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DONALD, SCANSATE! – MELANIA TRUMP NON TRATTIENE IL SUO EGO, DOPO ESSERE RIUSCITA A OTTENERE UN CESSATE IL FUOCO NELLA CITTA' UCRAINA DI OLESHKY, ASSEDIATA DALLE TRUPPE RUSSE: “SENZA IL MIO INTERVENTO SAREBBE STATO IMPOSSIBILE" – IL 27 OTTOBRE SIA LE FORZE DI KIEV CHE QUELLE DI MOSCA PERMETTERANNO L'EVACUAZIONE DEI CIVILI E L'INGRESSO DI AIUTI UMANITARI – “REPUBBLICA”: “OLESHKY È UNA CITTÀ SPETTRALE, SPROFONDATA NELLA ‘ZONA GRIGIA’ DOMINATA DA NUGOLI DI DRONI. ALMENO MILLESETTECENTO PERSONE CERCANO DI SOPRAVVIVERE IN CONDIZIONI DISPERATE: NON HANNO CIBO, ACQUA, ELETTRICITÀ, MEDICINE” - LA TESTIMONIANZA DI UNA DONNA DI OLESHKY: "I RUSSI MANGIANO I NOSTRI CANI"
TREGUA UMANITARIA A OLESHKY MELANIA TRUMP: “MERITO MIO”
Estratto dell'articolo di Massimo Basile per "la Repubblica”
Mentre il presidente Trump non trova vie d'uscita al conflitto tra Russia e Ucraina, la first lady Melania ha ottenuto una piccola tregua: quella umanitaria per la città ucraina di Oleshky, finita in prima linea nel fuoco incrociato tra russi e ucraini.
La svolta è arrivata pochi giorni dopo che Papa Leone XIV aveva telefonato ai presidenti di Russia e Ucraina nel tentativo di sbloccare la via di fuga di centinaia di persone, soprattutto anziane, rimaste isolate. Il cessate il fuoco russo nella cittadina vicina a Kherson, ha annunciato il Cremlino, scatterà alle 4 di mattina del 27 ottobre (la Casa Bianca aveva indicato il 29). Anche Kiev ha confermato l'intesa.
Poco prima era stata la stessa Melania, seguendo lo stile del marito, ad autocelebrarsi: «È chiaro che senza il mio intervento sarebbe stato impossibile far arrivare aiuti umanitari in città», ha affermato, senza citare l'iniziativa del Papa. La Casa Bianca ha confermato la mediazione della first lady, mentre il Cremlino ha parlato di coordinamento «significativo» di Melania.
Nei giorni scorsi il consigliere senior della first lady, Marc Beckman, aveva sostenuto come la moglie del presidente meritasse un «riconoscimento formale di un certo livello» per i suoi sforzi umanitari. «Entrambe le parti volevano l'accordo», ha detto Trump ai giornalisti, parlando della tregua annunciata dalla moglie. Il presidente ha poi spiegato che la first lady non farà comunque parte dei colloqui trilaterali sull'Ucraina.
Zelensky, nel caso, vuole esserci. «Siamo pronti a incontrarci in qualsiasi giorno, ma tutto dipende dai russi», ha dichiarato. Secondo il Telegraph, tra i possibili interlocutori europei di Putin potrebbe esserci la premier Giorgia Meloni, oltre al presidente finlandese Alexander Stubb, quello ceco Petr Pavel, la premier danese Mette Frederiksen e il norvegese Jonas Gahr Støre. Palazzo Chigi ha definito la lista con i nomi «molto fantasiosa».
Nel frattempo, secondo i media ucraini, Trump potrebbe allentare anche le sanzioni sui fertilizzanti russi, dopo quelle sul diesel, nel tentativo di convincere Mosca a mettere fine alla guerra. [....] Rimane il nodo delle limitazioni della rete satellitare Starlink in Ucraina. Trump ha promesso di parlarne con Elon Musk, da cui Starlink dipende. [...]
NIENTE CIBO, STRADE MINATE E I SAFARI UMANI DEI DRONI DUEMILA CIVILI IN TRAPPOLA
Estratto dell'articolo di Gianluca Di Feo per “la Repubblica”
peng liyuan xi jinping donald trump e melania
Oleshky è una città spettrale, sprofondata nella "zona grigia" dominata da nugoli di droni. Almeno millesettecento persone, forse duemila, da mesi cercano di sopravvivere in condizioni disperate: non ricevono cibo, acqua, elettricità, medicine. Fuggire è praticamente impossibile, perché le strade sono minate e nel cielo i quadricotteri non danno scampo.
Questo pezzo di Ucraina è stato occupato nelle prime ore dell'invasione e subito dopo annesso alla Russia con un referendum farsa. Quando nell'ottobre 2022 le truppe di Kiev hanno lanciato la prima controffensiva, sono riusciti a liberare Kherson ma non hanno superato il grande fiume Dnipro:
Oleshky si trova sulla sponda orientale si è trasformata in un pezzo della linea del fronte. In quel periodo, gran parte dei ventimila residenti è andata via: molti hanno tentato di raggiungere il territorio ucraino, sfidando i cecchini che all'epoca erano il pericolo maggiore.
Fino alla scorsa primavera, le truppe di Mosca hanno mantenuto un presidio stabile tra le case: considerano la zona parte della patria. Le organizzazioni umanitarie sono riuscite a fare arrivare rifornimenti; di nascosto, volontari ucraini hanno accompagnato gruppi di abitanti oltre le linee. I combattimenti erano sporadici, con rare incursioni di commandos lungo il fiume e scambi di tiri delle artiglierie. La situazione di Oleshky era difficile, ma non drammatica. Da aprile l'evoluzione tecnologica del conflitto ha cambiato tutto.
donald e melania trump litigano 6
Il raggio d'azione dei droni si è allungato fino a trenta-quaranta chilometri e tutta la città è stata inghiottita nella "kill zone": un campo di morte dove ci sono sempre quadricotteri che vanno a colpire le persone. Quelli ucraini cercano i soldati invasori mentre quelli russi si dedicano al safari umano: vanno a caccia di donne, bambini, vecchi. Nella città di Kherson lo fanno senza sosta dall'estate 2024: vogliono rendere impossibile la presenza degli ucraini nelle terre annesse dalla Russia.
A complicare la situazione ci sono i campi minati sparsi intorno alla città per impedire l'infiltrazione degli incursori di Kiev. È impossibile per gli abitanti uscire da Oleshky. Sono chiusi in una trappola dove anche cinquanta bambini affrontano una lunga agonia.
L'ultimo furgone di aiuti è passato il 26 maggio: ogni altro tentativo è stato fermato dai robot volanti. A settembre dodici persone hanno attraversato le linee ucraine: sono state le ultime. Più volte l'esercito ucraino ha mandato droni a sganciare pacchi di cibo e bottiglie d'acqua: in due missioni hanno depositato otto tonnellate di aiuti.
vladimir putin volodymyr zelensky - guerra in ucraina
Ma i soldati russi rimasti in città hanno perquisito le case per sequestrare le razioni alimentari, minacciando di incriminare chi le possedeva per tradimento. In realtà, anche i fanti di Putin hanno le gavette vuote: «Non c'è cibo per nessuno perché le vie d'accesso sono minate — ha dichiarato ieri una donna intervistata al telefono dal Kyiv Independent —. I russi mangiano i nostri cani». [...]
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