base americana in giordania donald trump benjamin netanyahu

GLI STATI UNITI SI SCHIERANO A DIFESA DI ISRAELE - LA CHIUSURA DELL’ULTIMA BASE OPERATIVA AMERICANA IN IRAQ ANTICIPA IL PIANO DI TRUMP DI SPOSTARE SEMPRE PIU’ SOLDATI STATUNISTENSI VERSO LA GIORDANIA, NELLE VICINANZE DEI TERRITORI DI ISRAELE. DOPO LO SCOPPIO DEL CONFLITTO CON TEHERAN, LA MINACCIA DEI PASDARAN E’ CONCRETA E GLI 007 AMERICANI SOSPETTANO CHE GLI IRANIANI SIANO IN GRADO DI RINTRACCIARE I SOLDATI DI STANZA IN KUWAIT E BAHREIN PER COLPIRLI CON I DRONI - IL RIPOSIZIONAMENTO DELLE FORZE IN CAMPO E’ UNO DEI TANTI EFFETTI COLLATERALI DELLA FOLLE GUERRA INIZIATA IL 28 FEBBRAIO (MENO MALE CHE TRUMP E NETANYAHU VOLEVANO BUTTARE GIU’ IL REGIME DEGLI AYATOLLAH…)

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Estratto dall’articolo di Giordano Stabile per “la Stampa” 

 

La fine delle missioni americane in Iraq, dopo 23 anni fra i più tumultuosi nella storia della Mesopotamia, va inquadrato in un nuovo approccio per la presenza statunitense nella regione. Dettato da motivi politici e di cambiamenti tecnologici. [...]

 

soldati americani nel golfo

Bisogna tenere conto della minaccia iraniana. Che non è più solo teorica. È diventata una realtà, pungente. Le ultime indiscrezioni di Intelligence parlano di una inchiesta sugli operatori telefonici del Golfo, che danno servizi di roaming ai soldati di stanza in Kuwait, Bahrein eccetera. Il sospetto è che gli iraniani si siano infiltrati e cerchino di rintracciare i militari per colpirli con i droni.

 

Ma dove li cercano? Fuori dalle basi, in hotel e appartamenti. E perché? Perché nelle basi è pericoloso stare, checché ne dicano le roboanti dichiarazioni del Pentagono. Tradotto: non sono difendibili, non al momento.

 

DONALD E MELANIA TRUMP CON I MILITARI AMERICANI

In questo senso la chiusura prevista dell'ultima base operativa in Iraq, anticipata dal ritiro del contingente tedesco, è la premessa di una nuova architettura difensiva, volta a creare una cupola impenetrabile o quasi attorno a Israele.

Donald Trump

 

Già nelle scorse settimane i media statunitensi avevano anticipato un piano per spostare il quartier generale della Quinta Flotta da Manama, in Bahrein, alle coste del Mediterraneo, cioè israeliane.

 

E un riposizionamento, appunto, di asset da varie basi nelle petromonarchie, come Emirati e Qatar, verso la Giordania. È effetto collaterale della guerra del 28 febbraio. Gli stock di missili sia offensivi che difensivi erano inadeguati a una lunga campagna, che infatti è stata interrotta dopo 39 giorni. [...]

benjamin netanyahu donald trump mar a lago 3benjamin netanyahu donald trump mar a lagodonald trump - soldati americani