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SI STRINGE IL CERCHIO INTORNO A PEDRO SANCHEZ – SONO BEN 126 GLI INDAGATI COLLEGATI AL GOVERNO DEL PREMIER SPAGNOLO. LI HA MESSI IN FILA IL QUOTIDIANO “EL MUNDO”, SOTTOLINEANDO CHE IL NUMERO “È SUPERIORE A QUELLO DEI DEPUTATI SOCIALISTI” – TRA GLI INCRIMINATI C’È LA MOGLIE DEL PRIMO MINISTRO, BEGONA GÓMEZ, ACCUSATA DI “FAVORI” OTTENUTI MENTRE DIRIGEVA UNA CATTEDRA UNIVERSITARIA A MADRID – L’EX MINISTRO DEI TRASPORTI ED EX BRACCIO DESTRO DEL PREMIER, JOSÉ LUIS ÁBALOS, E IL SUO ASSISTENTE, KOLDO GARCIA, SONO STATI CONDANNATI A 24 E 19 ANNI – SÁNCHEZ RIMANE IMBULLONATO ALLA POLTRONA, SPALLEGGIATO DAGLI ALLEATI DI SINISTRA E DAI SOSTENITORI ESTERNI (NAZIONALISTI BASCHI E CATALANI), MA FINO A QUANDO POTRÀ RESISTERE?

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Estratto dell’articolo di Sara Gandolfi per il “Corriere della Sera”

 

pedro sanchez begona gomez

Sono già 126 gli indagati in una decina di scandali, più o meno gravi, in qualche modo collegati al governo di Pedro Sánchez, che guida la Spagna da otto anni. Il quotidiano El Mundo s’è preso la briga di contarli e sottolinea che il numero «è superiore a quello dei deputati socialisti».

 

Gli ultimi casi riguardano Belén Gualda e Bartolomé Lora, presidente e vicepresidente della Sepi, holding che gestisce le partecipazioni societarie statali, e la direttrice della Guardia Civil, Mercedes González, sospettata assieme al direttore operativo Manuel Llamas di ostruzione alla giustizia per aver cercato di manovrare i subordinati che indagano familiari e collaboratori del premier.

 

tutti i guai giudiziari dei fedelissimi di pedro sanchez

Sánchez resiste, spalleggiato dagli alleati di coalizione (la sinistra Sumar) e dai sostenitori esterni (partiti nazionalisti baschi e catalani) che non hanno alcuna intenzione di far saltare il governo, appoggiando un voto di sfiducia delle destre. Il fronte potrebbe incrinarsi soltanto se venisse provato un finanziamento illecito del Psoe.

 

La lista degli indagati comprende almeno 26 alte cariche dello Stato, ancora in ruolo o «dimissionate». Come l’ex ministro dei Trasporti ed ex braccio destro del premier, José Luis Ábalos, e il suo assistente Koldo Garcia, condannati rispettivamente a 24 e 19 anni di carcere nel «caso Mascherine» per i reati di criminalità organizzata, corruzione, traffico di influenze e appropriazione indebita.

 

O come l’ex premier socialista José Luis Rodríguez Zapatero, che governò la Spagna tra il 2004 e il 2011 e oggi è il protagonista dello scandalo Plus Ultra, la compagnia aerea salvata con fondi pubblici e dietro cui sarebbe ruotata una galassia di tangenti e riciclaggio che arriva fino al Venezuela.

 

JOSE LUIS RODRIGUEZ ZAPATERO

Potenzialmente più dirompenti sono le indagini ancora in corso su Santos Cerdán, ex numero tre del partito, figura chiave attorno a cui ruotano molti degli scandali che oggi assediano il premier socialista. I due erano amici, ma quando sono emerse le intercettazioni sul «caso Mascherine» — l’assegnazione di contratti pubblici gonfiati durante la pandemia — il premier ha preso velocemente le distanze.

 

Eppure proprio Cerdán, il Rasputin della Moncloa, era stato l’architetto della rinascita di Sánchez nel 2017 e poi dell’accordo con catalani e baschi che gli permise di mantenere la premiership nel 2023. L’astuto stratega è rimasto in carcere 142 giorni, prima di ottenere la libertà provvisoria.

 

[...]

 

pedro sanchez santos cerdan

E veniamo al caso più «politico» e meno corroborato da prove: l’incriminazione della moglie di Sánchez, Begoña Gómez, da tempo nel mirino del giudice conservatore Juan Carlos Peinado per presunti «favori» ottenuti mentre dirigeva una cattedra universitaria a Madrid. Rinviata a giudizio per quattro reati di corruzione, la «first lady» è stata privata del passaporto. L’indagine è partita da una denuncia del para-sindacato di estrema destra Manos Limpias, vicino a Vox. [...] 

 

Infine, per sviare gli scandali, secondo il giudice (progressista) Santiago Pedraz, i più stretti collaboratori del premier avrebbero ordito una «trama intimidatoria» contro funzionari della Guardia Civil e magistrati considerati «ostili».

 

BEGONA GOMEZ PEDRO SANCHEZ

Al centro di questa indagine c’è l’ex consigliera comunale del Psoe Leire Díez, alias «l’idraulica», che sotto la direzione di Cerdán avrebbe elargito favori e mazzette per corrompere testimoni o raccogliere informazioni compromettenti. Coinvolti anche Ana Maria Fuente, gerente nazionale del Psoe e i dirigenti della Guardia Civil.

 

Il Partito popolare, d’altronde, non è immune dalla corruzione. Nel 2018 il governo Rajoy cadde per il «caso Gürtel» e oggi uno scandalo del fronte progressista s’intreccia a nuovi sospetti che lambiscono Isabel Díaz Ayuso, potente «governatrice» Pp di Madrid.

 

pedro sanchez santos cerdan

Álvaro García Ortiz, ex Procuratore generale dello Stato è stato condannato a due anni di interdizione per avere rivelato segreti d’ufficio sul processo per reati fiscali del partner di Ayuso, Alberto González Amador, che ha fatturato ben 4,4 milioni di euro al colosso ospedaliero privato Quirón Prevención, vincitore di diversi appalti pubblici [...]

PEDRO SANCHEZ BEGONA GOMEZi gioielli ritrovati in cassaforte a zapatero 1i gioielli ritrovati in cassaforte a zapatero 2elly schlein e pedro sanchez - Global progressive mobilitation