starmer keir

QUANTO PUÒ SOPRAVVIVERE KEIR STARMER? IL GOVERNO INGLESE CONTINUA A PERDERE PEZZI: IERI DOPO LE DIMISSIONI DEL CAPO DELLO STAFF, MORGAN MCSWEENEY, SONO ARRIVATE QUELLE DEL RESPONSABILE DELLA COMUNICAZIONE DEL PREMIER, TIM ALLAN E, A FINE GIORNATA, TUTTI SI ATTENDEVANO CHE IL PRIMO MINISTRO AVREBBE FATTO UN PASSO INDIETRO – ALLA FINE HA INCASSATO IL SOSTEGNO DEL GRUPPO PARLAMENTARE MA NONOSTANTE L’APPARENTE STABILITÀ, TUTTI SANNO CHE È UN “DEAD MAN WALKING” – LA MAZZATA FINALE PROBABILMENTE ARRIVERÀ CON LE SUPPLETIVE E LE AMMINISTRATIVE IN CUI STARMER PRENDERÀ SCHIAFFI DA FARAGE…

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Estratto dell’articolo di Luigi Ippolito per il “Corriere della Sera”

 

peter mandelson keir starmer

Esecuzione rimandata: il primo ministro britannico, Sir Keir Starmer, resta un dead man walking , un morto che cammina, ma per il momento (settimane? giorni?) rimane insediato a Downing Street.

 

È il risultato di una giornata convulsa […] Non era neppure mezzogiorno quando il responsabile della comunicazione del premier, Tim Allan, in carica solo da pochi mesi, annunciava le dimissioni: un’uscita che seguiva neppure di 24 ore quella del potentissimo capo dello staff, quel Morgan McSweeney che era il vero artefice, fin dall’inizio, del «progetto Starmer».

 

Tim Allan

La sensazione era che il terreno si stesse inesorabilmente sgretolando sotto i piedi del primo ministro: la conseguenza finale dello scandalo Epstein-Mandelson, che ha investito in pieno Starmer, messo sulla graticola per aver nominato ambasciatore a Washington quel Lord Mandelson che era risultato intimo confidente del finanziere pedofilo americano.

 

[…] a sollevare il velo è stato il leader dei laburisti scozzesi, Anas Sarwar, che in una conferenza stampa da Glasgow proclamava che «la distrazione deve finire» e che «c’è bisogno di un cambio di leadership a Downing Street». Una esplicita e pesante richiesta di dimissioni indirizzata al premier.

KEIR STARMER

 

Ma passavano solo pochi minuti e sui social partiva un coro di sostegno a Starmer da parte dei più importanti esponenti del governo e del partito […]

 

Il leader scozzese era uscito allo scoperto con un occhio ai sondaggi locali, dove il Labour è schiacciato nella tenaglia fra i nazionalisti di sinistra e la destra populista di Nigel Farage; ma i potenziali congiurati a Westminster, chi per un motivo chi per un altro, hanno ritenuto prematuro affondare la lama […]

 

Così Starmer ha salvato la pelle: e la conferma la si è avuta in serata, quando il premier ha affrontato il suo gruppo parlamentare in una sala riservata a Westminster.

 

Al suo arrivo è stato accolto da una «standing ovation» e durante la riunione si udivano a intervalli partire salve di applausi.

 

Morgan McSweeney

Tutto ciò non vuol dire però che la situazione sia stabilizzata, anzi: l’autorità di Starmer è crollata e lui ormai non è più in grado di governare, ma solo di trascinarsi avanti.

 

Fino a quando può sopravvivere? Un primo test sarà una importante suppletiva il 26 febbraio, che potrebbe essere vinta dal partito di Farage; poi ci sono le amministrative del 7 maggio, dove per il Labour si prospetta un bagno di sangue.

 

Pochi si aspettano che il premier possa continuare a cavarsela: tanto che gli allibratori inglesi hanno sospeso le scommesse sulla sua uscita di scena, poiché si vince troppo facilmente.

 

Ma c’è un’altra possibilità: e cioè che sia Starmer stesso a decidere di gettare la spugna, magari già in settimana.

 

KEIR STARMER CON LA MIMETICA

Lui ormai è consapevole di essere giunto al capolinea e non ha mai vissuto la politica o il governo come una passione, semmai come un servizio al Paese: e da onest’uomo qual è, si dovrà rendere conto di non essere più utile. Forse lo frena il timore di destabilizzare tutto: ieri i mercati hanno reagito nervosamente, con tensioni sulla sterlina e sui titoli di Stato, rientrate solo quando le acque si sono calmate. Ma da ieri sera, Starmer è più che mai solo con la sua coscienza.

Morgan McSweeney