FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI,…
Ugo Magri per "La Stampa"
«Parlatevi», ha molto insistito Berlusconi finché ieri i due, finalmente, si sono incontrati. Tra il successore «in pectore» Alfano e il capo dei «lealisti» Fitto il faccia a faccia si è trascinato per quasi due ore. Non risulta che si siano accordati, tanto è vero che verso sera Silvio ha dovuto rivedere entrambi, però separatamente.
Dall'accampamento di Fitto giunge assicurazione che l'ex-ministro ha tenuto il punto chiedendo l'«azzeramento» di tutti gli incarichi di partito, in pratica pieni poteri al Cavaliere. Presso gli alfaniani invece si sostiene che Fitto sia semplicemente alla ricerca di garanzie e salvacondotti per sé nonché per i suoi sostenitori: versione «minimal» che, per certi aspetti, banalizza e immeschinisce il dramma di un partito ormai sull'orlo della scissione.
A quale livello di ferocia sia precipitato lo scontro nel Pdl, lo svela l'agguato di ieri a Palazzo Madama, teso dai «super-falchi» durante il dibattito sulle riforme. Stava per andare ai voti la riforma costituzionale messa in campo dal ministro Quagliariello, quando ha preso la parola il senatore Minzolini, che ha rapidamente scalato le gerarchie berlusconiane. L'ex-direttore del Tg1, ha denunciato il «compromesso al ribasso» del piano riformatore, in quanto «nemmeno sfiora il capitolo giustizia».
E tutti nell'emiciclo l'hanno subito inteso come un siluro indirizzato a Quagliariello, che oltre a essere lo stratega delle riforme si è parecchio esposto nella battaglia interna promuovendo il «documento dei 24» (quanti i senatori filo-governativi del Pdl) e adombrando a «Matrix» una scissione che il ministro non auspica però mette nel novero degli eventi possibili («Se ci sarà una minaccia per il governo, nascerà un altro gruppo, anche se mi auguro che non accada»).
Fatto sta che, al momento del voto sulla riforma costituzionale, quasi alla spicciolata un gruppo di senatori «lealisti» s'è allontanato dall'aula. Il movimento tra i banchi è stato colto, a quanto si dice, dalla vecchia volpe Casini. Avvertito in tempo, Quagliariello ha fatto chiamare di corsa 3-4 senatori centristi che si rifocillavano alla buvette: mossa decisiva, in quanto la riforma è passata per soli 4 voti. Quattordici gli assenti Pdl, 11 quanti si sono astenuti (al Senato l'astensione vale voto contrario). Formigoni: «Qualcuno ha tentato di far cadere il governo».
Già , perché, se il ddl fosse andato sotto, il ministro si sarebbe dovuto dimettere, Napolitano avrebbe dovuto riscrivere l'importante discorso sulle riforme pronunciato nel pomeriggio a Firenze, e per Letta sarebbe stato un colpo forse letale. Scampato il pericolo, Quagliariello ha indirizzato ai cospiratori Pdl un tweet-marameo: «Quanto è accaduto oggi rende la giornata ancora più importante e la vittoria ancora più forte».... Ma i falchi, paragonati da Cicchitto ai «nostalgici di Salò», si può stare certi, torneranno all'assalto.
Minzolini intervistato
AUGUSTO MINZOLINI
PIERFERDINANDO CASINI ENRICO LETTA - Copyright Pizzi
LORENZIN E QUAGLIARIELLO MANGIANO IL GELATO FOTO LAPRESSE
Fitto Cicchitto Alfano
MINZOLINI QUAGLIARIELLO
FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI,…
FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! - CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ…
DAGOREPORT - QUELLO CHE CAROCCI NON DICE! CI SONO PASSAGGI SOTTACIUTI, OMISSIONI E CLAMOROSI “NON…
DAGOREPORT- LA DUCETTA È NEI GUAI. VANNACCI STA RISVEGLIANDO L'ANIMA FASCISTA DI UN PEZZO D'ITALIA,…
AVANTI POPOLO, ALLA RISCOSSA! – RICCARDO CHIABERGE: “HA RAGIONE TRUMP, LO SPETTRO DEL COMUNISMO…
DAGOREPORT - CON QUALE FACCIA GIORGIA MELONI SI PRESENTERÀ AL SUMMIT NATO DI ANKARA? CHE FARÀ AL…