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“IN CASO DI SCONFITTA ALLE MIDTERM TRUMP INVALIDERÀ IL VOTO, SI RISCHIA UN COLPO DI STATO” - IL POLITOLOGO ROBERT KAGAN: “I REPUBBLICANI? SONO IL PARTITO DELLA DITTATURA. SONO DISPOSTI A MANTENERE IL POTERE CON QUALSIASI MEZZO, E TRUMP GUIDERÀ LA STRADA. FARANNO TUTTO IL POSSIBILE PER IMPEDIRE AI DEMOCRATICI DI PRENDERE LA MAGGIORANZA ALLA CAMERA E AL SENATO. PER TRUMP TUTTO SI RIDUCE A MANTENERE IL POTERE IN OGNI MODO CONCEPIBILE. PERCIÒ SE LE ELEZIONI LO SFIDANO, FARÀ QUALCOSA PER IMPEDIRE CHE ABBIANO SUCCESSO NELL’INDEBOLIRLO - LA SUA GRANDE PAURA È…”
Paolo Mastrolilli per repubblica.it - Estratti
Fa impressione sentire un repubblicano che parla così dei repubblicani: «Ho iniziato a considerare il Gop come il partito della dittatura. Sono disposti a mantenere il potere con qualsiasi mezzo, e Trump guiderà la strada». Il problema è che Robert Kagan, già leader dei neocon durante l’amministrazione Bush, non si ferma qui: «Non escludo che cerchino di invalidare le elezioni, se a novembre perdessero le midterm. A quel punto saremmo già in uno scenario da colpo di Stato».
Perché ieri sera il presidente ha tenuto un discorso alla nazione?
«Stabilire un motivo per dichiarare che c’è stata la manipolazione delle elezioni di metà mandato, anche internazionale, per gasare i suoi sostenitori e impedire la conquista della Camera da parte dei democratici.
E questo è il minimo. Vuole mettere in dubbio l’affidabilità del processo di voto elettronico americano. Nel peggiore dei casi, però, stava facendo la prova generale di quanto accadrà a novembre, denunciando interferenze straniere per manipolare il risultato e la partecipazione di illegali. Trump e l’amministrazione faranno tutto il possibile per impedire ai democratici di prendere la maggioranza alla Camera, e ancor meno al Senato».
Teme di perdere e si prepara a contestare il voto?
«Sì, assolutamente corretto».
Perché queste midterm sono così importanti?
«Se i democratici vinceranno, metteranno l’amministrazione in stato di accusa. Non so se ci sarà il terzo impeachment, ma di sicuro scatteranno le inchieste. Trump può ignorare il Congresso. Per il sistema americano, però, qualsiasi interruzione nel processo elettorale getterebbe seri dubbi sulla possibilità di tenere elezioni libere in futuro».
Si riferisce alle presidenziali del 2028?
«Assolutamente sì. Per Trump tutto si riduce a mantenere il potere in ogni modo concepibile, per massimizzare i suoi interessi personali e costringere il governo federale ad esaudire i suoi desideri. Tutto ciò che sfida questo potere va minato o distrutto. Perciò se le elezioni lo sfidano, farà qualcosa per impedire che abbiano successo nell’indebolirlo».
Potrebbe cancellare il voto o dichiaralo illegale?
«Sì. Posso immaginare uno scenario in cui lo speaker della Camera Mike Johnson si rifiuta di certificare il risultato e insediare il nuovo Congresso eletto, sostenendo che ci sono state irregolarità. L’amministrazione potrebbe usare le forze federali per sequestrare le urne, in modo da non poter sapere chi ha vinto. Più a lungo andrà avanti lo stallo, più il sistema inizierà a crollare. Se dovessimo arrivare a febbraio, marzo o aprile senza un Congresso in carica, sarebbe un momento reale di svolta nella storia americana».
Il presidente Trump cercherà di candidarsi al terzo mandato nel 2028?
«Lo dice spesso, forse per evitare di essere considerato un’anatra zoppa. Anche se non si candidasse, vuole mantenere il controllo del governo quando non sarà più alla Casa Bianca. Perciò gira voce che potrebbe sostenere un ticket composto dal vice Vance e suo figlio Don junior».
A quale scopo?
«Così la famiglia potrebbe proteggersi, perché la loro grande paura è venire accusati del furto di milioni di dollari, di aver usato il governo in modo improprio per riempirsi le tasche. Come ogni dittatura, temono che il prossimo regime li scopra e li mandi tutti in prigione. Quindi vogliono evitare che accada».
Potrebbero impedire le presidenziali del 2028?
«Sì, ma dipende da come andranno le midterm. Se avremo un’elezione libera e corretta, e i democratici vinceranno, potremo pensare al 2028. Se impediranno al Congresso di riunirsi perché ha vinto l’opposizione, la conclusione sarà diversa».
Cioè?
«Se annullassero il voto, o si rifiutassero di insediare un Congresso democratico, sarebbe già piena dittatura».
I guadagni della famiglia avranno qualche impatto sulla sua base?
«Dipende da come la descrivi. Se la base si riduce al 35%, allora direi di sì. La popolarità di Trump è molto bassa, ma i Maga non sono interessati alla corruzione. Le loro preoccupazioni sono razziali e religiose: quello che fa il presidente non importa, purché si occupi dei loro interessi su quei fronti».
(…)
Come giudica i democratici?
«Sono terribili, perché hanno paura di trasformare le elezioni in una questione di sopravvivenza della democrazia. Parlano del pane quotidiano, o il prezzo del petrolio che sale a causa della guerra in Iran, e in parte lo capisco. Però sbagliano: devono chiarire che a novembre sarà in gioco la democrazia».
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