gavin newsom kamala harris

TAFAZZISMO DEM A STELLE E STRISCE - RIUSCIRANNO I DEMOCRATICI AMERICANI NELLA IMPRESA SUICIDA DI PERDERE IL CONTROLLO DELLA CALIFORNIA? IL PARADOSSO E’ CHE NEL MOMENTO IN CUI SPERANO DI STRAPPARE IL CONGRESSO A TRUMP (E DOMANI LA CASA BIANCA), RISCHIANO DI CEDERE LO STATO PIU’ VASTO, RICCO E POPOLOSO DEL PAESE – SI ATTENDEVA UNA DISCESA IN CAMPO DI KAMALA HARRIS (CHE SI E’ SFILATA): OGGI LE PRIMARIE IN CALIFORNIA PER NOMINARE I DUE SFIDANTI CHE A NOVEMBRE SI CONTENDERANNO IL POSTO DEL GOVERNATORE GAVIN NEWSOM, ORMAI LANCIATO VERSO LA CAMPAGNA PRESIDENZIALE DEL 2028. LA SFIDA SARA’ TRA I DUE CHE OGGI PRENDERANNO PIÙ VOTI, A PRESCINDERE DAL PARTITO. IL RISCHIO E’ DI TROVARSI DUE REPUBBLICANI….

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Marco Bardazzi per “il Foglio” - Estratti

gavin newsom

 

Riusciranno i democratici americani nella straordinaria impresa suicida di perdere il controllo dello stato più vasto, ricco e popoloso del paese, la California, per affidarlo a Donald Trump proprio nel momento in cui sperano di strappargli il Congresso e domani, chissà, anche la Casa Bianca? 

 

L’ l’interrogativo con cui l’America si confronta oggi, in un martedì elettorale che ha sul menu, come piatto principale, le primarie in California per nominare i due sfidanti che a novembre si contenderanno il posto del governatore Gavin Newsom, ormai lanciato verso la campagna presidenziale del 2028.

 

gavin newsom nancy pelosi

Newsom non può essere rieletto e ha altre ambizioni, ma alle sue spalle, tra i democratici, non è emerso nessuno nell’ultimo anno che abbia la sua statura e visibilità.

 

Si attendeva una discesa in campo dell’ex vicepresidente Kamala Harris, la candidata ideale alla successione di Newsom, ma l’ex sfidante di Trump si è sfilata, probabilmente per tenere aperta la porta a un altro tentativo presidenziale nel 2028.

 

L’alternativa possibile era sembrato il senatore Alex Padilla, una figura popolare e con una forte connotazione anti Trump, ma anche lui ha declinato. Sono stati sondati vari altri esponenti del partito, ma nessuno di quelli con il maggior potenziale si è detto disponibile. Alla fine i democratici avevano puntato sul deputato Eric Swalwell, che sembrava avere tutti i numeri per farcela. Ma un mese fa è stato costretto a rinunciare alla corsa per uno scandalo sessuale. 

 

gavin newsom nancy pelosi

Il risultato è che oggi i californiani alle urne troveranno una scheda con due repubblicani e sessanta candidati democratici o indipendenti, quasi tutti nomi sconosciuti, alcuni assolutamente bizzarri: tra questi, un tizio che si chiama Barack D. Obama Shaw, qualche sceriffo di contee sperdute, un chiropratico. Uno di loro a novembre diventerà il governatore incaricato di guidare uno stato con un pil da 4,2 trilioni di dollari, che da solo rappresenta la quinta potenza mondiale dopo il Giappone. 

 

Il problema per i democratici, oltre all’assenza di un candidato forte, è il singolare sistema elettorale delle primarie in California. Qui vincono e si sfidano a novembre i due candidati che oggi prenderanno più voti, a prescindere dal partito, a differenza del resto dell’America dove ci sono primarie separate per repubblicani e democratici.

 

Se uno dei due è un democratico, ha praticamente la vittoria in tasca vista la maggioranza di elettori democratici a novembre. Se sono due democratici – è successo spesso – se la giocano nelle elezioni generali.

gavin newsom jennifer siebel kamala harris

 

Ma stavolta, vista la frammentazione estrema dei democratici, potrebbero anche spuntare due repubblicani e riportare quindi la California sotto il controllo del partito di Trump, quindici anni dopo la fine dei due mandati di Arnold Schwarzenegger, l’ultimo governatore dei repubblicani. [...]

 

I repubblicani hanno candidato Chad Bianco, sceriffo della contea di Riverside, e soprattutto un personaggio insolito, l’inglese Steve Hilton, oggi commentatore di Fox News trapiantato in California dopo essere stato in passato lo stratega (scalzo) di David Cameron a Downing Street. Hilton è un trumpiano di ferro e questo potrebbe, paradossalmente, costargli caro. 

 

 

gavin newsom a davos 3

[...] Ora tutto dipende dalla capacità di uno dei sessanta democratici di arrivare tra i primi due e restituire quindi al partito di Newsom la possibilità di vincere a novembre.

 

I più quotati, secondo i sondaggi, sono Xavier Becerra, figlio di immigrati messicani, uno dei pochi politici noti rimasti in corsa, ex ministro della Sanità nell’Amministrazione Biden; Matt Mahan, sindaco di San Jose; e Tom Steyer, un miliardario filantropo e attivista ambientale, già protagonista di una fallimentare campagna presidenziale nel 2020.