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PUTIN A FERRAGOSTO S’È INTORTATO TRUMP – IL BRACCIO DESTRO DI “MAD VLAD”, YURI USHAKOV, DOPO L’INCONTRO CON GLI INVIATI AMERICANI WITKOFF E KUSHNER HA RIBADITO CHE PER LA RUSSIA “È IMPORTANTE CONCLUDERE SECONDO I PARAMETRI STABILITI AD ANCHORAGE”, AL VERTICE DEL 15 AGOSTO IN ALASKA. MA QUALI SONO QUESTI PARAMETRI? DA PARTE AMERICANA, NON SI È MAI CONFERMATO CHE IN QUELL’INCONTRO CI SIA STATO UN ACCORDO SPECIFICO, MA DA ALLORA I RUSSI CONTINUANO A INVOCARE LO “SPIRITO” DI QUEL GIORNO. PER MOSCA L’ACCORDO È CHIUSO: L’UCRAINA DEVE CEDERE TUTTO IL DONBASS, ANCHE LE PARTI ANCORA LIBERE, E NON ROMPERE IL CAZZO MENTRE PUTIN E IL TYCOON AMERICANO SI SPARTISCONO GLI AFFARI...

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I RUSSI AD ABU DHABI CON BUDANOV, LA SPIA CHE VOGLIONO FARE FUORI, E CON IL LORO SOLITO DISCO ROTTO

Estratto dell’articolo di Micol Flammini per “il Foglio”

 

MEME SU KYRILO BUDANOV IN VIAGGIO VERSO ABU DHABI

Un simpatico profilo su Instagram, dedicato al capo dell’intelligence ucraina e ora capo dell’Ufficio della presidenza, Kyrylo Budanov, ha pubblicato un video generato con l’intelligenza artificiale con la spia più famosa dell’Ucraina che atterra ad Abu Dhabi, trasportato da un tappeto volante.

 

Budanov è in giacca e cravatta, come si mostra ultimamente, da quando ha ricevuto l’incarico presso l’Ufficio della presidenza ha abbandonato felpe, pile e mostrine e oggi è la persona che ha più libertà negoziale per Kyiv, dopo il presidente Volodymyr Zelensky. Al di là degli scherzi dei suoi ammiratori, Budanov ieri è davvero arrivato nella città emiratina, dove si tratterrà ancora oggi per un trilaterale con americani e russi.

 

La tappa di Abu Dhabi segue gli incontri a Davos fra i negoziatori ucraini, Zelensky e Donald Trump, e la notte a Mosca, quando i mediatori americani Steve Witkoff, Jared Kushner e Josh Gruenbaum hanno trascorso quattro ore chiusi al Cremlino con Vladimir Putin e i suoi consiglieri.

 

TRILATERALE USA-RUSSIA-UCRAINA AD ABU DHABI

L’incontro si è concluso tardi – per Witkoff era la settima visita in Russia da quando ha iniziato a occuparsi della soluzione del conflitto in Ucraina – dopo aver parlato con Putin per la prima volta da quando il capo del Cremlino ha visionato la proposta di pace ucraina in 20 punti; gli americani sono subito partiti alla volta di Abu Dhabi, seguiti da Kirill Dmitriev, il capo del Fondo sovrano russo che finora ha rappresentato la Russia durante i colloqui.

 

E’ stato Yuri Ushakov a dire come era andato l’incontro al Cremlino, il consigliere per la politica estera di Putin ha parlato con l’agenzia Tass e il suo messaggio è suonato davvero simile a quello rilasciato dopo la precedente visita di Witkoff e Kushner di inizio dicembre, talmente comparabile che sarebbe bastato riproporre alla stampa le stesse parole di un mese e mezzo fa.

 

vladimir putin steve witkoff jared kushner incontro a mosca 22 gennaio 2026

Ushakov [...]  ha detto che il vertice era andato bene, che per la Russia è importante concludere la guerra secondo i parametri stabiliti ad Anchorage, in Alaska, durante il vertice fra Trump e Putin del 15 agosto scorso: la Casa Bianca non ha mai detto che il presidente americano ha aderito alle richieste russe, per Mosca invece l’accordo è chiuso.

 

“La formula di Anchorage”, come la definisce Ushakov, prevede anche che l’Ucraina ceda tutta la zona del Donbas, inclusa la parte della regione di Donetsk che l’esercito russo non è riuscito a conquistare. Per tutti, l’argomento principale ad Abu Dhabi sarà proprio la questione territoriale, dalle quali Mosca non intende fare passi indietro, mentre l’Ucraina è disposta a congelare il conflitto lungo la linea del fronte.

 

vladimir putin donald trump anchorage, alaska foto lapresse

I personaggi presenti all’incontro ad Abu Dhabi sono importanti. Budanov è il capo dell’intelligence che assieme all’agenzia Sbu ha reso possibile molte delle operazioni nel territorio russo: attacchi alle raffinerie di petrolio, a convogli di armi, a navi della flotta ombra, probabilmente anche a sostenitori della guerra, come Daria Dugina.

 

E’ sopravvissuto ad alcuni attentati, è un obiettivo dei russi, proprio come Zelensky. Mosca [...] lo vorrebbe morto, la sua presenza è anche la rappresentazione del fatto che l’Ucraina non si sente vinta. Zelensky ha mandato negli Emirati una squadra composta da esperti militari, di intelligence e di diplomazia.

 

Per la Russia invece sono presenti Dmitriev, che vanta una discreta amicizia con Witkoff e una conoscenza anche con Kushner, con il quale si incontrò per la prima volta nel 2016. Dmitriev non sa nulla della guerra, ma sa come parlare con gli uomini d’affari americani e a ogni incontro non fa altro che sciorinare le possibilità di arricchimento e investimento di cui potrebbero godere Stati Uniti e Russia se la guerra finisse secondo le condizioni volute dal Cremlino.

JARED KUSHNER CON STEVE WITKOFF A DAVOS - FOTO LAPRESSE

 

Agisce e parla come se Kyiv non esistesse, come se non fosse parte in causa: mantenere questa posizione con Budanov è meno semplice. Della delegazione russa fa parte anche Igor Kostjukov, capo dell’intelligence militare Gru, e altri funzionari dell’intelligence e dell’esercito.

 

Gli ucraini si sono messi comodi, sapendo che la guerra dura da troppo, che il Cremlino vorrà sicuramente sfruttare l’inverno e che un cattivo accordo non è negli interessi dell’Ucraina.

 

la stretta di mano tra putin e trump ad anchorage, alaska. foto lapresse

Il compito non è semplice per la delegazione di Kyiv, ha a che fare con la creatività: i negoziatori dovranno trovare un modo per fermare il disco rotto di Mosca che continua a ripetere le stesse condizioni per far finire la guerra, con l’obiettivo di logorare l’Ucraina e la sua leadership fino a quando non sarà nelle condizioni di accettare qualsiasi cosa. Il disco rotto si ripete da quattro anni, gli ucraini cercano un varco per fermarlo.

 

Gli americani hanno offerto a Kyiv soldi e vaghe garanzie di sicurezza ancora non definite, per avere in cambio la cessione del Donbas. Zelensky può accettare soltanto politicamente, ma non può ordinare ai suoi soldati di abbandonare città fondamentali per la difesa del resto del paese, come Kramatorsk o Sloviansk.

 

stiuazione al fronte ucraino al gennaio 2026

La decisione finale spetta agli ucraini, la previsione è che boccerebbero la proposta: ognuno ha vittime in famiglia, la guerra ha toccato tutti, le persone si chiedono per cosa hanno combattuto se alla fine devono regalare territori a Mosca. Il compito dei negoziatori ad Abu Dhabi è trovare un compromesso, che Putin continua a rifiutare, come un disco rotto.

 

PUTIN STA IMBROGLIANDO TRUMP

Estratto dell’articolo di Tommaso a. De filippo per “Italia Oggi”

 

yuri ushakov, steve witkoff, kirill dmitriev, jared kushner, josh gruenbaum incontro a mosca 22 gennaio 2026

La Russia non ha modificato gli obiettivi militari e politici che intende raggiungere nel conflitto in l’Ucraina e, al tavolo delle trattative con gli Stati Uniti, altro non fa che fingere disponibilità al dialogo o al compromesso per allungare la durata dei negoziati. È una tattica non nuova quella usata dai funzionari del Cremlino, che di inganno e bugia fanno storicamente il proprio marchio di fabbrica.

 

Mosca intende assoggettare al suo controllo l’intera Ucraina, tramite l’uso della forza o sfruttando la diplomazia, per poi espandere la sfera di influenza sul resto del continente europeo.

 

Quest’obiettivo, dalle radici decennali, non è cambiato, piuttosto si è rafforzato a seguito del distacco politico che sta maturando tra Stati Uniti ed Unione Europea, dopo il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca.

 

attacco russo a kiev - 27 dicembre 2025

Al Cremlino ritengono che gli americani non siano disposti ad agire militarmente in difesa né degli ucraini, né degli europei, nel caso questi subissero un attacco. Inoltre, non percepiscono il desiderio degli Stati Uniti, come di qualsiasi altro attore geopolitico, di intavolare trattative per porre fine ad una guerra come una disponibilità al dialogo da apprezzare. Per i russi, chi privilegia la diplomazia ai combattimenti non è in grado di condurre un conflitto o comunque si predispone al dialogo per paura di dover affrontare il nemico militarmente.

 

Questa convinzione spinge Mosca ad aumentare il livello della minaccia verso gli avversari quanto più essi si mostrano deboli o accomodanti nei suoi riguardi. In questi mesi di trattative con le delegazioni di Ucraina e Stati Uniti, i funzionari russi hanno sempre declamato disponibilità a concludere la guerra con metodi pacifici, elogiando gli sforzi diplomatici dei mediatori.

 

attacco russo a kiev 10 ottobre 2025 1

[...] Al Cremlino si ritiene che minacciare ed incutere terrore nell’opinione pubblica avversaria aumenti le possibilità di raggiungere gli obiettivi della cosiddetta Operazione militare speciale per via politica. Una speranza coltivata pure in virtù dell’inefficacia delle manovre sul campo di battaglia.

 

Nonostante retorica e propaganda sulle capacità di quel che sarebbe il secondo esercito più potente al mondo, appena il 19 percento del territorio ucraino è sotto controllo russo.

Una percentuale risibile, a fronte di oltre 1 milione e mezzo di perdite subite tra soldati morti o feriti gravemente.

 

attacco russo a kiev 10 ottobre 2025 2

Vladimir Putin cerca di ingannare Trump per spingerlo ad abbandonare Europa ed Ucraina, al fine di perseguire il piano imperiale russo con più margine di manovra. Se non riceverà una reazione basata su fermezza e non disponibilità a cedere ad alcuna delle sue pretese, la fine della guerra resterà mera illusione.