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Francesco Maesano per “La Stampa”
Una petizione per chiedere che non si dimetta e che potrebbe trasformarsi in una lista civica: il capitale politico di Ignazio Marino sembra tutt’altro che esaurito e alle comunali di maggio il sindaco dimissionario potrebbe giocare un ruolo di rilievo se decidesse di scendere di nuovo in campo anche contro il suo ex partito.
Per Antonio Noto di Ipr Marketing «le potenzialità di Marino sono interamente legate al comportamento del Pd, se riusciranno a ricostruire il rapporto con gli elettori. Il tempo è davvero poco. Se questa operazione non dovesse riuscire - spiega Noto - allora una candidatura indipendente dell’ex-sindaco avrebbe buone possibilità di portare a casa una percentuale interessante».
Dunque una lista civica nel nome di Marino e con lo sguardo rivolto a sinistra potrebbe avere un certo appeal sull’elettorato romano. La pensa così anche il fondatore di Ixè, Roberto Weber, «la trasversalità funziona se si ragiona in un contesto bipolare. Quello che ci troviamo di fronte a Roma non lo è. C’è una grande frammentazione a sinistra. Il M5S resta la lista favorita e sarà molto dura per le forze tradizionali. Per questo credo che una candidatura di Marino potrebbe funzionare, toccando anche un range tra il 5% e l’8%».
Più complesso per il sindaco sperare di riprendersi il Campidoglio. Roberto Natale di Ipsos sul punto è netto: «Credo che un’eventuale ricandidatura di Marino avrebbe zero possibilità di vittoria. A meno che non faccia una campagna elettorale straordinaria, tirando fuori cose di cui ancora nessuno è a conoscenza, non credo che andrebbe oltre il 5%. Sufficiente però - sottolinea Natale - a infastidire il Pd. Per i dem la candidatura di Gentiloni rappresenterebbe forse l’opzione migliore, ma è una ipotesi difficile da realizzare. Detto questo c’è la possibilità reale che a Roma vincano i Cinquestelle, specie se riusciranno a proporre un profilo competente che abbia un minimo di esperienza con la macchina comunale».
Un movimento che secondo il presidente di Tecné, Carlo Buttaroni, non dovrebbe provocare sconvolgimenti nel panorama politico della capitale: «In questi giorni una parte di elettorato romano si è schierato a difesa di Marino. Un fenomeno interessante, ma si è trattato di una piccola minoranza. Non c’è un vero moto popolare a difesa del sindaco dimissionario, si tratta più che altro di ceto politico. Una sua candidatura - secondo Buttaroni - potrebbe valere intorno al 5%. Anche perché Marino non è mai stato un sindaco molto amato: la fiducia rilevata nei suoi confronti è sempre stata piuttosto bassa».
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