittadini». […]
Non teme che il suo addio al Pd metta in difficoltà più i riformisti che Schlein?
«Penso il contrario. I riformisti non possono limitarsi a riparare i danni prodotti dai populismi. Devono assumersi la responsabilità di una proposta politica».
Si aspetta che altri esponenti del Pd la seguano?
«Non sto costruendo una corrente né organizzando una scissione. Sto cercando di aprire uno spazio politico. Se sapremo interpretare una domanda reale del Paese, molte persone si riconosceranno naturalmente in questo percorso».
Qual è il suo obiettivo?
carlo calenda e pina picierno manifestazione due popoli due stati un destino a milano foto lapresse
«Offrire al Paese una novità politica. L’Italia ha bisogno di una forza che tenga insieme libertà economica e libertà individuali, giustizia sociale, crescita, innovazione ed europeismo. È questa la sfida del nostro tempo» […]
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