putin trump zelensky drone droni

O PUTIN CI STA TROLLANDO DI NUOVO O HA DAVVERO PAURA – IL CREMLINO RIBADISCE L’APERTURA A UN POSSIBILE NEGOZIATO: “LA FINE DEL CONFLITTO È DAVVERO VICINA. POSSIBILE UN INCONTRO CON ZELENSKY A MOSCA, O ALTROVE, MA SOLO SE L’OBIETTIVO È FINALIZZARE IL PROCESSO DI PACE” – PAROLE AL VENTO: MOSCA CONTINUA A PRETENDERE UNA RESA TOTALE DI KIEV, E NON CI SONO SEGNALI DI COMPROMESSO  (MA LE CHIACCHERE SERVONO A RIMBAMBIRE QUEL TONTOLONE DI TRUMP, L’UNICO RIMASTO A CREDERE NELLA BUONA FEDE DI PUTIN)

Vai all'articolo precedente Vai all'articolo precedente
guarda la fotogallery

CREMLINO, 'I NEGOZIATI FANNO PENSARE CHE LA FINE DEL CONFLITTO SIA VICINA'

VOLODYMYR ZELENSKY VLADIMIR PUTIN

(ANSA) - "Il lavoro fin qui svolto nel processo di pace fa pensare che la fine sia davvero vicina, ma al momento non possiamo fornire dettagli". Così il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha spiegato la dichiarazione fatta sabato dal presidente russo Vladimir Putin, secondo il quale il conflitto in Ucraina "si avvia alla conclusione".

 

"Accoglieremmo con favore la continuazione degli sforzi di mediazione da parte degli Stati Uniti", ha aggiunto il portavoce di Vladimir Putin, citato da Interfax. Ma al momento "il cessate il fuoco umanitario è terminato e l'operazione militare speciale continua", ha sottolineato Peskov.

 

la stretta di mano tra putin e trump ad anchorage, alaska foto lapresse

CREMLINO, 'PUTIN POTREBBE INCONTRARE ZELENSKY FUORI DALLA RUSSIA, MA SOLO PER LA PACE'

(ANSA) - Un incontro tra il presidente russo Vladimir Putin e l'omologo ucraino, Vlolodimyr Zelensky, potrebbe avvenire in un luogo diverso da Mosca, ma avrebbe senso solo per sancire la fine del conflitto. Lo ha dichiarato durante un briefing il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov.

 

"Il presidente ha affermato di essere pronto a incontrare Zelensky a Mosca in qualsiasi momento", ha dichiarato Peskov, citato dalla Tass, riferendosi a una conferenza stampa tenuta da Putin sabato. "Avrebbe senso incontrarsi altrove solo se l'obiettivo è finalizzare il processo di pace", ha sottolineato il portavoce presidenziale. "Tuttavia, c'è ancora molto lavoro da fare per finalizzarlo e chiudere il capitolo", ha aggiunto il portavoce del Cremlino.

 

Perché l'Ucraina è il peccato originale di Trump

Estratto dell’articolo di Micol Flammini per “il Foglio”

 

MEME SU ZELENSKY CHE NON HA LE CARTE MA GLI INTERCETTORI CONTRO I DRONI IRANIANI

[…] Gli ucraini non hanno mai smesso di dire quanto fosse importante mantenere i contatti con gli americani, anche se non sono più gli alleati di un tempo, ma si comportano come una parte terza, mediatori neutrali ma con una preferenza spiccata per la fine del conflitto a qualsiasi costo.

 

Il problema è che l’Amministrazione Trump si innamora del negoziato e poi lo molla ogni volta che insorge un problema e gli ucraini sono quindi impegnati nello sforzo di far rimane la Casa Bianca agganciata al processo negoziale, perché Kyiv non vuole chiudere il canale aperto con il Cremlino, sa che la guerra si conclude lavorando su due fronti: militare e diplomatico.

 

Militarmente, anche con l’aiuto delle armi inviate dagli europei, gli ucraini fanno da soli. Diplomaticamente, sono legati all’atteggiamento degli Stati Uniti, che calibrano l’interesse a seconda delle probabilità di successo.

 

Domenica, Zelensky ha detto durante uno dei discorsi serali in cui fa il punto della situazione soprattutto per i suoi cittadini, ma manda anche messaggi internazionali: “C’è stata una mediazione americana nel raggiungimento di questo accordo sullo scambio di prigionieri, e di conseguenza ci aspettiamo che la parte americana svolga un ruolo attivo nel garantire che venga attuato”.

 

VOLODYMYR ZELENSKY E VLADIMIR PUTIN COME PUGILI SUL RING - FOTO CREATA CON GROK

Gli ucraini hanno accettato la tregua chiesta da Putin per il Giorno della vittoria in cambio di un ampio scambio di prigionieri, che il capo del Cremlino ha messo in dubbio sin dall’inizio ma, se realizzato, consentirà a oltre mille prigionieri di guerra rinchiusi nel gulag russo di tornare in Ucraina.

 

Jared Kushner e Steve Witkoff andranno presto a Mosca, per parlare con Putin e con il suo consigliere Yuri Ushakov. Finora non sono mai stati a Kyiv, Zelensky li ha invitati spesso, anche di recente, nonostante l’ultima volta preferirono non fermarsi nella capitale ucraina obbedendo a una richiesta esplicita del capo del Cremlino.

 

RUSTEM UMEROV - KYRILO BUDANOV - VOLODYMYR ZELENSKY - DONALD TRUMP

Poi lo sforzo negoziale si esaurì e la soluzione della guerra in Ucraina scomparve dall’agenda di Trump, fino allo scorso fine settimana, quando il presidente americano è intervenuto per permettere che si svolgesse la parata del 9 maggio sulla Piazza Rossa.

 

Trump si è presentato al mondo come un grande dealmaker, l’uomo degli accordi, ma l’incapacità di concludere l’aggressione della Russia, di convincere Mosca a scendere a compromessi, ha rovinato la reputazione americana ovunque, anche in medio oriente.

 

Ieri il capo della Casa Bianca ha detto che il cessate il fuoco con la Repubblica islamica dell’Iran è “in terapia intensiva”, ha ribadito che non ci sono alternative al piano di pace degli Stati Uniti, mentre da parte di Teheran è arrivata una proposta “stupida”.

 

MEME SU DONALD TRUMP E LA GUERRA ALL IRAN

Gli iraniani ora hanno scommesso sul fatto che Washington non è intenzionata a tornare a combattere, quindi insistono sulle loro posizioni, vogliono che sia ratificato il loro controllo sullo Stretto di Hormuz prima di parlare di altro.

 

Hanno visto gli americani entrare e uscire dai negoziati in diverse situazioni, adesso si aspettano che lo stesso possa avvenire anche con loro e una fase di cessate il fuoco dilatato, per il momento, al regime iraniano va molto bene.

 

A Miami, oltre a Umerov, Witkoff ha incontrato anche il premier del Qatar, al Thani, che si muove per risolvere la guerra fra Teheran e Washington e leader di uno dei paesi in medio oriente che lavorano a un accordo per ottenere i droni di Kyiv.

 

L’Ucraina è stata il peccato originale della Casa Bianca, la mancanza di costanza negoziale ha eroso nel tempo la reputazione dei trumpiani come degli esperti infallibili nell’arte dell’accordo, dalla Russia al medio oriente. I danni si estendono ovunque, fino alla Cina, dove Trump sta per recarsi in visita per un vertice storico con il leader Xi Jinping e dovrà portarsi dietro tutti i conflitti che non è stato in grado di risolvere.

DONALD TRUMP IN VERSIONE AYATOLLAH volodymyr zelensky donald trump conferenza stampa a mar a lago foto lapresse