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STARMER, CHE FAI: RESTI O TE NE VAI? – IL GOVERNO BRITANNICO POTREBBE ESSERE IL PRIMO A CADERE PER LE CONSEGUENZE DEL CASO EPSTEIN - IL PREMIER È STATO COSTRETTO AD AMMETTERE DI SAPERE CHE PETER MANDELSON, L’UOMO CHE HA DESIGNATO COME AMBASCIATORE NEGLI USA, AVEVA CONTINUATO A FREQUENTARE IL FINANZIERE PEDOFILO ANCHE DOPO LA SUA CONDANNA (LA MOSSA DI SPOGLIARE IL DIPLOMATICO DAL TITOLO DI LORD NON BASTA A PLACARE LA RABBIA DEI LABURISTI) – STARMER SPERAVA CHE SPEDIRE QUEL VOLPONE DI MANDELSON A WASHINGTON, A FARE DA SUSSURRATORE A TRUMP, SAREBBE STATA UN’ABILE MOSSA: SI STA RIVELANDO UN CLAMOROSO BOOMERANG…
Estratto dell’articolo di Luigi Ippolito per il "Corriere della Sera"
Quello britannico potrebbe essere il primo governo a cadere per le conseguenze del caso Epstein. Le pagine dei giornali inglesi di ieri mattina squadernavano una lettura sconfortante davanti agli occhi del primo ministro: «Starmer lotta per il suo futuro», titolava il Times , «È finita per Starmer», gli faceva eco il pur filolaburista Guardian .
Da ieri il destino del premier appare appeso a un filo: sono le catastrofiche conseguenze dell’improvvida decisione di nominare a fine 2024, quale ambasciatore a Washington, quel Peter Mandelson di cui era nota la frequentazione con Jeffrey Epstein.
Peter Mandelson jeffrey epstein
Starmer aveva pensato — o così era stato consigliato — che spedire un vecchio volpone dell’era Blair a fare da sussurratore a Donald Trump fosse una mossa abile: si è rivelata invece un clamoroso boomerang, nel momento in cui è emerso fino a che punto Lord Mandelson fosse compromesso col finanziere pedofilo americano.
Ieri il primo ministro si è detto «dispiaciuto per aver creduto alle bugie di Mandelson» e ha provato a rigirare la frittata, sostenendo che il Lord aveva dato l’impressione, durante il processo di verifica prima della nomina, di «conoscere a stento» il magnate americano. In realtà, si è scoperto in questi giorni, non solo il rapporto fra i due era strettissimo, ma Mandelson passava addirittura a Epstein informazioni governative confidenziali nel periodo in cui era ministro, alla fine degli anni Duemila.
Peter Mandelson jeffrey epstein
L’ambasciatore era stato già cacciato dal suo posto a settembre per le sue relazioni pericolose, ma adesso ha dovuto dimettersi dalla Camera dei Lord e Starmer ha avviato il procedimento legislativo per spogliarlo del titolo, mentre la polizia ha lanciato un’inchiesta per abuso d’ufficio.
Ma adesso tutti gli occhi sono puntati sul premier, sotto accusa per aver mostrato una tale incapacità di giudizio. Lui ieri ha detto di comprendere la «rabbia e la frustrazione» dei suoi stessi deputati laburisti e ha negato di aver intenzione di dimettersi, dicendo di essere concentrato a lavorare per il bene del Paese: ma quello che è successo nell’aula di Westminster martedì pomeriggio potrebbe essere ricordato come l’inizio della sua fine.
Peter Mandelson in mutande con una donna a casa di jeffrey epstein
Prima Starmer è stato infilzato dalla leader dei conservatori, una Kemi Badenoch sempre più in forma, che lo ha costretto ad ammettere di aver saputo che Mandelson aveva continuato a frequentare Epstein anche dopo la condanna […]
Poi il governo ha dovuto rimangiarsi un emendamento che provava a bloccare la pubblicazione, richiesta dai conservatori, di tutti i documenti relativi al processo di verifica di Mandelson: sono stati gli stessi deputati laburisti a ribellarsi, capitanati da Angela Rayner, la ex vicepremier.
E l’entrata in gioco di «Angie la Rossa» è stata interpretata come la prima mossa per scalzare Starmer: lei è la capofila della sinistra del partito, sempre più in rivolta verso la linea del premier percepita come troppo moderata.
[…]
peter mandelson e iul biglietto d auguri per jeffrey epstein 6
peter mandelson e jeffrey epstein 1
peter mandelson sull isola di jeffrey epstein
Peter Mandelson jeffrey epstein
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