
DAGOREPORT – IL GOVERNO RECAPITA UN BEL MESSAGGIO A UNICREDIT: LA VALUTAZIONE DELL’INSOSTENIBILE…
Da "Repubblica.it"
Marcia indietro del governo sui soldi tolti ai prof. Su Twitter il premier Enrico Letta annuncia: "Gli insegnanti non dovranno restituire 150 euro percepiti nel 2013 a seguito della contorta vicenda sugli scatti derivanti da norme assunte tra il 2010 e il 2013". Lo scatto di anzianità sottratto agli insegnanti - una prima volta - dall'ex ministro Giulio Tremonti, poi restituito ai docenti dal governo in carica lo scorso settembre, ma successivamente sottratto una seconda volta non appena passato Natale (e dunque da rimborsare allo Stato) aveva fatto esplodere il caos in una sorta di 'tutti contro tutti'.
Alle 10.22 di stamani il 'cinguettìo' del presidente del Consiglio: un dietrofront che arriva a pacificare gli animi. Quei 150 euro al mese su cui i sindacati si erano già detti pronti allo sciopero e che avevano scatenato scintille tra due esponenti dell'Esecutivo - il ministro dell'Economia Fabrizio Saccomanni da una parte, la titolare del dicastero dell'Istruzione Maria Chiara Carrozza dall'altra - si era configurato infatti come (nuovo) terreno di scontro tra Matteo Renzi e il governo medesimo.
Già , perché sul 'pasticcio' dei soldi tolti ai prof, il leader dem stamani era andato pesantemente in pressing, tanto da definire - sempre su Twitter - la decisione assunta dal Mef una "figuraccia" a cui il governo "deve rimediare subito". Già ieri sera, ospite di Lilli Gruber a 'Otto e mezzo', Renzi aveva detto: "Lasciate ai docenti quei soldi, mica siamo su Scherzi a parte".
Ma anche il Nuovo centrodestra aveva respinto la decisione del ministero dell'Economia di chiedere agli insegnanti la restituzione dello scatto di anzianità nel 2013: "Così il governo si fa male da solo. Entreremo in questa vicenda e faremo di tutto per impedire che questo avvenga".
A dirlo è stato il ministro dell'Interno e leader del Ncd Angelino Alfano, ospite su Canale5. Ancora su Twitter, invece, si era fatto sentire stamani il numero uno di Sel, Nichi Vendola, che nel mirino aveva piazzato l'iniziale "silenzio di Letta".
Ma finita la riunione a Palazzo Chigi, e stabilito che quei 150 euro potranno rimanere nelle tasche dei prof, è la stessa Carrozza ad esultare: "Sono soddisfatta per gli insegnanti".
2 - SCUOLA: MEF, RECUPERO IMPORTO 'SCATTI' E' ATTO DOVUTO
(ANSA) - Il recupero delle somme relative agli scatti degli stipendi del personale della scuola "e' un atto dovuto da parte dell'amministrazione". Lo sottolinea il Ministero dell'Economia, ricordando che e' in vigore un provvedimento che ha esteso il blocco degli scatti a tutto il 2013. Il Dpr n.122 entrato in vigore il 9 novembre ha esteso il blocco degli scatti a tutto il 2013 e dunque queste somme gia' erogate - per un vuoto legislativo
durato alcuni mesi - vanno recuperate.
"Se poi il ministro Carrozza - spiegano al ministero dell'Economia - all'interno del suo dicastero riesce a individuare economie, razionalizzazioni di spesa che consentono di recuperare una cifra sufficiente da utilizzare per il pagamento dello scatto in questione ovviamente questo si fara'''. Gia' per il 2010 e il 2011 a viale Trastevere si e' riusciti ad affrontare la questione in questo modo, dirottando cioe', per il pagamento degli scatti, somme risparmiate in altri capitoli di spesa.
3 - SCUOLA. MARCUCCI: FIGURACCIA DEL GOVERNO E DI SACCOMANNI
(DIRE) - "Il Premier ha fatto l'unica cosa possibile, evitare di chiedere i famigerati 150 euro agli insegnanti. Restano insondabili i motivi per i quali l'esecutivo ed il ministro delle Finanze si sottopongano a tali figuracce". Lo dichiara il senatore Andrea Marcucci (Pd), presidente della commissione Istruzione a Palazzo Madama. "Ricordiamo al ministro Saccomani-sottolinea il parlamentare- che gli insegnanti italiani sono tra i meno pagati d'Europa e un Paese che vuole crescere non puo' svilire e penalizzare un settore che e' strategico ovunque. E' troppo chiedere che il governo rifletta un po' di piu' prima di emanare tale provvedimenti?", conclude Marcucci.
4 - SCUOLA: ANZALDI, STOP A STANGATA GRAZIE A UN PD FORTE E COMPATTO
(AGI) - "Grazie al Pd e al segretario Matteo Renzi la stangata sugli insegnanti, che fino a poche ore fa il ministero dell'Economia definiva un 'atto dovuto', e stata ritirata. E' la dimostrazione che un Pd compatto e forte può cambiare le cose e fare bene al governo". E' quanto dichiara il deputato del Partito democratico, Michele Anzaldi.
"Dopo aver assistito alla finanziaria delle ingiustizie - spiega - con i soldi regalati a pioggia per operazioni insensate come i 3 milioni per il riacquisto di Budelli, i 6 milioni per la tv di San Marino e tutta la miriade di contributi ben illustrati nel sito del collega Dario Nardella, con gli insegnanti si e tentato di far pagare sempre e solo i soliti noti. Ma il Pd, con il suo nuovo segretario, sta rispondendo alla fiducia ricevuta dai tre milioni delle primarie".
5. DAGOREPORT - SACCODANNI FREGA GLI INSEGNANTI MA VIENE BOCCIATO DAL GOVERNO - PER MATTEUCCIO Ã ORMAI UN MINISTRO "SCHERZI A PARTE" - BINI SMAGHI METTE IL GAS NELLA CORSA PER LA POLTRONA DI VIA VENTI SETTEMBRE
Questa volta Saccodanni l'ha combinata grossa. Rivuole le 150 euro di aumento al mese che lo scorso anno erano stati concessi agli insegnanti. Apriti cielo. Mezzo, anzi trequarti del Pd insorge, le reazioni dell'opposizione nei suoi confronti ormai non fanno più notizia e per la verità sono diventate come un disco rotto, la ministra in Carrozza s'incazza con Gelatina e sfoga tutta la sua rabbia contro il Tesoro su Twitter, diventato ormai la posta certificata del Governo.
La ciliegina sulla torta l'ha messa ieri Matteuccio da Firenze che sfoga tutta la sua rabbia verso un ministro che non ormai sopporta più (e si vede e si sente) dallo studio di Otto e mezzo con Lilletta Gruber. "Se un ministro delle Finanze chiede indietro 150 euro agli insegnanti mi arrabbio perché non è "Scherzi a parte", è il governo italiano". Un proclama che suona come la giubilazione der Pappagorgia, ormai diventato indifendibile anche per Bella Napoli e Mariuccio Draghi, i suoi due angeli custodi.
La soluzione più onorevole per uscire da via Venti Settembre sarebbe quella delle dimissioni, ipotesi che il Nostro non prende nemmeno in considerazione perché già si vede pensionato chiuso con la moglie che lo tiene a dieta nella villa di Cetona. Allora non resta che l'avvicendamento e a Palazzo Chigi stanno cercando di trovare una poltrona all'estero.
Finora la ricerca non ha dato risultati positivi tanto che Enrichetto il Chierichetto avrebbe deciso di scendere in campo in prima persona. Che un possibile rimpasto sia ormai alle porte non fa mistero anche un ministro accorto come Gaetano (salta)Quagliariello che, proprio stamattina ad Agorà avvertiva, "il rischio di rimpasto c'è ma va scongiurato". Ci mancherebbe altro perché a farne le spese sarebbe la squadra targata â'Noleggio con deficiente''.
Non è un mistero quello che pensa e dice Fonzie Renzi: vicepresidenza e cinque ministri sono troppi. La befana è passata. Già ma chi togliere? Al momento la più debole è Nunziatina Di Girolamo per via delle intercettazioni beneventane, ma come sollevarla visto che è la moglie di Francesco Boccia intimo di Enrichetto?
Beatroce Lorenzin da tempo si è messa in proprio e gode dell'ombrellone protettivo del Colle. Idem Tano (salta)Guagliariello. Restano Angelino Jolie e (fame da) Lupi. Ecco che con questi due si potrebbe far quadrare il cerchio. Alfano rinuncerebbe al ministero dell'Interno e (fame da)Lupi mollerebbe le Infrastrutture per dedicarsi al partito o a quello che gli riesce meglio, il presentatore tv.
Un altro problema che indubbiamente preoccupa di più Palazzo Chigi è trovare il nome per il dopo Saccodanni. Proposte tante, ma nelle ultime ore sta prendendo piede il nome di Lorenzo Bini Smaghi. E' fiorentino come il nostro Matteuccio, secondo ha lavorato in Banca d'Italia che, come si sa, nell'occupazione delle poltrone è un sigillo di garanzia (o almeno lo era prima delle performances di Gelatina), terzo è un Chicago boy, quarto ha scritto (e non si è fatto scrivere) alcuni libri, quinto è ben introdotto attraverso la moglie Veronica De Romanis, che ha alle spalle una famiglia di peso nel generone politico-imprenditoriale romano, nei Palazzi e nei ricevimenti che contano nella Capitale.
C'è un però e questo però è costituito da Bella Napoli e Mariuccio per la storia di tre anni fa delle mancate dimissioni dalla Bce, di cui Lorenzuccio era membro, per far posto proprio a Mariuccio, presidente in pectore. Una storia che fece salire la pressione all'inquilino del Colle e far perdere la flemma a Draghi. Dimissioni arrivate solo all'indomani della fine del governo Berlusconi e addolcite con la poltrona della Snam. A Bella Napoli e Mariuccio sarà passata l'incazzatura?
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