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A CINQUE SETTIMANE DAL VOTO PREVISTO IL 4 NOVEMBRE, IL SINDACO USCENTE DI NEW YORK, ERIC ADAMS, HA ANNUNCIATO IL RITIRO PROVOCANDO UN TERREMOTO NELLA CORSA ELETTORALE PER DECIDERE CHI GUIDERÀ PER I PROSSIMI QUATTRO ANNI LA PIÙ GRANDE CITTÀ D'AMERICA - SI RIAPRE LA PARTITA, E LA SFIDA E’ TRA IL DEMOCRATICO, ISLAMICO E SOCIALISTA, ZORHAN MAMDANI, E L'EX GOVERNATORE DELLO STATO, ANDREW CUOMO - SECONDO I SONDAGGI, MAMDANI ERA IN TESTA IN UNA CORSA A TRE MA COL PASSO INDIETRO DI ADAMS, IL SUO VANTAGGIO DIMINUISCE…
(di Alessandra Baldini) (ANSA) - NEW YORK, 28 SET - A cinque settimane dal voto di novembre il sindaco uscente di New York, Eric Adams, ha annunciato il ritiro provocando un terremoto nella corsa elettorale per decidere chi guiderà per i prossimi quattro anni la più grande città d'America.
Si riapre di fatto la partita, e la sfida sembra essere a due, tra il Dem 'socialista', Zorhan Mamdani, e l'ex governatore dello Stato, Andrew Cuomo. Mamdani, secondo i sondaggi, é decisamente in testa in una corsa a tre, ma il suo vantaggio diminuisce considerevolmente col passo indietro di Adams, terzo incomodo che si era ripresentato alle elezioni del 4 novembre come indipendente per evitare le primarie tra candidati dem.
Ora che si è ritirato, anziché appoggiare uno dei rivali Adams ha invitato gli elettori a guardare con sospetto sia Mamdani che Cuomo. Senza nominare direttamente Mamdani, ha messo in guardia che "forze subdole" stanno spingendo "agende radicali e divisive" nella politica cittadina, affermando che "i newyorkesi dovrebbero diffidare di qualsiasi politico o movimento politico che sostenga che dobbiamo distruggere in blocco i sistemi costruiti insieme nel corso delle generazioni per introdurre un nuovo ordine, non testato, guidato da sedicenti salvatori".
Quanto a Cuomo, sempre senza nominarlo, Adams ha ribadito la vecchia ruggine contro l'italo-americano: "Politici di cui non ti puoi fidare, che non apprezzano te né valutano il tuo futuro, ma pensano solo a se stessi".
Secondo il New York Times, il sindaco uscente aveva nelle ultime settimane valutato possibili vie d'uscita, con i suoi consiglieri che a un certo punto avevano avviato negoziati con l'entourage del presidente Trump per un incarico di ambasciatore in Arabia Saudita. I legami tra Adams e Trump sono visti con sospetto dall'elettorato newyorchese soprattutto dopo che il sindaco aveva ottenuto l'archiviazione di una tangentopoli in cui era rimasto invischiato in cambio di un giro di vite sui migranti.
Oggi il sindaco ha ammesso che, nonostante i suoi sforzi, non vedeva un percorso possibile per farsi riconfermare. Ha attribuito la colpa alle "voci ripetute sul suo ritiro" e alla decisione del Campaign Finance Board della città di negargli fondi pubblici strozzando in questo modo economicamente la sua campagna.
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