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POMPE ROVENTI! - GLI AUTOMOBILISTI SI BECCANO UN BEL CETRIOLONE: I PREZZI ALLA POMPA SONO TORNATI A SALIRE PER VIA DEI NUOVI SCONTRI TRA STATI UNITI E IRAN -  IL PREZZO DELLA BENZINA HA RAGGIUNTO QUOTA 2,025 EURO AL LITRO, QUELLO DEL GASOLIO E’ ARRIVATO A 2.164 EURO. L’ARMATA BRANCA-MELONI NON HA PROROGATO IL TAGLIO DELLE ACCISE CONFIDANDO NELLE "DOTI DIPLOMATICHE" DEL BULLO DELLA CASA BIANCA E NON HA ALCUN INTERVENTO STRUTTURALE IN CANNA PER FRENARE I RINCARI - IL SALASSO SUGLI AUTOMOBILISTI CADE PROPRIO CON L'AVVICINARSI DEL GRANDE ESODO ESTIVO...

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Estratto dall’articolo di Luca Monticelli per “la Stampa”

 

caro carburanti in italia

Quando Palazzo Chigi e il ministero dell'Economia decisero di non prorogare il taglio delle accise, la convinzione era che il Memorandum di intesa tra Stati Uniti e Iran avrebbe favorito una graduale stabilizzazione del mercato petrolifero internazionale. Un ritorno alla normalità in grado di contenere la pressione sui prezzi dei carburanti anche senza il sostegno dello sconto fiscale.

 

Lo scenario, però, si è rapidamente ribaltato: il dialogo tra Washington e Teheran si è interrotto, le tensioni nell'area sono tornate a crescere e con esse le quotazioni del greggio, lasciando gli automobilisti alle prese con una nuova impennata dei prezzi alla pompa.

 

Giorgia Meloni GIancarlo Giorgetti

I numeri diffusi dal ministero delle Imprese e del Made in Italy fotografano con chiarezza gli effetti di questo doppio shock, tra fine degli sconti e rialzo del petrolio. Sulla rete ordinaria in modalità self service la benzina è passata in media da 1,803 euro al litro del 3 luglio – l'ultimo giorno con il taglio delle accise in vigore – al prezzo di 1,935 euro registrato ieri: un aumento di 13,2 centesimi. Ancora più marcata la crescita del diesel, salito da 1,882 a 2,091 euro al litro, pari a 20,9 centesimi in più. [...]

 

caro carburanti in italia

La benzina ha raggiunto quota 2,025 euro al litro, mentre il gasolio è arrivato a 2,164 euro. Rispetto ai livelli registrati all'inizio del mese, l'aumento è stato rispettivamente di 13,1 e 19,6 centesimi al litro. In poco più di due settimane il diesel ha quindi raggiunto un rincaro di 20 centesimi sia sulla rete ordinaria sia lungo le tratte autostradali, proprio mentre inizia il grande esodo estivo. [...] 

 

La scelta di Giorgia Meloni e Giancarlo Giorgetti di non prorogare il taglio delle accise era stata motivata anche dalla necessità di contenere l'impatto sui conti pubblici. La misura, introdotta nei mesi precedenti per fronteggiare l'emergenza energetica, è costata alle casse dello Stato circa 2 miliardi di euro, in parte finanziati con l'extragettito Iva generato dall'aumento dei prezzi. Per l'esecutivo si trattava di un intervento straordinario destinato a esaurirsi con il progressivo ritorno alla normalità dei mercati. Ma quella normalità non è arrivata.

 

A riaccendere le tensioni è stato il nuovo deterioramento del quadro geopolitico in Medio Oriente. Lo Stretto di Hormuz, passaggio obbligato per una quota rilevante del commercio mondiale di petrolio, è tornato al centro delle preoccupazioni degli operatori.

Giorgia Meloni Giancarlo Giorgetti

Ogni rischio di instabilità nell'area si riflette immediatamente sulle quotazioni internazionali del greggio e, a cascata, sui prezzi dei carburanti.

 

Le conseguenze sono già visibili sui mercati. Il Brent, ovvero l'indice di riferimento per il petrolio in Europa, Africa e Medio Oriente, è salito a 90,37 dollari al barile. Il Wti, il petrolio estratto in Texas che fa da riferimento per il mercato americano, ha raggiunto quota 84,40 dollari. Una dinamica che ha riportato pressione sull'intera filiera energetica europea proprio nel momento in cui in Italia è venuto meno il paracadute rappresentato dallo sconto fiscale.

 

Nonostante le richieste delle associazioni dei consumatori e di una parte delle opposizioni, il governo non è orientato a ripristinare un taglio generalizzato delle accise. La linea dell'esecutivo resta quella della prudenza sul fronte della spesa pubblica, nella convinzione che nuovi interventi avrebbero un costo difficilmente sostenibile per il bilancio dello Stato. [...]

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