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SULL'UCRAINA, C'È UN'ALTRA MAGGIORANZA - UN GRUPPO DI PARLAMENTARI RIFORMISTI DEL PD, INSIEME A CALENDA, SI È ALZATO IN PIEDI PER APPLAUDIRE GIORGIA MELONI, INTERVENUTA NELL’AULA DEL SENATO PER LE COMUNICAZIONI IN VISTA DEL CONSIGLIO EUROPEO - GIORGIA MELONI HA RIBADITO IL SOSTEGNO INCONDIZIONATO A KIEV ED È STATA OMAGGIATA DAI SENATORI DEM FILIPPO SENSI, WALTER VERINI E GRAZIANO DELRIO, DALLA PRODIANA SANDRA ZAMPA E DALL'INDIPENDENTE PIERFERDINANDO CASINI - IMBARAZZO DA PARTE DI AVS E SOPRATTUTTO DEL M5S, CHE INSIEME AI VECCHI ARNESI DEM (QUOTA PCI), NOSTALGICI DELLA RUSSIA SOVIETICA, È SEMPRE INDULGENTE CON PUTIN...

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Estratto dall’articolo di Adriana Logroscino per il “Corriere della Sera” 

 

giorgia meloni con i ministri al senato foto lapresse

È quando Giorgia Meloni nell’aula del Senato, durante le comunicazioni in vista del Consiglio europeo, approccia il tema dell’Ucraina, premettendo il «rispetto» e la «comprensione» per il «dibattito acceso anche dentro gli schieramenti», che succede l’impensabile. Un pezzo del Pd, oltre a Carlo Calenda di Azione, si unisce all’applauso della maggioranza. 

 

Sono i senatori riformisti Filippo Sensi, Walter Verini, Graziano Delrio - che farà anche un intervento riconoscendosi nelle parole della premier sul tema - Sandra Zampa oltre all’indipendente Pier Ferdinando Casini a battere le mani. 

giorgia meloni al senato foto lapresse

 

Nel gelo del resto del centrosinistra, da Avs a M5S. «Proprio perché italiani e orgogliosamente europei, - dice dagli scranni dell'opposizione Delrio - stiamo con l'Ucraina non perché ci conviene ma perché pensiamo che la politica sia appunto non solo difendere gli interessi di sé stessi, della propria economia ma perché c'è un quadro di valori, di principi che sono fondanti di questa Unione europea e su cui abbiamo costruito un sogno di pace e di convivenza».

 

graziano delrio

«Il Consiglio Europeo vedrà in apertura, il confronto con il presidente Zelensky - dice Meloni -. Intanto, la Russia ha avviato la sua nuova campagna d’autunno contro l’Ucraina. Incapace di avanzare sul fronte, Mosca ha iniziato a colpire sempre più duramente la popolazione civile: centrali elettriche, condomini, ospedali, persino gli autobus che portano le persone al lavoro, come nell’orrenda strage di Kramatorsk» [...].

 

«Per come la vedo io, il sostegno all’Ucraina non è l’alternativa alla pace: è ciò che la rende possibile». E l’applauso si fa scrosciante e largo. «Se l’aggressore può puntare alla resa dell’avversario, che bisogno ha di negoziare? Solo che la resa non è pace, è conquista». [...]

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