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LA STORIA INSEGNA: CAMBIARE LA LEGGE ELETTORALE IN CORSA NON PORTA BENE – “DOMANI” RICORDA: “IL ‘PORCELLUM’ DEL 2006 APPROVATO DAL CENTRODESTRA PORTÒ AL PRIMO GOVERNO PRODI; IL ‘ROSATELLUM’ DEL 2018 VOLUTO DAL PD RENZIANO PRODUSSE IL GOVERNO GIALLOVERDE DI CONTE. SI SA: IL DIBATTITO SUI MECCANISMI ELETTORALI ANNOIA GLI ITALIANI, CHE NON SONO MAI CLEMENTI QUANDO FIUTANO LA PAURA. SENZA CONTARE CHE UN CAMBIO DELLE REGOLE A RIDOSSO DEL VOTO OFFRE ANCHE ALLE OPPOSIZIONI UN OTTIMO ARGOMENTO DI CAMPAGNA ELETTORALE…”

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Estratto dell’articolo di Giulia Merlo per “Domani”

 

giorgia meloni - foto lapresse

[…] Anche se riuscisse a trovare una sintesi, a Meloni rimarrebbe un ultimo ostacolo. Sarà scaramanzia, ma la modifica della legge elettorale a ridosso delle elezioni è un vizio che non ha mai portato bene agli estensori.

 

 Il “Porcellum” del 2006 approvato dal centrodestra portò al primo governo Prodi; il “Rosatellum” del 2018 voluto dal Pd renziano produsse il governo gialloverde di Conte. Si sa: il dibattito sui meccanismi elettorali annoia gli italiani, che non sono mai clementi quando fiutano la paura. Senza contare che un cambio delle regole a ridosso del voto offre anche alle opposizioni un ottimo argomento di campagna elettorale.

ELEZIONI - LEGGE ELETTORALE

 

Eppure Meloni appare convinta che la riforma sia l’unico modo per offrire stabilità all’Italia (miglior dote del suo governo, per sua stessa rivendicazione), ma anche un rischio da correre pur di mantenere il potere.

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