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STATE BONI, ANZI BONIFAZI – IL TESORIERE PD MOSTRA I MUSCOLI E MINACCIA QUERELE CONTRO CHI HA APPESO STRISCIONI SOTTO IL SUO STUDIO – SONO I TRUFFATI DELL’ETRURIA CONTRARI ALLA PARTECIPAZIONE DEL DEPUTATO RENZIANO NELLA COMMISSIONE SULLE BANCHE – CON LUI LAVORA EMANUELE BOSCHI, FRATELLO DI MARIA ELENA E FIGLIO DI PIERLUIGI, NON PROPRIO UN PASSANTE NELL’ISTITUTO ARETINO
Marco Gasperetti per il Corriere della Sera
«Li querelo, ecco che cosa faccio appena torno a Firenze». A parlare è l' avvocato Francesco Bonifazi, tesoriere del Pd, deputato e fedelissimo da sempre di Matteo Renzi. Con chi ce l' ha Bonifazi?
Con alcuni responsabili dell' Associazione vittime del decreto Salvabanche che nella notte hanno appeso alcuni striscioni nel palazzo del suo studio fiorentino. Il motivo della protesta è la nomina di Bonifazi a membro della commissione d' inchiesta sulle banche. Cosa che, secondo i protagonisti del blitz, costituirebbe un oltraggio perché il tesoriere del Pd, come dice la presidente dell' associazione Letizia Giorgianni, «è stretto amico di Maria Elena Boschi e, addirittura, socio in affari del fratello, Emanuele Boschi, figlio dell' ex vicepresidente di Banca Etruria, Pier Luigi Boschi».
Emanuele Boschi è da tempo tra i partner dello studio legale e tributario fondato da Bonifazi. «E allora? Sì, lavora con me, tutto è trasparente, basta guardare nel sito», commenta Bonifazi. Ed effettivamente, cercando su Google lo studio Bl, saltano fuori immediatamente i tre nomi dei soci: Francesco Bonifazi, Federico Lovadina ed Emanuele Boschi.
Bonifazi non ha spiegato quale sarà il contenuto della querela, ma sembra che siano state alcune frasi scritte sugli striscioni a farlo arrabbiare. Tra queste «Il giglio magico in commissione inchiesta banche! Vergogna!!!» e soprattutto «Babbo, amico, fratello Etruria al macello». I manifestanti però non fanno un passo indietro.
«Mentre il sistema bancario va a rotoli continuando a distruggere intere famiglie, il Pd arruola in commissione i fedelissimi di Matteo Renzi e Maria Elena Boschi - denuncia Letizia Giorgianni - e allora forse sarebbe stato meglio nominare nella commissione Maria Elena Boschi, o magari il padre, Pier Luigi Boschi, vicepresidente di Banca Etruria, entrato e uscito dall' inchiesta, ma di sicuro multato da Consob per accertate violazioni commesse nell' istituto popolare».
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