silvia salis

SILVIA SALIS FA LA SINDACA PER RISOLVERE I PROBLEMI DI GENOVA O PER DARE UNA SPINTA ALLA SUA CARRIERA? – "LA STAMPA" ATTACCA LA SINDACA SOSTENENDO CHE SIA FINITA LA LUNA DI MIELE CON LA CITTÀ CHE AMMINISTRA: GENOVA SI RITROVA PIU’ INSICURA E PIU’ CARA (LA TASSA RIFIUTI SARÀ PIÙ ALTA IN MEDIA DEL 5,7% PER OGNI FAMIGLIA) - L'EX SINDACA DE' SINISTRA MARTA VINCENZI: "SALIS VA A NEW YORK A PARLARE DELLA CITTÀ, MA LA SOFFERENZA NON PUO' ESSERE ACCANTONATA CON I DJ SET" - SECONDO “IL FATTO” SALIS AVREBBE RIMANDATO A OTTOBRE L'USCITA DELLA SUA AUTOBIOGRAFIA PER POI ORGANIZZARE UN TOUR DI PRESENTAZIONI IN PIENA CAMPAGNA ELETTORALE. RENZI E FRANCESCHINI CONTINUANO A TENERLA IN CONSIDERAZIONE PER UN RUOLO DA LEADER DEL CENTRO…

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Niccolò Zancan per la Stampa - Estratti

 

silvia salis - conferenza stampa

La luna di miele è finita giovedì 23 luglio 2026. Per la prima volta la sindaca di Genova, Silvia Salis, astro nascente della politica italiana, è stata duramente criticata dai suoi alleati. È successo proprio qui, nella città che amministra, dove la tassa rifiuti sarà più alta in media del 5,7% per ogni famiglia.

 

«La notizia di un aumento della Tari, mai espressa dal Comune ai tavoli di confronto e appresa a mezzo stampa, rappresenta un fatto grave sia nel merito sia nel metodo» ha scritto la Cgil in un comunicato poi sparito dai portali ufficiali. Come se si trattasse di un caso di lesa maestà. È la prima volta che la sindaca deve difendersi dal fuoco amico.

 

È un'estate dura per la Superba. Quando la città incomincia a svuotarsi, quello che resta in vista sono i problemi. L'aumento della Tari segue l'aumento dell'Imu, che segue l'aumento dell'addizionale Irpef, che segue l'aumento della tassa di soggiorno, che segue l'aumento delle tariffe del trasporto pubblico. Una città più cara.

silvia salis

 

Ma non più sicura. L'ultimo real della sindaca Salis, uno di quei video auto promozionali da postare su Instagram, è dalla Darsena del Porto Antico: «Un'area che continua a soffrire per fenomeni di degrado, di spaccio e di microcriminalità. Vogliamo invertire la rotta in modo radicale. Abbiamo lanciato il progetto Darsena H24 con la nostra polizia locale».

 

Ci sarà un presidio fisso. Ma certi problemi ormai stanno esplodendo. Al punto che i residenti del complesso residenziale del Cembalo, proprio lì davanti, hanno deciso di pagarsi una vigilanza privata.

 

silvia salis

E anche quelli che vivono di fronte, nei carrugi dei dannati del crack, stanno organizzando delle passeggiate per riprendersi la città. «Sono gli angeli del centro storico, donne e uomini spesso della stessa parte politica della sindaca Salis, che non ce la fanno più» racconta la presidente del comitato «Diritto e legalità».

 

Preferisce che non venga scritto il suo nome per paura di ritorsioni. «Siamo stati convocati dalla sindaca a aprile. È molto brava con le parole. Ma purtroppo ci siamo sentiti presi in giro.Per lei la colpa è sempre di quelli che c'erano prima, oppure del governo. Ma intanto non si è più fatta vedere.

 

Magari poteva venire a camminare con noi per rendersi conto della situazione». L'artista Melkio, nome d'arte di Luca Melchionda, ha appena chiuso la sua bottega in Vico dei Greci: troppe risse lì davanti, troppi guai.

 

Tutti riconoscono alla sindaca Salis una eccezionale capacità comunicativa. Ha più follower di Elly Schlein.

 

SILVIA SALIS REPUBBLICA

Lì dove c'è un racconto da fare, lei c'è. In prima fila per le manifestazioni contro il massacro a Gaza, in prima fila al concerto della dj Charlotte de Witte, in prima fila per i diritti della comunità Lgbt. Solo che adesso si tratterebbe di affrontare i guai della città.

 

Negli ultimi giorni, era in aula per la sentenza sul crollo del ponte Morandi. Salis si vede. Fa parlare di Genova. «Io penso che la sindaca abbia dato proiezione nazionale a una città che ne aveva profondo bisogno, adesso Genova conta molto di più nelle vertenze» dice Andrea Orlando, uno che dal Pd la osserva da molto vicino, come consigliere regionale di opposizione.

 

«La sindaca ha ereditato una città che era un campo minato. Non essere saltata in aria in questi quattordici mesi mi sembra un risultato molto positivo. Quanto al futuro, io sto a quello che ha detto lei ufficialmente: non parteciperà alle primarie del centrosinistra e continuerà a fare la sindaca». Eppure, è ancora questa la domanda che si fanno tutti: Silvia Salis sta usando la carica di sindaca per risolvere i problemi di Genova o come trampolino di lancio per se stessa?

 

Secondo Il Fatto Quotidiano avrebbe rimandato a ottobre l'uscita della sua autobiografia edita da Feltrinelli, per poi organizzare un tour di presentazioni in piena campagna elettorale. È corteggiata dai renziani per un ruolo da leader del centro, ma è con il Pd che è stata eletta. I dubbi sulle sue reali intenzioni sono stati alimentati da lei stessa. A Vanity Fair disse: «Adesso faccio la sindaca, ma domani chissà».

 

Ed era aprile quando, in un'intervista a Bloomberg, confidò: «Se mi chiedessero di candidarmi contro Giorgia Meloni, sarebbe una bugia dire che non lo prenderei in considerazione». Domandare a lei e al suo staff è un esercizio inutile: «Non commentiamo questo genere di cose». Eppure ha appena potenziato l'ufficio della comunicazione istituzionale.

silvia salis - foto vanity fair

 

Mentre per quella personale si avvale dello stesso guru, Marco Agnoletti, che fece fare a Matteo Renzi la famosa intervista con il giubbotto da Fonzie. Scivoloni. Ha nominato una sua ex compagna di classe alla direzione del Museo del Mare con un concorso ad hoc.

 

(...)

Ha tagliato i fondi di sostegno ai bambini con disabilità, alimentando la preoccupazione di molti insegnanti, una questione su cui sta correndo ai ripari in queste ore. È vero che ha ereditato grandi problemi. Ha dovuto aumentare il costo del mezzi pubblici per risanare un'azienda municipalizzata vicina al fallimento. Eppure nulla è paragonabile, qui a Genova, al pasticcio dell'aumento della tassa rifiuti.

 

Interpellare quello che era l'aspirante sindaco di centrodestra, Pietro Piciocchi, può essere un esercizio retorico. Cosa dovrebbe dire? «Credo che Silvia Salis si sia montata la testa. Non penso che diventerà premier. Ma ritengo che potrebbe scegliere la strada del Parlamento e salutare tutti. Perché con questa insoddisfazione crescente, qui si ritroverà con un consenso sempre più eroso».

silvia salis - foto vanity fair

 

Chiedere lumi all'ex sindaca Marta Vincenzi, invece, una che ha fatto tutta la trafila a sinistra, dal Partito Comunista al Partito Democratico, regala risposte inaspettate: «La sindaca ha una capacità straordinaria di porsi. È bella, brava, affascinante. In un posto come Genova, un po' chiuso e provinciale, tutto questo è ottimo. Ma il botto iniziale l'ha portata subito a pensare che poteva fare altro».

 

Chi è, secondo lei, Silvia Salis? «È, soprattutto, una grande ambasciatrice mediatica. Va a New York a parlare di Genova. Ha l'aplomb giusto. Ma su tutto il resto sono ancora in attesa di capire. La città, purtroppo, è in grande degrado, con enormi differenze fra i quartieri. Oltre alla bellissima immagine, mi piacerebbe che la sindaca avesse a cuore anche un'idea di città solidale. La sofferenza non può essere accantonata con i dj set».

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