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“GIORGIA MELONI LA SMETTA DI DIRE CHE SI ISPIRA A MIO FRATELLO QUANDO IL SUO GOVERNO DISTRUGGE TUTTO CIÒ CHE FALCONE E PAOLO AVEVANO LASCIATO ALLA MAGISTRATURA PER COMBATTERE LA MAFIA” - NEL 34ESIMO ANNIVERSARIO DELLA STRAGE DI VIA D'AMELIO, SALVATORE BORSELLINO ATTACCA DURAMENTE LA DUCETTA – IL PRESIDENTE DEL SENATO IGNAZIO LA RUSSA CONTESTA A SALVATORE BORSELLINO LA POSSIBILITÀ DI STABILIRE CHE COSA IL FRATELLO PENSEREBBE OGGI: “È COME SE DICESSI, E NON LO DICO, CHE SAREBBE MINISTRO DI FRATELLI D’ITALIA PERCHÉ ERA DI DESTRA” - VIDEO!
SALVATORE BORSELLINO A MELONI "GIÙ LE MANI DA MIO FRATELLO"
«Meloni la smetta di dire che si ispira a mio fratello quando il suo governo distrugge tutto ciò che Falcone e Paolo avevano lasciato alla magistratura per combattere la mafia». Nel 34esimo anniversario della strage di via D'Amelio, Salvatore Borsellino attacca duramente la premier Giorgia Meloni che dopo alcune ore risponde, senza mai citarlo, sui social difendendo anche la presidente dell'Antimafia Chiara Colosimo, bersaglio in questi giorni delle opposizioni e del leader delle Agende Rosse. «Il lavoro encomiabile della commissione antimafia è un punto d'orgoglio per Fratelli d'Italia — scrive — Il ringraziamento pubblico di Lucia Borsellino conferma che la via è quella giusta. Non arretreremo di un millimetro».
LA RUSSA SU BORSELLINO: "SPIACE PER IL FRATELLO, MA SE PAOLO FOSSE VIVO SAREBBE MINISTRO DI FDI”
Ignazio La Russa e Giorgia Meloni
Nel giorno del 34° anniversario della strage di via D’Amelio, Ignazio La Russa replica a Salvatore Borsellino, che aveva chiesto a Giorgia Meloni di smettere di richiamarsi al magistrato ucciso dalla mafia. Il presidente del Senato contesta al fratello la possibilità di stabilire che cosa Paolo Borsellino penserebbe oggi. Poi ricorre a un paradosso: «È come se dicessi, e non lo dico, che sarebbe ministro di Fratelli d’Italia perché era di destra». L’intervento arriva a Catania, durante un evento di Ecr, mentre a Palermo si tengono le commemorazioni del 19 luglio 1992. La Russa invoca «rispetto per tutti», ma le sue parole riaccendono lo scontro politico sulla memoria del magistrato.
giorgia meloni e ignazio la russa alla parata del 2 giugno 2026 foto lapresse
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