DAGOREPORT - CHE VISIBILIA IN VIA SOLFERINO! “SANTANCHÈ CEDE A MELONI”, TITOLAVA COSÌ A CARATTERI…
GIALLO SULLE FIAMME GIALLE – QUESTA VOLTA CHI DECIDERA' IL PROSSIMO COMANDANTE DELLA GUARDIA DI FINANZA: IL MINISTERO DA CUI DIPENDE, CIOE' IL MEF GUIDATO DA GIORGETTI, OPPURE, COME E' SUCCESSO CON ANDREA DE GENNARO, DA PALAZZO CHIGI (BY MANTOVANO)? - I PIÙ QUOTATI SONO VITO AUGELLI E FABRIZIO CUNEO, A SEGUIRE LEANDRO CUZZOCREA E IGNAZIO GIBILARO, VICE DELL’AISI - IN CADUTA, DOPO IL CASO STRIANO, LE QUOTAZIONI DI UMBERTO SIRICO, CANDIDATO DI GIORGETTI E CROSETTO…
Estratto dell’articolo di Stefano Iannaccone per “Domani”
Molti nomi e pochi veri favoriti. La corsa per il posto di comandante generale della Guardia di finanza è iniziata da tempo e i vari ministri, da Giancarlo Giorgetti a Guido Crosetto (oltre ovviamente al sottosegretario Alfredo Mantovano), cercano di far pendere la bilancia verso profili più graditi.
Il mandato di Andrea De Gennaro scade a maggio e Giorgia Meloni, terminate le tribolazioni referendarie, deve dire l’ultima parola sui “candidati” in campo. In prima linea ci sono Vito Augelli e Fabrizio Cuneo, inizialmente considerati come outsider, ma che vedono in rialzo le quotazioni.
Augelli sarebbe in pole. La sua carriera sembra mettere tutti d’accordo: dopo aver chiuso l’esperienza di comandante interregionale dell’Italia meridionale, nel 2025 è stato nominato generale ispettore per gli Istituti di istruzione.
L’altro vero contendente al ruolo di comandante generale della Gdf è Fabrizio Cuneo, che potrebbe proseguire la propria ascesa nelle gerarchie del corpo. A ottobre è diventato comandante interregionale dell’Italia centrale dopo aver svolto il mandato da comandante nell’Italia centrosettentrionale.
La sensazione è che Palazzo Chigi debba scegliere tra loro due. Il terzo incomodo, si fa per dire, è Ignazio Gibilaro, che a settembre è stato nominato vice direttore dell’Aisi, l’agenzia dei servizi segreti interni. Anche qui il curriculum incontra il gradimento di Mantovano. E proprio per questo nel governo l’orientamento prevalente è quello di non spostarlo […], un po’ come l’altro nome che circolava, quello di Leandro Cuzzocrea, attuale numero due al Dis, il Dipartimento per la sicurezza.
[…] Perde […] quota l’ipotesi di promozione di Bruno Buratti, attuale vice di De Gennaro […]. […] l’inner circle della premier non appare convinto: non per le competenze, che sono ritenute eccellenti, ma più per un aspetto caratteriale.
Resta sempre in piedi l’opzione di Umberto Sirico. Il suo limite riguarda il caso Striano, in cui è stato tirato in ballo. Una vicenda che comunque non ha scalfito la fiducia nei suoi confronti del ministro della Difesa, Guido Crosetto, che lo sta sponsorizzando come erede di De Gennaro. L’opzione C non è gradita alla premier. Così Giorgetti, inizialmente sintonizzato sul nome di Sirico, si è chiamato fuori.
Bruno Buratti, generale a capo della scuola della Guardia di Finanza, L'Aquila
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