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QUESTA VOLTA HA RAGIONE ELLY SCHLEIN: LA SOSPENSINOE DI SCHENGEN È UN CLAMOROSO BOOMERANG PER GIORGIA MELONI – POTREBBERO TORNARE IN ITALIA PIÙ DI 10MILA RIFUGIATI: LE RICHIESTE DI TRASFERIMENTO REGISTRATE NEL 2025 SONO 24MILA. DI QUESTE, 14MILA SONO CONSIDERATE AZZERATE IN VIRTÙ DI UN PATTO CON GERMANIA E FRANCIA. MA NE RESTANO PENDENTI ALTRE 10MILA, E I PAESI CON PIÙ RICHIESTE SONO QUELLI CHE IN QUESTE ORE HANNO ANNUNCIATO I TRASFERIMENTI: SVIZZERA (3.612), AUSTRIA (644), FINLANDIA (520) E SVEZIA. POI C’È IL BELGIO, CHE POTREBBE SEGUIRE A BREVE – SPAGNA E FRANCIA PER ORA NON SPEDIRANNO NESSUN RIFUGIATO IN ITALIA

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SCHLEIN, SOSPENDERE SCHENGEN BOOMERANG CLAMOROSO PER MELONI

GIORGIA MELONI CON DUE RAGAZZI DI COLORE - FOTO LAPRESSE

(ANSA) - "È clamoroso il boomerang della trovata propagandistica di Giorgia Meloni di sospendere Schengen contro la Spagna. E così appena dopo la Germania, l'Austria e la Svizzera, anche la Finlandia e la Svezia dichiarano che ricominciano a rimandare in Italia i migranti entrati in Europa dal nostro paese". Lo dice la segretaria Pd Elly Schlein.

 

"Quando dicevo che su Ceuta Meloni ha creato un precedente pericoloso per l'Europa, ma soprattutto per l'Italia, intendevo esattamente questo. Con l'aggravante che Meloni per la sua cieca ideologia non ha mai portato avanti la più rilevante battaglia da fare a Bruxelles nell'interesse nazionale: quella sulla solidarietà europea, anche sull'accoglienza".

 

IL RISCHIO BEFFA DEL PATTO UE: POTREBBERO TORNARE IN ITALIA OLTRE 10MILA RIFUGIATI

Estratto dell’articolo di Alessandra Ziniti per “la Repubblica”

 

migranti invadono ceuta

Forte dell’accordo siglato a dicembre, insieme alla Grecia, con Francia e Germania, e del ruolo di capofila nel portare al sognato traguardo la stretta europea sui flussi migratori, l’Italia probabilmente pensava di aver chiuso definitivamente la partita dei dublinanti lasciando oltre confine quegli 80.000 migranti a cui negli ultimi tre anni il governo Meloni ha chiuso unilateralmente le porte.

 

E invece, uno dopo l’altro, ognuno alle prese con i problemi di politica interni, i 27 stanno alzando la testa, pronti a riprovare a rimandarci indietro almeno le persone per le quali già nel 2025 l’Italia aveva ricevuto richiesta (ovviamente inevasa).

 

migranti fermati dalla polizia marocchina a fnideq foto lapresse 4

Proprio perché le nuove regole europee entrate in vigore il 12 giugno rendono più immediati i trasferimenti. Ed ecco dunque che, ben prima del previsto, la presunta solidarietà europea sembra pronta ad infrangersi su quel Patto Ue Asilo e migrazione che, oltre ogni facile propaganda, minaccia di rivelarsi un grande boomerang per l’Italia che, in una stagione di flussi assai ridotti, rischia di vedersi arrivare da oltre confine più migranti di quelli che arrivano via mare.

 

Quanti potrebbero realmente essere i dublinanti di ritorno è difficile stimarlo. Potrebbero anche essere 10.000 se si fa riferimento alle oltre 24.000 richieste di trasferimento di dublinanti registrate da Eurostat nel 2025. Di queste, 14.000 (il numero maggiore) provengono da Germania e Francia e dunque, grazie all’accordo siglato dal ministro dell’Interno Piantedosi l’8 dicembre, si intendono azzerate. Ma ne restano pendenti altre 10.000 e i Paesi di provenienza con più richieste sono proprio quelli che si stanno facendo vivi in queste ore: la Svizzera (con 3.612 richieste), l’Austria (644), la Finlandia (520), il Belgio (1.531), qualche altro centinaio sparso negli altri paesi a cominciare dalla Svezia, da sempre destinazione privilegiata di chi sbarca sulle nostre coste.

 

Matteo Piantedosi Giorgia Meloni

Richieste a cui l’Italia è pronta a resistere invocando l’interpretazione proposta dal Viminale per cui, singoli casi a parte, le nuove regole (comprese quelle che facilitano i trasferimenti dei dublinanti) vanno applicate a partire dal 12 giugno. Partendo dal presupposto, puramente teorico e tutto da dimostrare, che le più stringenti procedure accelerate di frontiera ovviamente a carico dei Paesi di primo approdo dovrebbero ridurre al minimo i cosiddetti movimenti secondari [....]

 

Due cose però si possono sicuramente dire: l’Italia è il Paese europeo tenuto a processare il maggior numero di procedure accelerate di frontiera (16.000 nel primo anno) e il periodo di responsabilità sulle richieste di asilo dei migranti che sbarcano passa da 12 a 20 mesi, tranne per coloro portati dalle Ong per i quali l’Italia invoca ora un presunto meccanismo di compensazione non previsto dal Patto.

 

fila di barchini carichi di migranti al molo di lampedusa

Riuscirà effettivamente l’Italia a rimpatriare nel giro di tre mesi, senza consentire loro di uscire dalle zone di frontiera, i migranti provenienti da Paesi sicuri a cui verrà negato l’asilo? Una prima parziale risposta arriverà con il prossimo monitoraggio della Commissione Ue previsto per metà ottobre. [...]

PIANTEDOSI TOMBEUR DE SCHENGEN - VIGNETTA BY ELLEKAPPA MIGRANTI A CEUTA MIGRANTI A CEUTA