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QUELLA MEGOLAMANE CON L’ESKIMO DI ELLY SCHLEIN IGNORA IL NIET ALLE PRIMARIE DEI CAPATAZ DEM E VA DRITTA (CONTRO IL MURO): “DIBATTITO INUTILE, FACCIANO LE INTERVISTE CHE VOGLIONO, IO VINCO NEI GAZEBO E BATTO MELONI” – NEL PARTITO SI ALLARGA IL FRONTE CONTRARIO ALLE PRIMARIE, DA BETTINI ALL’AREA FRANCESCHINI, CHE INVOCA UN TERZO NOME, LE VECCHIE VOLPI DEM SI PREPARANO PER CUCINARSI LA SEGRETARIA – PARISI, PRODIANO DOC, ACCUSA: “TRA FRANCESCHINI, SPERANZA E ALTRI CAPICORRENTE CONTINUA LA GARA A LOGORARE ELLY” - SCHLEIN SA CHE SE DOVESSE ARRETRARE ANCHE SOLO DI UN MILLIMETRO SULLE PRIMARIE, SAREBBE OSTAGGIO DEI “CONGIURATI” E FUORI DALLA CORSA PER PALAZZO CHIGI – MERLO: “SIAMO ARRIVATI AL PUNTO CHE NON SI POSSONO PIÙ VINCERE LE ELEZIONI SE PRIMA NON SI SCONFIGGE CHI PUNTA ALLE PRIMARIE MOLTO PIÙ CHE ALLE ELEZIONI…”

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Da la Repubblica

Caro Merlo, il terrore che serpeggia è vincere le primarie e perdere le elezioni.

Gianluigi De Marchi

La risposta di Francesco Merlo

Forse, siamo arrivati al punto che non si possono più vincere le elezioni se prima non si sconfigge chi punta alle primarie molto più che alle elezioni.

 

SCHLEIN

Elly Schlein

Niccolo' Carratelli, Francesca Schianchi per “la Stampa” - Estratti

 

Inutile chiederle delle primarie. Elly Schlein va dritta, sa che quella è l’unica strada percorribile per puntare a Palazzo Chigi. Come sua abitudine, si rende impermeabile al pressing crescente dentro al suo partito. Non rompe l’assedio, lo ignora. Non vuole dare corda a quei dirigenti e capi corrente (o correntone) del Pd, che la invitano a riflettere sui possibili contraccolpi negativi della sfida ai gazebo contro Giuseppe Conte.

 

«Facciano le interviste che vogliono», li snobba parlando con i suoi fedelissimi. Non saranno i retroscena sui giornali a definire la strategia. La segretaria, assicura chi ci ha parlato, dissimula il fastidio e non pensa minimamente a un passo indietro. Anzi, è più che convinta di riuscire a «vincere le primarie», anche con il voto online chiesto dai 5 stelle, e poi di «battere Giorgia Meloni alle elezioni». 

 

SCHLEIN FESTA UNITA

(...) Dopo venti giorni di vacanza e di assenza fisica dalla scena politica, Schlein potrebbe vedersi costretta a rompere il silenzio sul tema che ha infiammato il campo largo in questa seconda metà di agosto. Facile anticipare l’eventuale risposta: «Sulle primarie decideremo insieme agli alleati, quando sarà il momento. Io ho già detto che sono disponibile a correre, oppure si può scegliere il leader del partito più votato».

 

Ma sa bene che non c’è una vera alternativa alle primarie. Da Bologna il suo braccio destro, Igor Taruffi, avverte tutti: «Non dobbiamo avere paura del nostro popolo. Le primarie sono importanti anche per lanciare la campagna vera - spiega - abbiamo una responsabilità». 

GIUSEPPE CONTE NICOLA FRATOIANNI ANGELO BONELLI ELLY SCHLEIN

 

Al Nazareno si punta a rinviare ancora la questione: «In questo momento è un dibattito inutile – spiegano fonti Pd –, prematuro finché non sapremo quale sarà la legge elettorale con cui andremo a votare».

 

Peraltro, avviare il percorso senza sapere la data delle elezioni è rischioso, fanno notare, perché individuare il candidato premier con troppo anticipo sarebbe controproducente, con il rischio di logorarlo prima del voto. Bisogna aspettare almeno un altro mese e mezzo: la discussione con gli altri partiti del fronte progressista verrà aperta formalmente solo dopo il via libera alla nuova legge elettorale, atteso per metà ottobre dopo il secondo passaggio (dall’esito non scontato) alla Camera. 

 

ELLY SCHLEIN

Nel frattempo non sarà facile eludere l’argomento, visto che settembre sarà un mese denso di appuntamenti, dibattiti alle feste dell’Unità e almeno un palco condiviso dai leader di Pd, M5s e Avs, quello dell’8 settembre a Roma alla festa dei Verdi-Sinistra. Al Nazareno, però, hanno cerchiato in rosso sul calendario un’altra data: domenica 13 settembre, giorno del comizio di chiusura di Schlein alla festa dell’Unità nazionale di Reggio Emilia.

 

Pare che al Nord, da Milano ma non solo, stiano già organizzando pullman di militanti per rendere l’evento il più partecipato possibile. Cadrà due giorni prima del voto finale al Senato sulla legge elettorale, su cui la segretaria intende ricominciare a battere nelle prossime settimane, per evidenziare le difficoltà della destra.  (...)

 

Il 13 settembre, tra l’altro, coincide con l’inizio del “semestre bianco” della segretaria, che dovrebbe terminare il suo mandato il 13 marzo 2027. In questi sei mesi, Statuto del Pd alla mano, dovrebbe essere convocato il congresso, di cui ormai nessuno parla più, nemmeno i parlamentari più vicini a Schlein, che nei mesi scorsi avevano coltivato l’idea per mettere a tacere la minoranza interna.

schlein conte

 

Non c’è il tempo, calcolando anche le primarie, né la necessità. Tra le varie anime del partito c’è già un tacito accordo per prorogare il mandato della segretaria fino alle elezioni: sarà l’esito del voto a stabilire se potrà continuare a guidare il Pd. «Da qui alle Politiche nessuno sarà così folle da metterla in discussione», è il ragionamento. A meno che non perda le primarie. 

 

NEL PD CRESCE IL PARTITO DEL «NO» ALLE PRIMARIE

Claudio Bozza per il “Corriere della Sera” - Estratti

 

«Con le primarie si rischia di perdere consensi, un clamoroso autogol». L’intervista al Corriere di Roberto Speranza apre un vaso di Pandora dentro al Pd, con forti ripercussioni nel Campo largo. (..)

 

ELLY SCHLEIN

Rubrica alla mano, dalla raffica di telefonate fatte a deputati, senatori e manovratori del Pd romano (con Goffredo Bettini meno «primarista» in assoluto) si capisce che i timori sul disputare le primarie contro il M5S di Conte siano molto più concreti di quanto si possa pensare (...) È in questo intreccio che si vede chiaramente l’obiettivo: trovare un terzo uomo (Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli) o la terza donna (Silvia Salis, di Genova), per provare a evitare le primarie. 

 

Il «non detto» lo rimarca però chiaramente Arturo Parisi, prodiano doc e inventore delle primarie: «Non so se siano amici o avversari di Conte. Ma tra Franceschini e Speranza e altri capicorrente continua la gara a logorare Elly Schlein. Il loro “no” alle primarie rafforza e diffonde l’idea che lei non può che perderle». Dopo la pausa estiva, il quadro dovrà giocoforza iniziare a chiarirsi.

 

goffredo bettini giuseppe conte foto lapresse

Schlein è consapevole che se dovesse arretrare anche solo un millimetro sulle primarie, un attimo dopo sarebbe ostaggio dei «congiurati» e fuori dalla corsa per Palazzo Chigi. Mentre Conte, da settimane, è già in piena corsa per diventare premier per la terza volta. Ma oltre a essere in balia delle correnti, il Campo largo sembra aver perso di vista un piccolo particolare: che prima ci sarebbero da vincere le elezioni. «Vaste programme», chioserebbe il generale De Gaulle.  

 

(...)

 

 

CONTE FRANCESCHINIARTURO PARISIElly Schlein