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PER FAR PARTE DELL'AMMINISTRAZIONE TRUMP SERVONO DUE REQUISITI: ESSERE STATI AMICI DI EPSTEIN ED ESSERE CAZZARI - IL SEGRETARIO AL COMMERCIO HOWARD LUTNICK, ARCHITETTO DELLA POLITICA DEI DAZI, HA MENTITO SUI SUOI RAPPORTI CON JEFFREY EPSTEIN - LUTNICK SOSTENNE DI AVER TAGLIATO I PONTI CON IL FINANZIERE PEDOFILO NEL 2005, MA NON È VERO: NEL 2011, I DUE SI ERANO SCAMBIATI DELLE MAIL PER INCONTRARSI E BERE QUALCOSA INSIEME. L'ANNO DOPO, LUTNICK ERA STATO INVITATO A PRANZO IL 24 DICEMBRE NELL'ISOLA LITTLE ST. JAMES, DOVE EPSTEIN SI INTRATTENEVA CON LE SUE VITTIME - NEL 2017, IL FINANZIERE DONÒ 50 MILA DOLLARI PER PAGARE UNA CENA ELETTORALE IN ONORE DI LUTNICK...
Estratto dell'articolo di Paolo Mastrolilli per "la Repubblica"
Il segretario al Commercio Howard Lutnick, architetto dei dazi dell'amministrazione Trump, ha mentito sui suoi rapporti con Jeffrey Epstein. Almeno questo si deduce dai documenti, che provano non solo l'amicizia e la frequentazione tra i due, ma anche affari condotti insieme. Magari niente di criminale, ma l'ennesima conferma di quanto il finanziare pedofilo fosse vicino non solo all'attuale capo della Casa Bianca, ma anche a persone chiave del suo governo.
howard lutnick marco rubio donald trump foto lapresse
In ottobre Lutnick aveva detto al New York Post che lui e la moglie Allison avevano tagliato tutti i ponti con Epstein nel 2005, dopo una visita nella sua casa di Manhattan: «Decisi che non sarei mai più stato nella stessa stanza con quella persona disgustosa». Leggendo ora i files pubblicati si capisce che non aveva detto la verità.
Nel 2011 Jeffrey e Howard, allora capo della compagnia finanziaria Cantor Fitzgerald, si erano scambiati mail per trovarsi a bere qualcosa insieme. L'anno dopo il futuro segretario al Commercio era stato invitato a pranzo il 24 dicembre nell'isola Little St. James, dove il finanziare pedofilo si intratteneva con le sue vittime. L'assistente di Epstein aveva poi mandato una mail a Lutnick scrivendo che «è stato bello vederti». [...]
Undici giorni dopo Epstein inviò a Lutnick alcuni documenti sulle leggi che regolavano i casinò alle Virgin Islands. La corrispondenza era durata almeno fino al 2014, ossia circa dieci anni dopo il momento in cui il futuro segretario al Commercio aveva detto di aver tagliato i ponti col finanziare pedofilo. Nel 2017, poi Epstein donò 50.000 dollari per finanziare una cena in onore di Lutnick.
I due erano vicini di casa, perché Howard ne aveva acquistato una appartenuta a Jeffrey, a un passo dalla townhouse degli abusi. A questo proposito nel 2018, un anno prima della nuova incriminazione e della morte in carcere del pedofilo, gli aveva scritto di mobilitarsi per ostacolare l'espansione del museo Frick Collection, perché gli avrebbe oscurato vista e luce. Nulla di criminale, ma la conferma che Lutnick ha mentito e ha mantenuto un rapporto quasi fino alla fine. [...]
scott bessent - howard lutnick - donald trump - tim cook - jd vance
howard lutnick, lori chavez deremer e donald trump foto lapresse
donald trump scott bessent howard lutnick
HOWARD LUTNICK E MAROS SEFCOVIC
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