mohammed bin salman donald trump iran iraq

SPARIAMO SEMPRE SU TRUMP E NETANYAHU, MA ANCHE GLI IRANIANI LE LORO CAZZATE LE FANNO – FEDERICO RAMPINI ANALIZZA L’ERRORE STRATEGICO DEI PASDARAN: “SE TEHERAN PENSAVA CHE TERRORIZZANDO I VICINI ARABI AVREBBE INCRINATO LA LORO FEDELTÀ ALL’AMERICA, HA OTTENUTO IL RISULTATO OPPOSTO: HA RAFFORZATO IL SISTEMA DI ALLEANZE COSTRUITO DA WASHINGTON E CONVINTO PERFINO IL PIÙ PRUDENTE DEI PARTNER ARABI A USCIRE ALLO SCOPERTO E A COMBATTERE” - I SAUDITI SI SONO ROTTI IL CAZZO DI VEDERSI BOMBARDARE DAGLI AYATOLLAH E ORA ENTRANO IN GUERRA COLPENDO L’IRAQ. ALLA FACCIA DI CHI PREDICAVA L’ADDIO ALLA STORICA ALLEANZA CON GLI USA: QUANDO IL GIOCO SI FA DURO, RIAD SI TIENE STRETTO L’INTESA CON WASHINGTON...

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Estratto dell’articolo di Federico Rampini per il “Corriere della Sera”

 

MOHAMMED BIN SALMAN DONALD TRUMP

L’Arabia Saudita entra in guerra: cambia gli equilibri del Golfo? L’operazione congiunta dell’aviazione americana e saudita contro le milizie filo-iraniane in Iraq arriva a breve distanza dagli annunci sulla possibile fornitura di tecnologia nucleare civile da Washington a Riad.

 

Che segnali arrivano sul posizionamento strategico del Regno? I sauditi, per quanto ricchi e armati fino ai denti, non cambieranno da soli gli equilibri del conflitto. Però la loro discesa in campo così plateale rivela un formidabile errore di calcolo della leadership iraniana, che continua a compattare il vasto fronte arabo alleato degli Stati Uniti.

 

Attacco aereo Usa-Arabia Saudita contro le milizie filo iraniane in Iraq - foto lapresse - 1

[…]  Per molti mesi il principe ereditario Mohammed bin Salman (Mbs) ha cercato di tenere insieme due strategie apparentemente contraddittorie. Da una parte ha conservato l’alleanza militare con gli Stati Uniti, indispensabile per la sicurezza del suo Paese. Dall’altra ha cercato di ridurre la tensione con l’Iran, arrivando perfino a ristabilire le relazioni diplomatiche grazie alla mediazione della Cina.

 

Sembrava il segnale di un Medio Oriente meno dipendente dagli antichi schieramenti.

 

L’operazione militare congiunta racconta invece una realtà diversa. Non significa che la stagione del dialogo sia chiusa per sempre. Significa che quando sono in gioco gli interessi vitali del Regno, Riad torna a scegliere senza esitazioni il vecchio ombrello strategico americano.

Abbas Araghchi con Faisal bin Farhan Al Saud

 

Il dato importante dei raid è politico: l’Arabia partecipa apertamente alla guerra. Non è la prima volta che i sauditi reagiscono militarmente alle provocazioni iraniane, ma finora avevano mantenuto un profilo discreto. Oggi Washington e Riad rivendicano insieme l’operazione. È un messaggio rivolto anzitutto a Teheran.

 

[…]

 

Il significato dell’intervento è soprattutto geopolitico. Molti oggi si concentrano sulle difficoltà americane, sui costi della guerra, sulla resilienza della rete di milizie costruita dall’Iran. Tutto vero. Ma c’è un altro dato: l’architettura delle alleanze americane nel Golfo non si è incrinata. Anzi.

 

RAID USA E ARABIA SAUDITA SU MILIZIE FILO IRAN IN IRAQ

Negli ultimi anni le monarchie del Golfo avevano moltiplicato i contatti con la Cina, avevano ristabilito relazioni diplomatiche con Teheran e cercato una maggiore autonomia da Washington. L’ultimo episodio racconta una storia diversa.

Quando la sicurezza delle loro nazioni e delle loro economie viene minacciata, Mbs ed altri leader arabi continuano a considerare gli Stati Uniti il garante indispensabile della sicurezza regionale.

 

[…] Sullo sfondo c’è anche l’accordo annunciato fra Washington e Riad sulla cooperazione nucleare civile. Molti temono che possa alimentare una corsa agli armamenti nella regione. È un’obiezione seria. Ma rilancia anche una domanda inevitabile: come impedire all’Iran di diventare una potenza nucleare senza offrire garanzie di sicurezza ai suoi rivali? Da decenni circola, negli ambienti strategici, l’ipotesi che gli stretti rapporti fra Arabia Saudita e Pakistan (titolare dell’unica «atomica islamica» finora) possano tradursi, in caso estremo, in una forma di ombrello nucleare pakistano. È uno scenario indicativo delle paure che attraversano il Medio Oriente.

 

MOHAMMED BIN SALMAN CON DONALD TRUMP ALLA CASA BIANCA

Siamo abituati ad analizzare gli errori di calcolo compiuti dagli americani e dagli israeliani in questo conflitto.

 

Ma anche la leadership iraniana ne colleziona a ripetizione. Se pensava che terrorizzando i vicini arabi avrebbe incrinato la loro fedeltà all’America, finora ha ottenuto il risultato opposto: ha rafforzato il sistema di alleanze costruito da Washington e convinto perfino il più prudente dei partner arabi a uscire allo scoperto e a combattere.

Ebrahim Raisi e Mohammed bin Salman Attacco aereo Usa-Arabia Saudita contro le milizie filo iraniane in Iraq - foto lapresse - 2Ebrahim Raisi e Mohammed bin Salman

MOHAMMED BIN SALMAN - VOLODYMYR ZELENSKY mohammed bin salman intervistato dalla cbs nel 2018donald trump e mohammed bin salman alla casa bianca foto lapresse 8MOHAMMED BIN SALMAN - VOLODYMYR ZELENSKY