marco mattei

“SONO STATO DERISO DA LEONI DA TASTIERA, COMMENTATORI ARGUTI E POLITICI” - IL GINECOLOGO MARCO MATTEI, EX SINDACO DI ALBANO VICINISSIMO ALLE SORELLE MELONI, BOCCIATO DALLA CORTE DEI CONTI, SI INCAZZA SU LINKEDIN E SE LA PRENDE CON CHI CHE HA SOTTOLINEATO COME NON AVESSE I TITOLI PER DIVENTARE CONSIGLIERE DELLA CORTE, IL CUI GIUDIZIO, PERÒ, ACCETTA “CON GRANDISSIMO RISPETTO”. QUINDI LA CORTE PUÒ DIRE CHE NON È ADATTO ALL’INCARICO, PROPOSTO DAL CONSIGLIO DEL MINISTRI, MA GLI ALTRI NO…

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Michele Bocci per repubblica.it - Estratti

 

marco mattei

Accetta la decisione della Corte dei Conti, ma se la prende con quelli che hanno raccontato della sua candidatura e poi della bocciatura. Cioè i “commentatori arguti” e “leoni da tastiera”. Marco Mattei resta a capo dell’Ufficio del gabinetto del ministero alla Salute, dopo aver tentato, e a questo punto fallito, la mossa che gli avrebbe garantito un impiego di prestigio dopo l’imminente fine della legislatura. (...)

 

Mattei è ginecologo, ma ha anche un passato da amministratore, ha fatto il sindaco di Albano Laziale e l’assessore Regionale nella giunta Polverini, e di uomo di partito, adesso FdI, dove si dice sia vicinissimo alle sorelle Meloni. Proprio sulla sua specializzazione medica si è puntato per far notare come il suo ingresso alla Corte dei Conti, come consigliere proposto dal governo non fosse appropriato. Finché la presidenza della corte, dopo la richiesta dell’Associazione dei magistrati, ha dato parere negativo sulla nomina.

 

Ora è certo che il governo non forzerà la mano, insistendo malgrado la bocciatura e che quindi Mattei resterà al suo posto (era anche stato già scelto il suo sostituto) e al ministero si dice, con un certo timore, che “sarà molto arrabbiato” a causa dell’esito della vicenda.

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Intanto l’interessato si sfoga su Linkedin, contro quelli ai quali è parso strano che un ginecologo e comunque una figura con il suo profilo professionale, finisse alla Corte dei conti. “Voglio dire ai commentatori arguti, leoni da tastiera, che sono orgoglioso di aver studiato ed esercitato la professione di Ostetrico e Ginecologo oltre che di Medico e che se tale attività risulta residuale nella mia vita professionale sono certo che nella loro estrema preparazione e competenza sapranno come giudicare i miei quasi 30 anni di attività nello stato e negli enti locali”, conclude il suo scritto.

 

 

Mattei si è preso la domenica per preparare il testo, dal quale traspaiono rabbia e delusione. “Non avrei mai pensato di dovermi scusare per aver studiato oltre dieci anni medicina oltre che ginecologia ed ostetricia. Pensavo di aver fatto una buona cosa ad arrivare a 28 anni specialista in un mondo in continuo cambiamento. Poi dopo 8 anni vissuti per lo più tra ospedale e studio a 36 anni sono diventato sindaco nella mia meravigliosa città Albano e come per ogni cosa nella vita è stato necessario fare delle scelte”.

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Quindi, l’inizio della carriera niente ha a che fare con il diritto. Però, nei 26 anni successivi, dice di essersi occupato di “Amministrazione, attività giuridiche e tecnico/contabili spesso applicate al management sanitario ma ancor più spesso ad attività precipue dell’amministrazione generale dello stato e degli enti locali, dell’ambiente, delle acque. Questo percorso mi ha indotto ad orientare i miei studi successivi su materie giuridiche, economiche e del management come si può facilmente evincere dal mio curriculum”. Evidentemente non è bastato.

Mattei è innervosito del fatto che, “a causa di una proposizione del governo su una possibile nomina alla Corte dei Conti” è stato “fatto bersaglio di derisioni e scherno, quando non di offese, sui giornali, in televisione, in Parlamento”.

 

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Il problema è che la bocciatura (“parere negativo perché il sottoscritto non ha la preparazione giuridica sufficiente a ricoprire l’incarico”) c’è stata e lui dice che: “Non solo non mi lamento e accetto con grandissimo rispetto questo giudizio ma ritengo che sia giusto mettere un limite per accedere ad una delle istituzioni più prestigiose e più importanti in Italia”. Quindi la Corte può dire che non è adatto all’incarico, proposto dal Consiglio del ministri, ma gli altri no. Altrimenti non sono rispettosi del suo variegato curriculum.

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