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La prima proiezione in Russia del documentario «Pussy Riot: una preghiera punk» in programma nel pomeriggio di oggi al centro Gogol di Mosca è stata bloccata all'ultimo momento.
I dipendenti dello spazio pubblico sono stati minacciati da una telefonata di licenziamento se avessero proiettato la pellicola come previsto, ha denunciato il co-regista, Maxim Pozdorovkin. Alla chiamata di ieri ha subito fatto seguito una lettera formale dell'assessorato alla cultura di Mosca in cui si accusano le artiste e i registi del documentario di essere provocatori.
Il ruolo dell'arte è invece quello di «salvare il mondo, renderlo un posto migliore, non di infiammare il pubblico con storie scandalose prive di meriti culturali». Cancellate altre due proiezioni in programma a Mosca.
PUSSY RIOT IN CHIESA
PUSSY RIOT CONFERENZA STAMPA
vladimir putin e xi jinping
Maria Alyokhina e Nadezhda Tolokonnikova
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