DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA…
Alessandro Sallusti per "il Giornale"
Era marzo a Roma quando un gruppo di senatori, circa sessanta narrano gli storici, mise in atto il complotto che portò alla morte di Giulio Cesare, divenuto troppo potente per i custodi della Repubblica. Le idi di marzo, appunto, si stanno ripetendo oltre duemila anni dopo.
E, come allora, tra i complottisti si mischiano paure di tirannia, invidie e gelosie nei confronti dell'uomo vincente e amato dal popolo. Per questo la riforma che abolisce il Senato così come lo conosciamo oggi, decisa nell'incontro tra Renzi e Berlusconi, non si deve fare.
Lo ha detto chiaro il presidente dei senatori Grasso ( dando probabilmente voce al pensiero di Napolitano) in un'intervista pubblicata ieri da La Repubblica subito sottoscritta da oltre venti senatori della sinistra e sulla quale converge una strana maggioranza che va da Grillo a Vendola.
Proprio come il Cesare dell'antica Roma, ieri Renzi ha replicato stizzito: «Voi difendete solo lo status quo», lasciando intendere che oggi il governo varerà comunque il disegno di legge per l'abolizione. Che rimarrà carta straccia fino all'approvazione dei due rami del Parlamento. Cioè, temo, per sempre.
Ora Renzi è davvero in un vicolo che rischia di diventare a fondo cieco. Non può fare marcia indietro perché - per rimanere nella metafora cesariana - il suo «il dado è tratto» lo pronunciò mesi fa quando, forte della vittoria alle primarie, superò spavaldo il Rubicone del governo Letta. Indietro non si torna, ma andare avanti è ora davvero difficile. Non una delle cose promesse è andata in porto, né è nelle vicinanze.
Ha forse un solo modo, il premier, per non cadere definitivamente nella palude. Ripartire con decisione dal patto con Berlusconi che gli diede la forza di inchiodare il suo partito alla svolta riformista. Tradire anche quell'accordo significa condannarsi all'isolamento. Proprio quello che accadde a Giulio Cesare. Da lì alla pugnalata dei propri senatori, insegna la storia, il passo è breve.
LO SCONTRO TRA SALLUSTI E CICCHITTO A BALLARO
alessandro sallusti daniela santanche shopping courmayeur vacanze dicembre
SANTANCHE SALLUSTI ALLE SFILATE DI MILANO.jpg
berlusconi con pennarello argento
pennarellini renzi berlusconi
DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA…
DAGOREPORT - DISGREGARE L’UNIONE EUROPEA, ALIMENTANDO FINANZIARIAMENTE LE FORZE SOVRANISTE EUROPEE,…
DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A…
DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA…
FLASH! - CHE SUCCEDE A "LA REPUBBLICA"? IERI SI E' DIMESSO L'INVIATO LIRIO ABBATE, OGGI MARIO ORFEO…
FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI,…