matteo salvini bakari sako

SALVINI È TORNATO IN MODALITÀ “BESTIA” – INONDA I SOCIAL DI CONTENUTI RAZZISTI E A SENSO UNICO – GIAN ANTONIO STELLA: “IL LOQUACE SALVINI, CHE NEL SOLO ULTIMO ANNO HA ALLAGATO L’ARCHIVIO ANSA CON 5.577 NOTIZIE SU UNA COSA SOLA S’È BARRICATO NEL MUTISMO. SULL’ASSASSINIO DI BAKARI SAKO, IL BRACCIANTE UCCISO DA UN BRANCO RAZZISTA A TARANTO. GIORNI E GIORNI DI SILENZIO. TANTO PIÙ ASSORDANTE PERCHÉ SEGUITO DA IROSI SVERSAMENTI SUL DISABILE MENTALE CHE A MODENA HA LANCIATO FOLLEMENTE LA SUA AUTO SUI PASSANTI FERENDO OTTO PERSONE. IL FATTO È CHE SALVINI È RECIDIVO. DA ANNI E ANNI…”

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Estratto dell’articolo di Gian Antonio Stella per il “Corriere della Sera”

 

matteo salvini e i post contro salim el koudri 1

Muto. Il loquace Matteo Salvini, che nel solo ultimo anno ha allagato l’archivio Ansa con 5.577 notizie (esondando ora sul Milan, la Biennale, il ponte Piediripa, la famiglia nel bosco, i monopattini…) su una cosa sola s’è barricato nel mutismo.

 

Sull’assassinio di Bakari Sako, il bracciante ucciso da un branco razzista a Taranto. Giorni e giorni di silenzio. Tanto più assordante perché seguito da irosi sversamenti sul disabile mentale (lo dice il ministro dell’Interno) che a Modena ha lanciato follemente la sua auto sui passanti ferendo otto persone.

 

E nessun tweet su X né su Facebook o Instagram, dove attacca il giovane bergamasco d’origine maghrebina […].

 

[…] Ma è lecito, in questo clima, spuntare odio tutto da una parte? Il fatto è […] che il vicepremier su questi temi è recidivo. Da anni e anni. Muto sulla morte di Samb Modou e Diop Mor, gli ambulanti senegalesi uccisi a Firenze nel 2011. Muto sull’assassinio a Fermo nel 2016 del nigeriano Emmanuel Nnamdi che aveva difeso la moglie offesa («Scimmia!») da un razzista.

 

sako bakari

Muto sull’omicidio di Soumaila Sacko, l’immigrato abbattuto con un proiettile alla tempia a Gioia Tauro da un «giustiziere di carnagione chiara» nel giugno 2018 il giorno in cui […]  Salvini tuonava: «La pacchia è finita».

 

Troppi silenzi. Troppi. Fino a farsi beccare da Giorgia Meloni il giorno del dolore alla Camera per la morte Satnam Singh, l’indiano scaricato per strada con un braccio mozzato vicino a Latina. Quando la premier, mentre tutti i deputati si levavano in piedi fu costretta a sussurrare a Tajani e lui, ancora seduti: «Raga’, arzateve pure voi…».

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