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HA RAGIONE ZELENSKY: SULLA PACE IN UCRAINA SIAMO AL “GIORNO DELLA MARMOTTA” – OGGI RICOMINCIANO I NEGOZIATI AD ABU DHABI E IL NODO DA SCIOGLIERE È SEMPRE IL SOLITO: LA CESSIONE DELLA PARTE ANCORA LIBERA DEL DONBASS CHE PUTIN RECLAMA – UNA CONCESSIONE CHE PER ZELENSKY PUÒ ESSERE FATALE: INNANZITUTTO PERCHÉ L’OPINIONE PUBBLICA UCRAINA È CONTRARIA. E POI PERCHÉ CEDERE LE FORTIFICAZIONI DEL DONETSK SCOPRIREBBE IL FIANCO A NUOVE AVANZATE RUSSE IN UNA VASTA PIANURA VERSO DNIPRO E DA LÌ, ODESSA. SAREBBE LA FINE DELL’UCRAINA INDIPENDENTE: IL PAESE PERDEREBBE L’ACCESSO AL MAR NERO E AVREBBE BISOGNO DELL’ASSENSO RUSSO PER L’EXPORT…
AXIOS, IL DONBASS SARÀ AL CENTRO DEL TRILATERALE A ABU DHABI
(ANSA) - Il controllo territoriale nell'Ucraina orientale sarà la questione principale discussa da oggi ad Abu Dhabi nel trilaterale tra Usa, Ucraina e Russia. Lo scrive Axios.
Dopo 4 ore di confronto con Vladimir Putin, gli emissari di Trump Steve Witkoff e Jared Kushner si sono recati da Mosca ad Abu Dhabi. Ci sarà anche il segretario dell'Esercito Usa Dan Driscoll.
Da parte ucraina oltre a Rustem Umerov, a Kyrylo Budanov, al consigliere diplomatico Serhii Kyslytsia, anche il capo di stato maggiore militare ucraino Andrii Hnatov. Con l'inviato di Putin Kirill Dmitriev ci sarà il capo dell'intelligence militare l'ammiraglio Igor Kostyukov
JARED KUSHNER CON STEVE WITKOFF A DAVOS - FOTO LAPRESSE
ZELENSKY, NEGLI EMIRATI LA QUESTIONE CHIAVE DELL'UCRAINA ORIENTALE
(ANSA-AFP) - Ucraini, russi e americani discuteranno negli Emirati la "questione chiave" dei territori orientali dell'Ucraina: lo afferma il presidente ucraino Volodymyr Zelensky mentre a Abu Dhabi comincerà oggi un trilaterale tra gli inviati di Kiev, Mosca e Washington.
IL DONETSK IN CAMBIO DI GARANZIE E SOLDI OGGI L'INCONTRO A TRE NEGLI EMIRATI
Estratto dell’articolo di Federico Fubini per il “Corriere della Sera”
DONBASS - AREA OCCUPATA DAI RUSSI E ZONA CONTESA
[…] Che qualcosa stia accadendo risulta già chiaro dal reticolo degli incontri. Ieri al World Economic Forum, Zelensky è rimasto a colloquio per un’ora con Trump. Nessuno dei due è uscito scuro in volto.
Non c’è stata firma di documenti, ma non c’è stata rottura e Zelensky si è mostrato aperto: «La nostra squadra lavora ogni giorno con quella di Trump. Non è semplice, ma i documenti sono quasi pronti per arrivare alla pace. Siamo all’ultimo miglio, sempre molto difficile, ma oggi è stata una giornata positiva».
Sempre a Davos, martedì, Steve Witkoff e Jared Kushner avevano visto Kirill Dmitriev, il negoziatore di Vladimir Putin.
Ieri mattina i due emissari di Trump erano fra le montagne svizzere, in serata sono arrivati al Cremlino per colloqui con Putin e lo stesso Dmitriev. Witkoff ha detto che non sarebbero rimasti per la notte a Mosca, perché dovevano arrivare ad Abu Dhabi in vista dei primi negoziati dal 2022 che riuniranno da oggi russi e ucraini nello stesso palazzo […].
ZELENSKY SUL FRONTE DEL DONBASS
Nelle borse i negoziatori si portano almeno quattro diversi documenti che dovrebbero costituire […] l’accordo di pace. Il primo è un testo «di cappello all’intero pacchetto», dice al Corriere il premier croato Andrej Plenkovic. Poi le tre parti fondamentali.
La più pericolosa per Zelensky prevede in sostanza la cessione alla Russia della parte del Donbass — la porzione ancora libera del Donetsk — che Putin reclama. Il premier croato Plenkovic spiega che comunque «è importante che de iure il territorio non sia ceduto» perché «dobbiamo lasciare spazio e tempo per rivisitare ciò che è negoziabile» (cioè una finestra per la restituzione quando Putin non ci sarà più).
attacco russo a kiev - 27 dicembre 2025
Questa concessione, per Zelensky, può essere fatale. L’opinione pubblica ucraina è contraria.
E, cedendo le fortificazioni del Donetsk, scoprirebbe il fianco a nuove avanzate russe in una vasta pianura verso Dnipro e da lì, Odessa.
Questa sarebbe la fine dell’Ucraina indipendente, perché il Paese perderebbe l’accesso al Mar Nero e avrebbe bisogno dell’assenso russo per esportare.
Gli Usa offrono due concessioni per fargli affrontare l’enorme rischio. Un documento enumera i dettagli di un piano di finanziamenti pubblici e privati da 800 miliardi di dollari per ricostruire e rilanciare l’Ucraina, guidato dal capo del maxi-fondo Blackrock Larry Fink.
volodymyr zelensky alexander stubb donald trump foto lapresse
Un secondo documento darebbe a Kiev garanzie di sicurezza americane, a sostegno degli europei che manderebbero uomini sul terreno. Zelensky dovrebbe cedere territorio in cambio di denaro e difese occidentali. Ha detto ieri Witkoff: «Sono ottimista, siamo rimasti con una sola questione aperta (il Donetsk, ndr ), ma abbiamo discusso tante versioni, ciò vuol dire che è risolvibile. Zelensky è disponibile».
Gli accordi però non sono chiusi. Il presidente finlandese Alex Stubb informa che esiste anche un documento sulla «sequenza»: l’Ucraina dovrebbe cedere il Donetsk; tuttavia, il piano di ricostruzione da 800 miliardi è per ora è solo sulla carta; i fondi non ci sono. Né è chiaro che Putin accetti garanzie di sicurezza che prevedono soldati Nato in Ucraina. […]
Donald Trump e Alexander Stubb alla Casa Bianca
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