pompe di benzina tabarelli

“GLI SCONTI SUI CARBURANTI SONO SOLO UNA MISURA TAMPONE. E SE LA CRISI CONTINUA, NON POSSIAMO CONTINUARE AD ABBASSARE I PREZZI” - DAVIDE TABARELLI, PRESIDENTE DI NOMISMA ENERGIA, COMMENTA LA DECISIONE DI ENI E DEGLI ALTRI OPERATORI DI INTERVENIRE PRIMA SUI PREZZI DI BENZINA E DIESEL, POI SU LUCE E GAS: “C'È UN PROBLEMA DI VENDITA SOTTO COSTO, DI CONCORRENZA SLEALE E DI DUMPING, CHE NON È FACILE DA RISOLVERE. POSSONO ESSERCI PROBLEMI PER L'ANTITRUST. ABBIAMO BISOGNO DI RIDURRE I CONSUMI, NON DI INCENTIVARLI, GLI SCONTI POSSONO ESSERE UNA PARENTESI, NON LA RICETTA”

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Claudia Luise per la Stampa - Estratti

 

davide tabarelli

«Gli sconti sui carburanti sono solo una misura tampone. E se la crisi continua, non possiamo continuare ad abbassare i prezzi». Lo sostiene Davide Tabarelli, presidente e fondatore di Nomisma Energia, commentando la decisione di Eni e degli altri operatori di intervenire prima sui prezzi di benzina e diesel, poi su luce e gas.

 

Ritiene siano soltanto una misura tampone?

«È ovvio che quando si riducono i prezzi è difficile essere contrari, soprattutto dal momento in cui è in corso una crisi e l'obiettivo è aiutare i consumatori. Ma ci sono anche risvolti meno positivi.

 

I consumatori si abituano alle riduzioni e agli sconti e poi, quando bisogna toglierli, arrivano le proteste. Il problema è capire quanto possa durare un'iniziativa di questo tipo. Se la crisi si prolunga e i prezzi internazionali tornano a salire, diventa difficile continuare a sostenere artificialmente prezzi più bassi. Una misura tampone può avere senso nell'emergenza, ma non può diventare la soluzione strutturale alla crisi».

pompe di benzina eni

 

Questi interventi possono creare problemi sul fronte della concorrenza e dell'Antitrust?

 

«C'è un problema di vendita sotto costo, di concorrenza sleale e di dumping che non è facile da risolvere. Certamente possono esserci problemi per l'Antitrust.

 

Bisogna capire con quali ragioni si possa giustificare un intervento di questo tipo rispetto alle regole della concorrenza.

 

DAVIDE TABARELLI

Detto questo, siamo in una situazione straordinaria: c'è una guerra che dura da mesi e in situazioni di questo genere possono esserci fallimenti di mercato e la politica è chiamata a intervenire. Il punto è che oggi, dopo le liberalizzazioni e le riforme, la politica ha molti meno strumenti diretti sui mercati dell'energia rispetto al passato. E intervenire con misure che possono comunque creare distorsioni».

 

Ci sono precedenti in Italia di un intervento simile degli operatori?

«Sì, non è una novità assoluta. In passato ci sono già stati interventi di Eni sui prezzi dei carburanti, in momenti di particolare difficoltà. Il punto è che allora il contesto era diverso: c'erano società che avevano una presenza molto più forte dello Stato e un ruolo diverso rispetto a quello che hanno oggi, dopo le liberalizzazioni e con società quotate che operano in un mercato concorrenziale. 

 

caro elettricita - bollette energia

(...)

 

Quale può essere la soluzione?

«Abbiamo bisogno di ridurre i consumi, non di incentivarli. Questa è la cosa più importante. In una crisi di questo tipo bisogna intervenire sulla domanda, perché abbiamo bisogno di consumare meno. Ridurre artificialmente i prezzi rischia invece di incentivare i consumi proprio quando sarebbe necessario il contrario. Se la situazione internazionale resta difficile, bisogna avere il coraggio di spiegare ai consumatori che la crisi è seria e che la risposta fondamentale è ridurre i consumi. Gli sconti possono essere una parentesi, non la ricetta».

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