giorgia meloni benzina accise

IL TAGLIO DELLE ACCISE SUI CARBURANTI NON È SERVITO A NIENTE: SARÀ SUBITO RIASSORBITO DAI NUOVI AUMENTI DEL PETROLIO, E GIORGIA MELONI RESTERÀ A SERBATOIO ASCIUTTO – SORGI: “CHE L'ESECUTIVO SIA INTERVENUTO CON UN DECRETO-TAMPONE ERA LOGICO,  ALLA VIGILIA DEL REFERENDUM. LA GUERRA E LE CONSEGUENZE ECONOMICHE STANNO IN CIMA AI FATTORI CHE POTREBBERO MODIFICARE L'ATTEGGIAMENTO DEGLI ELETTORI. MA IL PIENO DI BENZINA O GASOLIO È SOLO UNA PARTE DEL PROBLEMA. LA MAGGIOR PARTE DELLE MERCI VIAGGIA SU GOMMA E LA CRESCITA DEI COSTI DI TRASPORTO È DESTINATA A RIPERCUOTERSI SUI PREZZI DEI SUPERMERCATI” – INVECE CHE UNO SCONTO SULLE ACCISE PER TUTTI, NON ERA MEGLIO INTERVENIRE A SOSTEGNO DEI REDDITI BASSI ATTRAVERSO TRASFERIMENTI MONETARI?

TRA FURBETTI E RINCARI, L'ABBASSAMENTO VALE 14 CENTESIMI AL LITRO E NON 25 COME AVEVA ANNUNCIATO IL GOVERNO. IN SPAGNA, ABBASSANDO L'IVA AL 10%, VALE ARRIVA A 40 CENTESIMI...

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NON È BASTATO IL TAGLIO DELLE ACCISE

Estratto dell’articolo di Marcello Sorgi per “La Stampa”

 

giorgia meloni contro le accise su benzina e diesel nel 2019 3

Ci sono volute poche ore per capire che il taglio delle accise sui carburanti per venti giorni non è una soluzione, e il governo ha davanti a sé intatto il problema della crisi energetica determinata dalla guerra in Iran e dalla chiusura dello stretto di Hormuz [...].

 

Il prezzo di un barile di petrolio il 26 febbraio, due giorni prima dell'attacco Usa-Israele a Teheran, era di 67 dollari. In tre settimane ha toccato i 97 dollari, con un aumento del 44 per cento. [...] E la corsa dei mercati petroliferi potrebbe non fermarsi, preparando così un'estate di emergenza [...].

 

Che l'esecutivo sia intervenuto con un decreto-tampone, voluto da Meloni, che tagliando le accise dà una limatura ai prezzi al litro dei carburanti, sebbene i benefici reali siano stati minori del previsto, era logico.

 

GIORGIA MELONI E LE ACCISE - VIGNETTA BY LELE CORVI - IL GIORNALONE - LA STAMPA

Specie alla vigilia del voto del referendum che si presenta ormai come un passaggio politico pro o contro il governo. La guerra e le conseguenze economiche [...] stanno in cima ai fattori che potrebbero modificare l'atteggiamento degli elettori.

 

O spingendoli verso l'astensione, oppure favorendo atteggiamenti di protesta nelle urne. Di qui la scelta del decreto, che tuttavia non è bastato a limitare i rincari e lo svuotamento delle tasche degli automobilisti.

 

Ma il pieno di benzina o gasolio è solo una parte del problema. La maggior parte delle merci viaggia su gomma e la crescita dei costi di trasporto è destinata subito a ripercuotersi sui prezzi dei supermercati.

 

C'è poi il problema delle imprese cosiddette "energivore", i cui conti economici sono destinati a saltare. Se la guerra va avanti, insomma, si creerebbero le premesse per ridefinire al più presto tutta la politica energetica del governo, sul fronte degli approvvigionamenti e su quello dei consumi.

 

MEME SUL CARO BENZINA

E si presenterebbe concreta la necessità di spostare investimenti di spesa pubblica a interventi più duraturi per aiutare le famiglie più bisognose e le imprese sopraffatte dall'imprevisto del caro gas e petrolio. [...]

 

 

L'EFFETTO ACCISE VA A RILENTO LO SCONTO SI FERMA A 14 CENT

Estratto dell’articolo di Flavio Bini e Giuseppe Colombo per “la Repubblica”

 

Il taglio delle accise? Avanti piano. Alla prova del primo monitoraggio, il governo deve fare i conti con i "furbetti" dei prezzi alla pompa. Sono i distributori dove ieri, al secondo giorno di applicazione del decreto contro il caro carburanti, il costo di benzina e diesel non è sceso di 25 centesimi al litro, come ha invece disposto il provvedimento approvato mercoledì dal Consiglio dei ministri.

 

donald trump - stretto doi hormuz

Gli irriducibili rappresentano circa il 13% dei 12.107 punti vendita, dislocati su tutto il territorio nazionale, che sono finiti sotto la lente dell'Osservatorio sui prezzi del ministero delle Imprese. Oltre l'87%, invece, si è adeguato alle nuove norme. C'è chi ha fatto anche peggio dei "disertori": il 4,5% degli impianti non solo non ha adeguato i prezzi alla riduzione delle accise. Li ha addirittura alzati.

 

[...]  Ieri, a metà pomeriggio, il prezzo medio al self-service sulla rete stradale si attestava 1,712 euro al litro per la benzina e a 1,958 euro al litro per il gasolio. In autostrada il dato si posizionava a 1,788 euro al litro per la verde e a 2,030 euro al litro per il diesel. Secondo l'elaborazione di Staffetta quotidiana, il calo rispetto a giovedì si aggira intorno ai 14-15 centesimi al litro.

 

caro carburanti in italia

Dalle compagnie petrolifere, che secondo il governo hanno adeguato i prezzi consigliati, si spiega che l'accertamento da parte delle Fiamme gialle della mancata riduzione del prezzo non rappresenta automaticamente una violazione del decreto. Alcuni distributori – è il ragionamento – possono ancora trovarsi a vendere il carburante acquistato con le accise in vigore pre-decreto e quindi non potrebbero vendere a prezzi più bassi perché così maturerebbero delle perdite.

 

[...] A caccia degli "irriducibili", il governo intanto cambia il titolo del decreto interministeriale Mef-Mase sul taglio delle accise. Con un'errata corrige. Da "Riduzione delle imposte su taluni prodotti energetici usati come carburanti" a "Rideterminazione temporanea delle aliquote di accisa". Temporanea, proprio l'aggettivo che il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, ha consegnato ai suoi colleghi durante il Cdm per ricordargli che il taglio non è infinito.

 

IL PARADOSSO DELLA BENZINA

Estratto dell’articolo di Carlo Cottarelli per il “Corriere della Sera”

 

giorgia meloni contro le accise su benzina e diesel nel 2019 2

Che dire della risposta del governo all’aumento del prezzo dei carburanti (costo: più di mezzo miliardo) e, in particolare, del taglio delle accise? [...] È una misura temporanea, anzi, da questo punto di vista è così temporanea (20 giorni) da lasciar pensare che non possa che essere rinnovata, visto che difficilmente la crisi della guerra in Iran (compreso il riavvio del traffico via Hormuz) possa essere risolta in tre settimane.

 

[...]  Non è certo una misura mirata. Lo sconto sulle accise è per tutti ed è per questo che è così costoso. Ovviamente non è facile avere prezzi differenziati a seconda di chi compra il carburante. Quello che, piuttosto, occorrerebbe fare è intervenire a sostegno di chi ha redditi bassi attraverso trasferimenti monetari, non un taglio delle accise che va a vantaggio anche di chi porta la propria Ferrari a fare il pieno.

 

a teheran piove petrolio 1

Ci possono essere momenti, di vera emergenza, in cui un urgente taglio generalizzato del prezzo del carburante potrebbe essere giustificato vista l’importanza di «segnale» che un calo dei prezzi dei carburanti può avere. Ma siamo in un momento di vera emergenza?

Questo mi porta al terzo punto: la necessità dell’intervento.

 

Il prezzo dei carburanti è aumentato, ma quanto è alto rispetto al passato? Nel fare confronti nel tempo non si può dimenticare che un euro di oggi vale meno di un euro, per esempio, di 20 anni fa: occorre correggere i prezzi per l’inflazione [...].

 

stretto di hormuz

Il grafico mostra come il prezzo della benzina in termini reali (ossia corretto per l’indice dei prezzi al consumo), sia sceso, dopo il taglio delle accise (usiamo la stima pubblicata dal Sole 24Ore il 20 marzo come prezzo post taglio), ai livelli tra i più bassi degli ultimi 55 anni. Questo perché, anche prima del taglio, si partiva da livelli leggermente inferiori alla media storica [...].

 

Per il gasolio, prima del taglio si era effettivamente su livelli sopra la media storica, e ora si è tornati alla media, ma solo perché in passato la media era tenuta bassa dalla tassazione favorevole al gasolio rispetto alla benzina (cosa che è stata eliminata con l’ultima legge di bilancio).

 

Era allora proprio necessario un intervento così urgente sulle accise?

riserve di petrolio

Certo è un aiuto per gli italiani. Ma non è che lo Stato abbia risorse infinite. Verrebbe da dire, visto che siamo in clima di guerra, che, quando si hanno munizioni limitate, occorre usarle al momento giusto. E il momento, purtroppo, potrebbe venire.

 

Gli aumenti che abbiamo finora osservati nel prezzo degli idrocarburi riflettono probabilmente l’aspettativa che la guerra e il blocco di Hormuz non siano prolungati.

Tali livelli (intorno ai 110 dollari al barile per il petrolio e ai 65 euro al megawattora per il gas) sono infatti ancora moderati in una prospettiva storica: nel 2008 il prezzo del greggio raggiunse i 150 dollari al barile, che, corretti per l’inflazione, significano 226 dollari di oggi, e nel 2022 il gas raggiunse i 320 euro al megawattora che, sempre corretti per l’inflazione, equivalgono a 355 euro di oggi.

 

nave cargo colpita nello stretto di hormuz

Se questa aspettativa cambiasse potremmo trovarci in uno scenario col greggio a 200 dollari. Allora sì che ci troveremmo in una situazione di emergenza in cui si debbono usare tutte le risorse disponibili (come venne fatto nel 2022) per sostenere l’economia.

Con questo rischio davanti a noi, sarebbe stato meglio risparmiare le munizioni.

nave cargo colpita nello stretto di hormuzgiorgia meloni contro le accise su benzina e diesel nel 2019 5