FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI,…
QUALCHE RAGIONE PER ESSERE INCAZZATI CON L’ITALIA, GLI AMERICANI CE L’HANNO. E RIGUARDA LA NOSTRA SICUREZZA NAZIONALE – IL CLAMOROSO CASO DEGLI SCANNER DEL COLOSSO CINESE "NUCTECH" ACQUISTATI DALL’AGENZIA DELLE DOGANE E DEI MONOPOLI NONOSTANTE FOSSERO DI QUALITÀ INFERIORE E NON CORRISPONDESSERO PIENAMENTE ALLE RICHIESTE – È LA CRONACA DI UN SUICIDIO ALL’ITALIANA: PRIMA "NUCTECH", SU CUI L'EUROPA INDAGA DA ANNI, VIENE ESCLUSA DAL BANDO, POI FA RICORSO AL TAR, VINCENDOLO. A QUEL PUNTO L’AGENZIA DELLE DOGANE, INVECE DI RISPONDERE ALLE CONTESTAZIONI, CEDE E NON IMPUGNA LA SENTENZA – GLI AMERICANI CHE C’ENTRANO? LA CONCORRENTE DIRETTA (CHE AVEVA VINTO LA PRIMA ASSEGNAZIONE) È LA STATUNITENSE "RAPISCAN" – L’INCHIESTA DEL “FOGLIO”, I RISCHI PER L'ITALIA E IL VIZIETTO DEI CINESI PER LE FRODI DOGANALI...
GLI SCANNER DELLA DISCORDIA FRA TRUMP E MELONI
Estratto dell’articolo di Luciano Capone e Giulia Pompili per “il Foglio”
giorgia meloni e donald trump al vertice nato di ankara - foto lapresse
Al di là delle accuse via social e dei meme, c’è un aspetto molto concreto nel risentimento del presidente americano Donald Trump nei confronti della presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Secondo due fonti americane consultate dal Foglio e a conoscenza del dossier, l’Amministrazione accusa Palazzo Chigi di arrendevolezza su alcune questioni di sicurezza nazionale, che poi riguardano anche la sicurezza dei sistemi Nato e del commercio internazionale.
E c’è un dossier in particolare, del quale da sei anni si occupano gli emissari della Casa Bianca in Italia: gli scanner del colosso cinese Nuctech presenti nelle dogane italiane.
Al centro della storia ricostruita per la prima volta dal Foglio c’è infatti l’Agenzia delle dogane e dei monopoli, una gara d’appalto per l’acquisto di cinque scanner backscatter – una tecnologia cruciale per rilevare materiali nascosti dentro container o veicoli che passano la dogana – e l’ostinazione con cui, per qualche ragione, è stato favorito il colosso cinese rispetto ai competitor.
incontro tra roberto alesse e l amministrazione delle dogane cinesi
I fatti […] si svolgono nell’estate e nell’autunno del 2021. Due anni prima era stata aperta una gara per l’acquisto di cinque scanner con tecnologia backscatter […]. L’allora direttore generale delle Dogane, Marcello Minenna, nominato nel 2020 su indicazione del M5s, ritiene che per una tecnologia così sensibile nei criteri di gara non si possa dare priorità solo al parametro economico – cioè a quello che costa meno – e quindi il bando viene revocato.
Ne nasce una procedura negoziata e un acquisto “di urgenza”: il team tecnico-legale dell’Agenzia si mette in moto per garantire valutazioni più concrete sulla sicurezza e procedere direttamente all’acquisizione.
A partecipare alla nuova gara sono il colosso degli scanner americano Rapiscan, con sede a Billerica, in Massachusetts, e la cinese Nuctech. Entrambi propongono all’Agenzia delle dogane visite sul posto per parlare degli scanner, ma a Macao nessuno può andare per via della politica Zero Covid imposta da Pechino.
La scelta, dal punto di vista puramente tecnico e di sicurezza, è però abbastanza facile: “Gli scanner proposti dai cinesi erano oggettivamente di qualità tecnica inferiore e poco sicuri”, dice al Foglio una fonte che ha partecipato all’analisi tecnica.
“Il sistema funziona così: l’operatore nel camioncino non vede l’immagine reale registrata dal backscatter, ma un’immagine stock che il computer associa a quello che crede di vedere dentro il container. Faccio un esempio: se dentro ci sono droni, ma il software è impostato in modo che a quell’immagine corrisponda una foto stock di banane, l’operatore che ha davanti un container pieno di droni vedrà solo banane”.
Del resto, i dubbi su Nuctech circolavano da tempo. Già nel dicembre 2020 il dipartimento del Commercio americano aveva inserito Nuctech nella lista nera del Bureau of Industry and Security per motivi di sicurezza nazionale, mentre il Canada annullava un contratto da 6,8 milioni di dollari con l’azienda.
Anche in Europa i dubbi non sono nuovi: un articolo del New York Times di due giorni fa scrive che l’Ue “sta indagando se il sostegno governativo” a Nuctech “abbia garantito alle imprese cinesi un vantaggio competitivo sleale”, e che l’esito dello scontro “potrebbe influenzare il futuro delle relazioni tra Cina e Ue”.
I sospetti internazionali in parte influiscono sulla decisione dell’Agenzia delle Dogane italiana, che nell’estate di cinque anni fa assegna la fornitura dei cinque scanner mobili a Rapiscan. Il mese successivo però Nuctech, rimasto escluso dalla procedura, presenta ricorso al Tar del Lazio, che concede la sospensiva cautelare inaudita altera parte – prima ancora, cioè, di sentire le ragioni dell’amministrazione. Ed è in quel momento che la vicenda prende una direzione sorprendente.
L’Agenzia delle Dogane inizia a raccogliere materiale per dimostrare che l’esclusione dalla gara è valida. Nel suo ricorso, Nuctech menziona una decisione di acquisizione di scanner cinesi da parte delle Dogane della Danimarca.
Solo che le dogane danesi, contattate dal team tecnico-legale italiano, riferiscono che inizialmente la gara era sì stata vinta dai cinesi, ma poi era stata revocata, perché dal punto di vista della sicurezza gli scanner cinesi non erano equivalenti a quelli americani.
Una prova, insomma, che sembrava smontare l’argomento centrale del ricorso. Contattata dal Foglio, la Toldstyrelsen (la Danish Customs Agency) conferma di aver inviato all’Agenzia delle Dogane italiana una lettera in cui spiegava le ragioni per cui Nuctech era stata poi esclusa dalla gara, ma di non poterla condividere con i media per ragioni di sicurezza.
SCANNER CINESE DI NUCTECH CONSEGNATO DALL ITALIA A CIPRO PER FOOD FOR GAZA
E così si potrebbe pensare che l’Agenzia delle Dogane abbia usato quelle informazioni per difendersi, invece succede il contrario. Il 23 settembre 2021, cioè il giorno successivo all’udienza cautelare, l’avvocato Alessandro Canali, il dirigente della direzione generale delle dogane che stava preparando le difese per l’amministrazione, viene rimosso dal proprio incarico, senza preavviso.
Il 3 marzo del 2022 esce la sentenza del Tar, che accoglie la domanda della società cinese: tra i motivi dell’accoglimento viene citata la gara che Nuctech si era aggiudicata in Danimarca – senza alcuna menzione della sua successiva esclusione.
Evidentemente i giudici non erano stati messi a conoscenza dei problemi rilevati dalle dogane danesi, e che l’Agenzia delle Dogane italiana non aveva depositato in giudizio quella documentazione.
La stessa Agenzia decide di non impugnare la sentenza.
Ma oltre al danno arriva la beffa, perché al momento della consegna degli scanner Nuctech a Livorno, nel maggio 2025, si scopre che le apparecchiature mancano di un elemento considerato imprescindibile dal bando di gara: una finestrella che avrebbe dovuto permettere all’operatore interno di vedere l’esterno. Un problema che avrebbe dovuto imporre la restituzione degli scanner al fornitore, e che invece non impedisce che vengano comunque collaudati, installati e pagati.
Mentre il contenzioso Rapiscan-Nuctech si consumava nelle aule del Tar, però, i rapporti tra Adm e i rappresentanti istituzionali cinesi proseguivano su altri tavoli. Tanto che il 26 giugno del 2023 il nuovo direttore dell’Agenzia delle Dogane, Roberto Alesse, riceve a piazza Mastai la delegazione dell’Amministrazione generale delle Dogane della Repubblica popolare cinese e il ministro Yu Jianhua, per “rilanciare i programmi di collaborazione doganale reciproca”.
Nel frattempo però quegli scanner sono sempre più un problema, e sembra quasi che l’Agenzia abbia bisogno di impiegarli in modo diverso.
Il 9 luglio del 2024, nell’ambito dell’iniziativa del governo italiano “Food for Gaza”, si svolge a Larnaca, a Cipro, la cerimonia di consegna alle autorità doganali cipriote di uno scanner “di ultima generazione” destinato ad agevolare il transito degli aiuti umanitari verso Gaza. Le immagini diffuse dall’Agenzia mostrano chiaramente […] il marchio Nuctech accanto al logo dell’iniziativa “Food for Gaza”.
[…]
PORTI, MERCI E FRODI FISCALI: COME LA CINA DOMINA L’EUROPA
Estratto dell’articolo di Milena Gabanelli e Francesco Tortora per “Dataroom – Corriere della Sera” – articolo del 25 marzo 2026
[…] Nel 2025 le importazioni Ue dalla Cina hanno registrato un ulteriore aumento contribuendo a un nuovo record del deficit commerciale europeo nei confronti di Pechino stimato intorno ai 360 miliardi di euro, più 18% rispetto al 2024. Anche grazie ai dazi imposti da Trump negli Usa, l’Europa è diventata il mercato di sbocco dell’eccesso di export cinese.
La quasi totalità di questi prodotti viaggia via nave su portacontainer. La Cina, attraverso le compagnie statali COSCO e China Merchants Group, possiede la più grande flotta mercantile al mondo: circa 1.900 navi che partono dagli immensi porti di Shanghai o Shenzhen per approdare in ogni dove percorrendo la «Via della seta marittima».
CAMION PASSANO AI RAGGI X DI NUCTECH
Un sistema globale di infrastrutture e collegamenti che garantisce il coordinamento dei flussi commerciali, e include anche il controllo di 129 terminal distribuiti nei porti di arrivo in 60 Paesi. In Europa Pechino ha un piede dentro a tutti i porti più trafficati. Eppure, investire in un terminal non è sempre un’attività particolarmente redditizia. E allora qual è il tornaconto?
[…] In questi volumi si insidia il fenomeno, sempre più invasivo, delle frodi doganali: troppo spesso gli spedizionieri dichiarano un valore della merce, sul quale si pagano i dazi e l’Iva, inferiore a quello reale. E se il terminal è gestito dall’esportatore diventa più facile truccare le carte.
Certo, dopo lo sdoganamento ci sono le ispezioni, ma in media non superano il 2% del totale . La Procura europea, con l’indagine «Calypso», lo scorso giugno, ha sequestrato al Pireo 2.435 container, carichi principalmente di biciclette elettriche, prodotti tessili e calzature.
L’attività criminale, in atto da almeno 8 anni, ha portato all’arresto di 10 persone, inclusi due funzionari doganali, e ha coinvolto 14 Paesi Ue, Italia compresa, causando una perdita di almeno 350 milioni di euro in dazi e 450 milioni di Iva.
«Il meccanismo è sempre lo stesso – spiega a Dataroom Fabio Botto, da 20 anni all’antifrode doganale – gli importatori dichiarano solo una parte della merce sulla quale devono pagare i dazi e che può arrivare fino al 70% in meno rispetto al valore reale; in più utilizzano in modo fraudolento il regime doganale che consente di non pagare l’Iva in dogana perché la merce è destinata ad un altro Stato membro.
Così facendo realizzano un’evasione totale dell’Iva, che si aggiunge al minor dazio pagato». Secondo l’investigatore, nel porto del Pireo, dove le autorità doganali locali faticano a gestire l’enorme aumento dei flussi dalla Cina, le frodi si sono impennate. Complessivamente il danno economico ai danni della cassa Ue e dei singoli Stati membri è gigantesco (Corte dei conti Europea relazione speciale n. 8/2025 ndr), e sta generando il devastante impatto legato alla concorrenza sleale.
E poi c’è il pericolo che riguarda la raccolta dati sul traffico. I terminal di Amsterdam, Gdynia, Le Havre e Rotterdam si trovano in prossimità di porti militari utilizzati dalla Nato. Il governo cinese potrebbe sfruttarli per monitorare il passaggio di truppe o il trasferimento di forniture all’Ucraina.
Un sospetto fondato poiché in sette porti europei (Anversa, Barcellona, Brema, Amburgo, Sines, Riga e Rotterdam) è in uso LOGINK, una piattaforma di gestione del traffico portuale amministrata dal Ministero dei Trasporti cinese. Significa che informazioni su merci, container, rotte navali e persone coinvolte potrebbero essere utilizzate per influenzare le operazioni portuali o sostenere interessi strategici di Pechino. Secondo il Parlamento europeo questi terminal presentano un potenziale dual-use, civile e militare, e potrebbero, in teoria, supportare la marina militare cinese. […]
In questa direzione si inserisce anche il lancio dell’Autorità doganale europea (EUCA), la cui sede centrale sarà a Lille, in Francia. Con la nuova agenzia la gestione dei dati doganali sarà centralizzata e i codici uniformati. L’obiettivo è quello di favorire controlli più efficaci per contrastare le frodi e proteggere il Mercato unico.
nuctech scanner container
nuctech scanner camion
marcello minenna giuseppe conte
scanner nuctech
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