FLASH! – NESSUN GIORNALE HA MESSO IN RILIEVO UN FATTO MAI SUCCESSO PRIMA: QUEL DISTURBATO MENTALE…
ALLA FINE PUTIN DOVRÀ FARE I CONTI CON L’EUROPA PER USCIRE DAL PANTANO UCRAINO – “MAD VLAD” HA APERTO UNO SPIRAGLIO PER I NEGOZIATI CON L’UE SULLA GUERRA – L’AMBASCIATORE STEFANINI: “PUTIN AVEVA PUNTATO SULL’AMERICA ‘NEUTRALE’ DI TRUMP PER FAR PRESSIONE SU KIEV E COSTRINGERE ZELENSKY A CEDERE. IL DISEGNO È FALLITO. L’ALTALENA DIPLOMATICA USA FRA MOSCA E KIEV SI È ADAGIATA IN UN ‘TUTTO RISOLTO TRANNE IL 20%’. IL ‘20%’ SONO IL TERRITORIO E LE GARANZIE INTERNAZIONALI DA CUI DIPENDE IL RESTO. LÌ È FERMA DA TRE MESI. BRUXELLES È L’UNICA CHE PUÒ DISCUTERE ASSIEME A KIEV CHE COSA SIA ACCETTABILE NEI NEGOZIATI…”
Estratto dell’articolo di Stefano Stefanini per “la Stampa”
vladimir putin - parata militare del giorno della vittoria a mosca - 9 maggio 2026
Da una Piazza Rossa indecifrabile – meno sfoggio di potenza militare quando più ce ne sarebbe stato bisogno? – Putin fa sapere di essere pronto a negoziare «anche con gli europei».
Cosa ha voluto dire? Nulla, se va preso sul serio il suggerimento che l'interlocutore Ue sia Gerhard Shroeder, più noto per essere stato a capo del consorzio NordStream (2005-2022) che cancelliere tedesco (1998-2005).
Improponibile. Per comune volontà russo-americana gli europei sono stati finora esclusi dal gioco diplomatico sull'Ucraina. Per farli rientrare il messaggio di Putin – se messaggio era – deve essere indirizzato ai leader dell'Unione europea e della Nato che sono rimasti i difensori a spada tratta dell'Ucraina.
[…] Altrimenti è solo propaganda per accattivarsi simpatie nelle fasce di opinione pubblica europea che invocano il dialogo come fine a sé stesso non come mezzo a un fine.
Se così fosse, la battuta di Putin rivolta agli europei, Shroeder compreso, sarebbe un passo in avanti. Il presidente russo è veramente pronto a farlo? Il resto delle dichiarazioni a margine della miniparata militare non è incoraggiante.
murale vladimir putin donald trump
Diamogli il beneficio del dubbio. Cosa lo spingerebbe in quella direzione? Qualche ragione c'è. La Russia è stanca di una guerra che la logora più di quanto non mostri, certamente più di quanto Putin o Lavrov mai ammetterebbero, e non dà i frutti sperati. Per darli l'Ucraina dovrebbe capitolare alle richieste di Mosca. Non lo fa e non ne ha alcuna intenzione. Qui entra in gioco l'Europa. Kiev non cede non solo per incredibile resilienza nazionale ma anche perché ha il sostegno dell'Europa.
Zelensky non otterrà dagli europei tutto quello che chiede, gli europei saranno ogni tanto indispettiti dalle sue insistenze, ma l'Ue ha varato il maxi-prestito di 90 miliardi euro a Kiev. E quelli fanno la differenza. Più aiuti militari, candidatura Ue e il resto.
VLADIMIR PUTIN - DONALD TRUMP - VERTICE ANCHORAGE, ALASKA
Con un'Europa pro-Ucraina, Putin aveva puntato sull'America "neutrale" di Trump per far pressione su Kiev e costringere Zelensky a cedere. Questa convinzione si era rafforzata dopo l'incontro di Anchorage in cui il leader russo aveva messo sul tavolo le condizioni per far finire la guerra.
Il disegno è fallito. L'altalena diplomatica Usa fra Mosca e Kiev si è adagiata in un «tutto risolto tranne il 20%». Il «20%» sono il territorio e le garanzie internazionali da cui dipende il resto. Lì è ferma da tre mesi.
In realtà, il massimo di pressioni Usa risale alla brutale sceneggiata dell'Ufficio ovale del febbraio 2025. Da allora si sono stemperate nell'inconcludente esercizio negoziale condotto da Steve Witkoff e Jared Kushner, mentre l'Ucraina continuava a resistere, malgrado un difficilissimo inverno di attacchi, e a colpire con droni anche all'interno del territorio russo. Zelensky ha giocato molto bene le carte che, secondo Trump «non aveva». Con l'appoggio europeo.
URSULA VON DER LEYEN VOLODYMYR ZELENSKY
Il canale diretto Putin-Trump rimane aperto, prova ne sia la recente telefonata tra i due. Più sull'Iran che sull'Ucraina, a quanto ne sappiamo. Ma la guerra nel Golfo la complica. Trump ha disperatamente bisogno di un accordo con l'Iran. Putin può aiutarlo convincendo Teheran ad accettare le proposte Usa.
Forse.
[…] In pratica i rapporti sono intricati. Primo, la Russia fornisce all'Iran intelligence aerea e satellitare anti-attacchi Usa e Israele.
Quindi sta dalla parte di chi è oggi il principale nemico di Washington. Secondo, ammesso che Vladimir voglia dare una mano a Donald, deve avere l'assenso di Mojtaba Khamenei e dei Pasdaran. Ossi duri a cedere. Non meno di quanto non sia Zelenky. Per scambiarsi favori tra Iran e Ucraina, Putin e Trump devono fare i conti, rispettivamente, con l'oste iraniano e quello ucraino. Tutt'altro che facili.
VLADIMIR PUTIN - PARATA MILITARE RUSSA A MOSCA - 9 MAGGIO 2026
Ma se la diplomazia americana non piega l'Ucraina alle condizioni che il Cremlino esige per mettere fine alla guerra, significa che la Russia deve bussare anche alle porte europee? No, se le condizioni russe per la pace rimangono le solite. Sì, se Mosca è seria su quel «la guerra sta per finire».
Sì, in tal caso, semplicemente perché gli europei vedono nell'Ucraina il baluardo della sicurezza europea e sono interlocutori indispensabili per definirne le condizioni. Sono loro, e non l'amministrazione Trump, che possono discutere con Zelensky cosa sia accettabile e cosa no.
Intendiamoci: discussione non facile ma fra interlocutori che stanno dalla stessa parte, il che è molto meno evidente per l'America trumpiana. Fra i due scenari, no e sì, c'è un enorme crepaccio.
volodymyr zelensky donald trump conferenza stampa a mar a lago foto lapresse 2
Ci sono molle che spingono in quella direzione, economia, latitante patriottismo del pubblico – per rimpolpare le truppe Mosca è ricorsa ai nordcoreani e ad arruolamenti in Africa – ma il salto è ancora da fare.
Nel discorso sulla Piazza Rossa Putin è stato ben poco conciliante con gli europei, arrivando al capovolgimento storico delle truppe russe che «stanno resistendo alla forza aggressiva che è armata dall'intero blocco Nato». Cioè dell'Ucraina che aggredisce la Russia... su territorio ucraino.
Una proposta russa di negoziare l'Ucraina con l'Europa rimane per ora un'illusione. Il «non rifiutare» il dialogo con l'Ue apre tuttavia uno spiraglio. In risposta al Presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, Putin riconosce che ci possa essere spazio per negoziati con l'Europa.
VLADIMIR PUTIN - DONALD TRUMP - VERTICE DI ANCHORAGE, IN ALASKA
Non tanto per scelta quanto perché costrettovi dalle circostanze. In cerca d'aiuto per uscire indenne dalla sua operazione speciale, come un naufrago su un'isola deserta, quando ce n'erano ancora, si affida a un messaggio in bottiglia. Vedremo se galleggia abbastanza a lungo da essere raccolto da mani europee prima che il salino dell'oceano lo renda corroso e illeggibile. Ma deve fare ancora un po' di miglia.
volodymyr zelensky e donald trump a mar a lago foto lapresse 3
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