papa leone xiv meeting cl rimini

PREVOST PROVA A RICUCIRE LE FERITE DELLA CHIESA – PAPA LEONE SARÀ AL MEETING DI “COMUNIONE E LIBERAZIONE”: È LA PRIMA VOLTA PER UN PONTEFICE DA 44 ANNI (L’ULTIMO ERA STATO WOJTYLA NEL 1982) – DOPO GLI ANNI DI BERGOGLIO, CHE HA RIFORMATO I MOVIMENTI CASSANDO GLI INCARICHI A VITA, E NON HA MAI LESINATO CRITICHE ALLA “FRATERNITÀ”, ARRIVA LA PACIFICAZIONE? I CIELLINI CI SPERANO: “ESSENDO IL MOVIMENTO DI ISPIRAZIONE IN LARGA MISURA AGOSTINIANA, C’È FRA LUI E NOI UN’OBIETTIVA PROSSIMITÀ...”

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Estratto dell’articolo di Marco Ascione per il “Corriere della Sera”

 

papa giovanni paolo ii al meeting di comunione e liberazione 1982 (a sinistra, roberto formigoni)

È uno di quegli scatti che rimbalzano dalla Rete: c’è un giovane Roberto Formigoni, in piedi, impeccabile nel suo completo blu. Segue la scena con lo sguardo leggermente reclinato; sull’altro lato, don Giussani sorride in ginocchio mentre le sue mani si incrociano con quelle del successore di Pietro, a sua volta proteso verso di lui, come in un presepe.

 

Sono trascorsi 44 anni. Da allora tutto è mutato e qualcosa è accaduto anche a Cl. Ora un Papa, dopo un lungo digiuno, torna al Meeting. Che cosa significa?

 

Per capire occorre riavvolgere il nastro. Estate del 1982.

 

JULIAN CARRON PAPA FRANCESCO 1

[...] Karol Wojtyla era il Papa di Cl, l’amico di don Giussani, l’uomo giunto da oltrecortina, dove già aveva conosciuto i ciellini, che con vigore credeva nell’azione dei movimenti. Colui che pochi mesi prima, in febbraio, aveva ufficialmente riconosciuto la Fraternità, allungando su di essa il proprio manto. Fu un trionfo, quell’estate. Quarantaquattro anni fa, appunto. Poi una lunga attesa. Mai sono mancati messaggi di vicinanza e di attenzione dei pontefici per il Meeting, ma un Papa non si è più visto.

 

papa leone xiv al santuario della madre del buon consiglio di genzzano

Ratzinger fece un’apparizione da prefetto della Congregazione per la dottrina della fede nel 1990. Ma non ha mai ceduto alla «tentazione», una volta divenuto Benedetto XVI. [...]

 

Quindi al soglio di Pietro è assurto Francesco. E alla Fraternità (i vertici, diciamo) è stata impartita una vera e propria penitenza. Aveva letto i testi del prete di Desio, Bergoglio, ma la chimica non è scattata tra la creatura di Giussani e il pontefice argentino. Poco avvezzo a realtà che mediano tra la Chiesa e i suoi fedeli, studi non in Europa, la sua, si è detto, era la «teologia del pueblo» .

 

Lui i movimenti li ha riformati, cassando gli incarichi a vita per i successori dei fondatori e decidendo così la fine anche della stagione di Julián Carrón, il teologo spagnolo scelto direttamente da Giussani. Ossia il prete che, per paradosso, più di tutti aveva aiutato il movimento a comprendere l’azione di Bergoglio e i suoi «scarti progressisti», rompendo anche una lunga consuetudine ciellina con la politica.

 

papa giovanni paolo ii al meeting di comunione e liberazione 1982

Papa Francesco non ha mai lesinato critiche alla Fraternità. «Il riferimento all’eredità che vi ha lasciato don Giussani — disse in un’udienza pubblica il 7 marzo 2015 — non può ridursi a un museo di ricordi, di decisioni prese, di norme di condotta. Fedeltà alla tradizione significa tenere vivo il fuoco e non adorare le ceneri».

 

Dopo il gesuita argentino Francesco, l’agostiniano americano Leone XIV: c’è un filo che può unirlo agli eredi del «Gius»? «Non è il primo incontro — risponde lo storico di Cl Robi Ronza —. Prevost conobbe Cl già quando era vescovo in Perù e poi fu al Meeting da priore generale degli agostiniani. Osservo inoltre che, essendo il movimento di ispirazione in larga misura agostiniana, c’è fra lui e noi un’obiettiva prossimità» .

PAPA FRANCESCO JULIAN CARRON

 

Quindi un filo c’è, forse pure robusto. Eppure la grande gioia per questa visita è accompagnata da una leggera venatura di trepidazione. Il suo sarà soltanto un messaggio ecumenico? Parlerà di pace? O in qualche inciso si indirizzerà a Cl? In che termini, nel caso? Ricomporre le differenze è uno dei mandati principali del conclave, Leone potrebbe quindi, ad esempio, fare un appello all’unità.

 

È un movimento unito quello attuale? Di sicuro è infine riuscito a mettersi alle spalle la stagione di dissapori che ha segnato l’uscita di scena di Carrón, una vera spaccatura sul modo di intendere l’azione nella società.

 

JULIAN CARRON

Se il biblista scelto da Giussani non dava «ordini» di schieramento al movimento sui temi politici, facendo leva sulla fede come esempio e «bellezza disarmata», Davide Prosperi, docente di Biochimica e guida della Fraternità dal novembre del 2021, ha impresso un nuovo passo, e di questa stagione il Meeting, pur nella sua autonomia, è sempre uno specchio.

 

Il Papa, certo, si prenderà tutta la scena. Ma la politica, con mezzo governo e diversi rappresentanti dell’opposizione (anche 5 Stelle), non mancherà. A partire dai vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani. Non Giorgia Meloni, [...] che ha incassato applausi assai convinti la scorsa edizione.

 

DON GIUSSANI

Le uscite di Prosperi di taglio politico, finora, non sono state tante, ma tutte significative. E limpide, nel loro orientamento. La prima, appena dopo la nomina, sulla «bellezza armata» della fede: «Voglio dire che la bellezza di Cristo è anche spada, attrae e anche contesta, sfida, ferisce e in questo è anche “armata”».

 

Poi l’appoggio convinto al Sì in occasione del referendum per la separazione delle carriere della magistratura, difeso con fermezza dal professore nelle assemblee cielline, non senza provocare qualche onda. E ancora: gli articoli di confronto appassionato dopo l’assassinio dell’influencer Maga Charlie Kirk. Ora si era persino sparsa la voce di un invito al Meeting del vicepresidente di Trump, JD Vance, convertito al cattolicesimo dall’agosto del 2019. Una leggenda, pare. Da Rimini negano di averci mai pensato. A Cl comunque è andata meglio: verrà Prevost. Si è interrotto il digiuno.

don giussani e andreotti papa giovanni paolo ii al meeting di comunione e liberazione 1982