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LA RUSSIA VUOLE CONSOLIDARE IL CONTROLLO DEI TERRITORI OCCUPATI IN UCRAINA ATTRAVERSO REFERENDUM DA TENERE PROBABILMENTE IL 15 SETTEMBRE - LE AUTORITÀ FILORUSSE HANNO FIRMATO DECRETI PER ISTITUIRE COMMISSIONI ELETTORALI NELLE REGIONI MERIDIONALI DI ZAPORIZHZHIA E DI KHERSON - UN PROGRAMMA OSTACOLATO DA KIEV, CHE SI PREPARA ALLA CONTROFFENSIVA: “LA CITTÀ SARÀ LIBERATA SICURAMENTE ENTRO SETTEMBRE”
Andrea Marinelli e Guido Olimpio per il “Corriere della Sera”
centrale nucleare zaporizhzhia 2
Mosca si sta preparando a consolidare il controllo dei territori occupati attraverso referendum da tenere probabilmente il 15 settembre. Le autorità filorusse hanno firmato decreti per istituire commissioni elettorali nelle regioni meridionali di Zaporizhzhia e di Kherson, l'unica città conquistata dall'Armata a ovest del fiume Dnipro.
A gestire l'operazione referendum sarebbe stato scelto il vicecapo dello staff del Cremlino Sergei Kiriyenko, che in questi mesi ha visitato spesso i territori occupati per «prepararli» al voto che riguarderebbe anche le autoproclamate repubbliche autonome del Donbass, Donetsk e Lugansk.
kherson annessa dalla russia 9
A capo del governo di occupazione di Zaporizhzhia il Cremlino ha nominato invece Anton Koltsov, ex vicegovernatore dell'oblast di Vologda, a nord di Mosca, che probabilmente avrà l'incarico di gestire il passaggio di bandiera. A Kherson - dove a fine giugno è stato arrestato il sindaco Ihor Kolykhayev che si è rifiutato di seguire gli ordini di Mosca - il capo dell'amministrazione civile e militare Kirill Stremoussov ha confermato l'intenzione di tenere un referendum perché la città «dovrebbe diventare a tutti gli effetti parte della Russia».
soldati russi curati all'ospedale di zaporizhzhia 3
Un programma ostacolato da Kiev, che si prepara alla controffensiva per riconquistare il territorio. «La città sarà liberata sicuramente entro settembre», ha affermato Serhiy Khlan, funzionario del locale governo ucraino. In guerra, però, è pericoloso dare scadenze, anche perché devi sempre fare i conti con il nemico. Da giorni la resistenza colpisce in modo sistematico caserme, ponti, depositi dell'Armata. È un'azione paziente, preparatoria magari per il successivo assalto: intanto rende difficile la vita degli occupanti con i lunghi calibri inviati dai Paesi amici.
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