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LA SOLIDARIETÀ EUROPEA ALL’UCRAINA VA BENE, MA NON ESAGERIAMO – È TRAMONTATA SUBITO L’OPZIONE DI UN “ALLARGAMENTO INVERSO”, IL PROCESSO CHE AVREBBE ACCELERATO L’ADESIONE DI KIEV ALL’UE, ANTICIPANDOLA AL 2027 – IN UNA CENA A BRUXELLES, I RAPPRESENTANTI DEGLI STATI MEMBRI HANNO CHIARITO LA LORO OPPOSIZIONE: “NESSUNO SI È ESPRESSO A FAVORE” – ZELENSKY AVEVA ANNUNCIATO DI ESSERE DISPOSTO A RINUNCIARE AI SUSSIDI, PUR DI ENTRARE PRIMA NELL’UNIONE…

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ursula von der leyen volodymyr zelensky

(ANSA) - Tramonta la proposta dell'"allargamento inverso" pensato dalla Commissione europea per accelerare il percorso di adesione dell'Ucraina all'Ue e rendere così possibile il suo ingresso nel 2027.

 

Nel corso di una cena di lavoro a Bruxelles, i rappresentanti dei Ventisette hanno chiarito a Björn Seibert, braccio destro di Ursula von der Leyen, la loro opposizione al modello del cosiddetto "allargamento inverso".

 

"Non c'è stato nessuno che si sia espresso esplicitamente a favore dell'allargamento inverso e i grandi Stati membri si sono detti apertamente contrari", spiegano fonti diplomatiche a conoscenza dello scambio di vedute. Tale opzione avrebbe previsto un'adesione immediata con il rinvio a una fase successiva di diritti e benefici, tra cui il diritto di voto e l'accesso ai principali programmi di finanziamento dell'Ue, invertendo di fatto il tradizionale processo di integrazione. Il clima è stato descritto come "calmo", con diversi Stati membri impegnati a indicare alla Commissione "i limiti delle possibilità".

 

keir starmer, emmanuel macron, volodymyr zelensky olaf scholz al vertice della comunita politica europea in gran bretagna 1

La linea emersa dai governi è un richiamo al rigore: "L'adesione nel 2027 non è fattibile, occorre attenersi ai trattati e a un processo basato sul merito", mettendo così fine alle ipotesi di scorciatoie per l'Ucraina. Il dibattito resta ora confinato alle tre strade già note, che spaziano dal mantenimento dello status quo, il processo basato sul merito, all'integrazione graduale nel mercato unico.

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